sabato 26 giugno 2010

Silvio Hood. Come rubare ai più poveri per dare ai più ricchi

Questione di stili. Anche Francia ed Inghilterra hanno varato le loro manovre correttive per migliorare i conti economici. L'Inghilterra ha introdotto una bella tassa sulle rendite finanziarie. La Francia ha introdotto una bella tassa a carico delle banche.
L'unico paese del mondo nel quale, ancora una volta, i sacrifici vengono imposti solo ai miserabili come noialtri è questo nostro regime d'immondizia.
L'IdV ha presentato, un mesetto fa, una sua contromanovra durissima. Quasi il triplo di quella di regime. Eppure non ha previsto neppure un centesimo di tagliio agli stipendi, nè ai servizi pubblici. Il PD pure ha presentato la sua contromanovra, più recentemente. Ed anche loro non hanno avuto bisogno di tagliare nè sanità nè scuola nè pensioni nè scatti d'anzianità nè stipendi. Non solo. Entrambe le contromanovre contengono incentivi per il rilancio dei consumi e, quindi, del PIL.
E allora? Allora, amici belli, un'altra manovra è possibile. Altre scelte si posson fare. Sono realmente fattibili e perseguibili. Basterebbe avere davvero la volontà di tagliare le famose spese inutili, ossia quelle della politica dei privilegi (700.000 auto blu, tanto per dire). E contrastare in modo serio e qualificato l'evasione e l'eslusione fiscale (neri primi mesi di quest'anno si è già consumata un'evasione fiscale pari a 130 miliardi di euro!). Cosa ci vengon a dire, invece? Ripetono come un mantra che questa manovra va fatta perchè altrimenti saltiamo come paese. Va bene. Fatela. Anzi fatela persino più dura. Ma fatela diversa.
E invece. Proteggono quell'industria, quel professionismo e quel commercio che non hanno mai contribuito il dovuto, ma che lamentano ipocritamente la necessità di tagliare la spesa pubblica.

Non solo. Continuano a dire che non ci saranno altre tasse. Ma, accidenti a voi,  finitela di prenderci per il c**o. Se io vado all'ospedale e l'analisi di cui ho bisogno oggi mi viene prenotata tra 6 mesi, che faccio? Sono costretto ad andare dai privati. E pago. Allora? Non è una tassa questa? Andarmi a pagare un servizio che lo stato non è in grado di garantire, non equivale forse a pagare un'altra tassa? Ancora più ridicola ed iniqua, perchè non riceviamo un servizio che, in realtà, abbiamo già pagato coi nostri soldi.


Non può essere equo uno stato nel quale, di fronte alla necessità di fare sacrifici, sceglie di addossarli tutti sulle classi più deboli, su quelle meno protette e meno garantite. Mentre sono tagliate e bloccate le pensioni, mentre si tagliano e bloccano gli stipendi, mentre si tagliano fondi per le regioni, per i comuni, per la sanità e la scuola, uno come il signor Berlusconi, che pure nessunissimo problema avrebbe già di per sè, non paga neppure un centesimo per questa crisi.

Stia attento ad invocare sempre i forconi e le baionette, il giullare padano, perchè qui alla fine mi sa che saranno tirati fuori davvero. Ma da noialtri.
[Ave]

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