martedì 20 luglio 2010

Sindacati embedded

All'inizio furono dei gadget, dei plugin, ossia dei mini programmini, ad essere embedded. Cioè incorporati. Inseriti all'interno di altri programmi o servizi molto più grandi. Esempio. Quando s'inserisce un video di YouTube, oppure una animazione Flash, in un blog, la tecnica più agile è quella di renderli embedded.
Poi fu la volta dei giornalisti al seguito dell'esercito yankee in giro per il mondo a portare la pace a suon di cannonate. Anche questi giornalisti sono embedded. Scrivono e vedono e fotografano e riprendono quello che l'esercito yankee fa vedere loro. Sono giornalisti incorporati nel sistema militare yankee. Il loro punto di vista è quello dell'esercito, e non potrebbe essere altrimenti.
Ora, finalmente, anche noi italiani possiamo vantare qualcosa embedded. I sindacati. CISL e UIL sono, ufficialmente, sindacati embedded. Incorporati fino al midollo nello star system del regime. Blocco del contratto ed umiliazione dei lavoratori della scuola? I sindacati embedded sono i primi a firmare. Manovra economica iniqua e vergognosa? CISL e UIL i primi ad applaudire (ed a firmare). La Fiat inaugura la nuova stagione padronale con il ricatto di Pomigliano? Ancora i sindacati embedded sull'attenti, a dire che tutto va bene. Il personale sanitario sciopera? Eccoli ancora lì, in fila, a scuotere la loro bella testona embedded.
I milioni di lavoratori che, nella storia, hanno lottato e sofferto per affermare e difendere le loro ragioni ed i loro diritti ringraziano sentitamente. Quando finalmente le nostre coscienze si rivolteranno di fronte a tutto questo schifo, anche i sindacati embedded saranno rinchiusi nel museo degli orrori. Del passato. [Ave]

Anagni. Il programma delle Associazioni per l'ambiente

COMUNICATO STAMPA

Il Coordinamento delle Associazioni e dei Comitati cittadini che si sono organizzati per opporsi all’avvio dell’ incenerimento del carfluff, da parte della Marangoni Tyre, con la presentazione del progetto di adeguamento dell’ attuale inceneritore di pneumatici alla nuova attività, considera il parere negativo, con il quale la Conferenza dei Servizi del 14 giugno scorso ha respinto con decisione il progetto, un risultato molto importante per il significato che assume nella situazione ambientale del territorio di Anagni e della Valle del Sacco, in generale.
Infatti il carfluff, rifiuto speciale che, bruciato, genera emissioni di diossina e altre sostanze molto tossiche, avrebbe aggravato ulteriormente una situazione dichiaratamente compromessa in un’area nella quale le Ordinanze del Comune che vietano la produzione e il consumo di alimenti vegetali e animali non sono state mai revocate. Ne è derivata una situazione paradossale: la popolazione locale vive, da mesi, in una sorta di limbo, sospesa tra un inquinamento accertato e l’assenza di qualunque iniziativa dell’Amministrazione che ne affronti e rimuova le cause, per poter procedere alla necessaria bonifica e all’altrettanto necessaria valutazione dei danni arrecati alla salute, alle attività economiche e all’esercizio del diritto di proprietà.
Le associazioni e i Comitati hanno ottenuto, con il consenso e il sostegno dei cittadini, un risultato che non chiude le questioni della difficile situazione ambientale, ma che segna un confine preciso tra un prima e un dopo.
Ora i cittadini esigono elementi certi per essere rasserenati e chiedono di conoscere con chiarezza la reale situazione. Il progetto di monitoraggio dell’inquinamento ambientale della Valle del Sacco, presentato recentemente dal Comune, dovrebbe fornire tutti i dati indispensabili per gli interventi nelle aree critiche, ma siamo certi che sei mesi di preventivata attività dell’ Ufficio Ambiente sono insufficienti per una valutazione seria dello stato del territorio, considerando anche che, in una situazione di “allarme verifiche” a carico delle industrie locali, i risultati potrebbero essere già falsati in partenza. Aspetteremo, in ogni caso, l’efficacia dei criteri, dei metodi, delle modalità delle indagini e i risultati che saranno prodotti.
Certamente non saranno più possibili le insufficienze e le omissioni nei controlli da parte degli organi responsabili.
Il Coordinamento delle Associazioni e dei Comitati ha, perciò, programmato una serie di incontri con tutti i soggetti interessati ai problemi dell’ inquinamento del nostro territorio, per voltare pagina e uscire da una condizione di perenne e assurda emergenza che continuamente si rinnova: nuovi inceneritori, abusi, fusti di sostanze tossiche interrati, lastre di amianto abbandonate, acque inquinate e depuratori non funzionanti o mai attivati.
Si avvieranno incontri con gli Enti locali, le Istituzioni pubbliche e i rappresentanti politici, gli Organi di controllo, le Forze dell’ ordine, le Associazioni di Categoria( agricoltori, allevatori, commercianti, costruttori, operatori del turismo), l’Unione industriali, la Camera di Commercio, i Sindacati, gli Ordini professionali, le Università (Tor Vergata, Cassino, Univ. della Tuscia ), le Autorità culturali e religiose, per sollecitare l’impegno di tutti nell’ affrontare una situazione non più sostenibile.

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