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Visualizzazione dei post con l'etichetta Gianni Alemanno

I lucchetti della libertà

Provolino va in città

[da Repubblica ]

Roma violenta. Chi si difende da sè fa per tre

[foto Repubblica ]

Roma. Sindaci (destri) sull'orlo di una crisi nervosa

[foto RaiNews ]

Roma-Anagni. Neve, neve, alalà

[La riconoscete? Piazza Cavour sotto la neve. Cercate il Comune, lì sotto. E se lo trovate avvertiteci.]

Roma. Le destre vi renderanno sicuri. Di morire ammazzati

[da Repubblica ]

Roma. L'amore è un lucchetto

Ciociaria. Un ospedale per un ministero

Ci sono cose che, di per sè, son giuste. Ma poi, nello specifico, inquadrate nel contesto opportuno, ed osservate dall'alto, in una prospettiva più ampia, risultano assai meno brillanti di quanto si pensasse. Prendiamo l'ennesima provocazione degli sfascioleghisti. I ministeri al nord. L'ha persino detto Galan, che certo terrone non è: «una puttanata intercontinentale» . Io d'intercontinentale conoscevo solo la coppa. Ma Galan è ministro della cultura. Segue la grande tradizione dei Bondi (ma Bondi chi?), dunque da lui si può solo imparare. Comunque, al proposito, io preferisco rifarmi al Fantozzi potemkiano. Questa idea è una «cagata pazzesca» . Perchè non solo non serve assolutamente a niente. Ma mina nelle fondamenta l'immagine dello stato, che ha una capitale che è la naturale sede dei ministeri. Inoltre sarebbe uno spreco di denaro pubblico vergognosa ed ingiustificata. Infine rilancia l'idea di una LegaNord che sta appresso a quello statalismo che, a spot ...

Regimi. Una coperta troppo corta

E' passata la prima settimana. E ne manca ancora un'altra. L'ultima. Dopodichè, come sapete bene, si saprà chi avrà conquistato il diritto/dovere di amministrare Milano . Il Signore del BungaBunga, rimasto ammutolito di fronte all'umiliazione ricevuta dalla sua città domenica scorsa, nella settimana appena conclusa ha contribuito in modo determinante a radicare ancora di più, negli italiani, la convinzione ed anzi la necessità di mandarlo definitivamente in pensione . Perchè, a scanso di equivoci, non ha potuto esimersi dal comportarsi esattamente come la sua natura lo spinge a fare. Non poteva bastare una sola settimana, ovviamente, per dimostrare di essere diverso, e migliore, da ciò che la realtà ha evidenziato in modo tanto impietoso. Ed infatti. Ha ricominciato esattamente come prima. Soliti clichè antiKomunisti. Solite sbruffonate. Solite barzellette. Solita arroganza padanfascista. E sopratutto, nonostante l'ammissione della necessità di parlare concretamente...