mercoledì 14 dicembre 2011

Roma. L'amore è un lucchetto


Quante cose avrà da fare, ogni giorno, il signor Alemanno Gianni? Eh, mi sa che non siano proprio pochine. E mi sa pure che siano tutte belle toste ed impegnative. Visto che, tra l'altro, da quando le destre si son riprese la capitale, Roma ha cominciato a declinare. Più sporca. Più inquinata. Più caotica. E, sopratutto, molto ma molto più insicura. Nonostante le grandi rassicurazioni di tutti gli ex figliocci del duce. Che avevano puntato ogni loro carta proprio sul problema sicurezza, non avendo nessun altro argomento utile da proporre.

Ma sto divagando. Torniamo agl'impegni del sindaco. Ecco. Nonostante essi debbano essere numerosi assai, a giorni il signor Alemanno troverà il tempo d'incontrare, indovinate un po'? Lo scrittore (!) Moccia Federico. Celeberrimo per aver scritto meravigliosi romanzi dei quali non riesco proprio a ricordare il titolo. Che c'è di male, chiederete voi? Non può incontrare il Moccia? Ma per carità, risponderò io. L'Alemanno può incontrare tutti i Moccia che vuole. A farmi riflettere è il motivo per il quale l'incontro avrà luogo.

Ricordate la celeberrima trovata narrativa di attaccare un lucchetto a Ponte Milvio, come indelebile pegno d'amore? Ecco. E' accaduto che il pubblico dei lettori del Moccia, ossia quella fascia di popolazione tra i 13,2 ed i 13,3 anni, ha pensato bene di prendere in parola lo scrittore (!). E si è recata in massa ad attaccare lucchetti a Ponte Milvio. Ce n'è una quantità tale da rendere il lampione al quale sono stati ammassati addirittura pericoloso per l'integrità dei passanti!

Il consiglio di circoscrizione ha votato l'eliminazione di tali lucchetti. In modo definitivo. Ma l'Alemanno, Dio l'abbia sempre in gloria, ha gentilmente chiesto di aspettare qualche giorno prima di compiere lo scempio. Perchè? Perchè, prima, vuole parlare col Moccia.

Dunque ricapitoliamo. Il sindaco di Roma vuole chiedere il parere all'illustrissimo signor Moccia sull'ipotesi, tra l'altro già votata dal consiglio circoscrizionale, di rimuovere i lucchetti che deturpano e danneggiano Ponte Milvio. L'incontro ci sarà, sicuramente. Ma sarà anche molto breve. Perchè il grande artista ha già fatto sapere di non condividere affatto la decisione. Trovando in queste parole la madre di tutte le risposte: quei lucchetti sono «la soluzione ideale per permettere ai giovani di sognare e di avere un po' di romanticismo». Per questo non vanno tolti.

Ancora non mi rendo ben conto se in questo paese ci sono più persone che ci fanno. Oppure più persone che ci sono proprio. E la risposta del Moccia Federico complica ulteriormente la faccenda. Secondo l'unico vero erede di Alessandro Manzoni, dunque, il lucchetto attaccato a Ponte Milvio è il solo modo per far sognare i giovani. Anzi. L'unico esempio di romanticismo concesso ai giovani d'oggi. Secondo solo, s'intende, alla lettura dei capolavori universali del romanticismo letterario, almeno quelli scritti dal Moccia stesso, ovviamente. E dei quali non riesco proprio a ricordare il titolo.

Forse il Moccia ha ragione. Forse. La più alta forma di romanticismo e di capacità di sognare, pei giovani d'oggi, sta nei lucchetti che deturpano e rendono pericoloso Ponte Milvio. Forse. Ma, chissà, forse questo dipende anche dalla povertà. Dalla miseria impalpabile eppure così luccicante dei tanti imbrattacarte che non sono più capaci di aiutare i giovani a sognare. Forse.

E sfornano libri dei quali, ahimè, non riesco proprio a ricordare il titolo.
Forse.

[Ave]

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