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Una telefonata allunga la vita. Della Confindustria

« Qualche minuto fa ero al telefono con il ministro Tremonti e il presidente Berlusconi e penso di poter dire che le nostre richieste sono state accolte» . Così funziona il regime . Le istituzioni e le forze sociali si parlano al telefono. Corri, Giulio, c'è l'Emma. Eh, che diamine, ho appena aperto la doccia. La richiamo io. Certo, non vale così proprio per tutti. Perchè per la Confindustria immediatamente sull'attenti, perbacco. Accontentata subito. Invece per le Regioni. Le Province. I Comuni. Per i lavoratori dipendenti. Per gli ammalati . Per gli studenti . Mai un appuntamento. Mai una concertazione. Mai un confronto. E, se si azzardano a telefonare, sempre occupato. Sfido io. Tra imprenditori falliti, commercianti evasori e confindustriali a caccia di commesse il telefono deve scottare parecchio. [Ave]

Marcegaglia c'est moi

Sembra strano, lo so, eppure la creatura riprodotta qui a fianco non è un lupo, nonostante la ferinità dello sguardo. Non lo è. In compenso è una donna. Per la precisione è la presidente della Confindustria. Si chiama Marcegaglia. Di nome Emma. Ieri il berlusca l'ha fatta diventare un pizzico . Di fronte alla platea degli industriali (tutti con lo stesso ghigno d'ordinanza sulla faccia) ha fatto una domanda che credeva si sarebbe trasformata in un'ovazione. «Alzi la mano chi la vorrebbe vedere ministro, a lavorare al mio fianco nel governo» , ha detto. La telecamera SKY si allarga, inquadra la platea, ed ecco. Sperse nella gran folla degli industriali, alcune timide manine si alzano. Quattro? Cinque? La conta non è sicura, ma l'effetto è devastante . Raccontano che, a stento, siano riusciti a trattenere la Marcegaglia dal mettersi ad ululare. Ma il ghigno è peggiorato, ahimè. In un modo che si stenta anche solo ad immaginare. Non se la prenda, cara Marcegaglia. Vede...