martedì 30 marzo 2010

Polverini governatrice del Lazio

Alla fine ce l'hanno fatta. Razzisti, fascisti, leghisti, intrallazzatori come pochi. Eppure. Vince la Lega. Vince Berlusconi. Vince la destra. Vince la Polverini. Le analisi più approfondite verranno, fra poche ore, a riempire l'aria fritta. E ce ne saranno tante di cose da dire. Adesso, a scrutinio ancora da completare, è sufficiente riassumere così: è finita 7-6. Ma si partiva da 11-2. E' un vero e proprio tracollo, per la sinistra. Con un PD che in più di una realtà subisce un ulteriore ridimensionamento, ed una sinistra più dura che rimane sul fondale marino. A sinistra festeggia solo DiPietro, registro storico di tutte le incapacità della sinistra tradizionale.

Ho ascoltato il discorso del pugliese Vendola, di nuovo vincitore. Ha parlato di poesia. Ha ritracciato con parole semplici le trame di un percorso di sviluppo. Un discorso idilliaco e meravigliosamente nuovo. Sto seguendo le immagini della Renata neoeletta. Dal palco sta dicendo che ballerà con tutti. Continua ad abbracciare la madre, le amiche. Arriva Gasparri, che fa qualche passo. Già mi pare di vederlo, l'abisso nel quale siamo finiti di nuovo. La Renata ha vinto grazie alle provincie. Le terre bastarde le hanno ridato quel margine che la capitale le ha tolto.

Io non ci volevo venire, qui. Comune. Provincia. Regione. Regime.

E' il trionfo della diossina.

[Ave]

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