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Visualizzazione dei post con l'etichetta Riccardo Strufaldi

Anagni. I coniglietti del PD

Primo venne il congresso PD Anagni, con le sue nomine ufficiali. Poi vennero le sollevazioni e gli scandali, con tanto di fughe dal partito in presa diretta. Quindi fu la volta di Peppe Russo . Con le sue considerazioni sul futuro possibile del partito. Poi son arrivato io, con qualche pensierino riepilogativo. Infine, un paio di giorni fa, è venuto anche Riccardo Strufaldi , neo presidente del PD Anagni. In attesa che, magari, anche il segretario in persona, il signor Vittorio Save Sardaro , trovi il tempo di spendere due paroline sulla questione, non sarà inutile forse precisare alcuni punti che mi sembrano di un certo interesse. Il primo dei quali non può essere altro che un rimprovero . Essì. Perchè voi siete liberi di leggere o non leggere ciò che è pubblicato in questo spazio. Ma, se decidete di rispondere a qualcosa che non vi garba, allora avete l'obbligo di leggere con attenzione. Cosa che non ha fatto, e mi fa rabbia grande, il giovane Strufaldi.

Anagni. Riccardo Strufaldi sul futuro del PD

Le rimetto alcune considerazioni sul Congresso del P.D. di Anagni. E' un peccato impiegare o meglio sciupare la sua brillante intelligenza ed ironia, le sue capacità di analisi individuando sempre e comunque un nemico da sconfiggere, per certi aspetti ricorda la logica di Berlusconi e dei sui fedeli.Una cosa è chiara a tutti, siamo entrambi avanti con gli anni. Oggi ci si può innammorare ad ogni età, si può far l'amore anche a 70 anni ma è precluso ad un anziano pensare di far politica, per passione, per dare un senso al proprio impegno civile, tutto ciò per lei è poco dignitoso. Non crede sia almeno bizzarra questa visione contradditoria delle cose.

Anagni. PD. Alla ricerca della dignità perduta

Ho fatto il bravo . Talmente tanto da fare quasi schifo, effettivamente. E' passata esattamente una settimana dal congresso PD di Anagni. Ed io, da bravo, ho dato la notizia e punto . Assoluta neutralità. Neanche una parolina. Pubblica. E tutta questa bontà mentre, al contrario, nei commenti è accaduto di tutto, e molti si son proprio sfogati. Senza contare, poi, tutti quelli che ho dovuto censurare al punto tale da buttarli direttamente nel cestino, e non son stati pochi. Ho voluto aspettare un pochino per vedere bene. Ascoltare meglio. Capire un tantinello di più. Riflettere con calma. A distanza di una settimana però, una delle più lunghe in casa PD da oltre un anno, mi sembra che molte carte, se non tutte, siano state giocate. Il quadro ha assunto una forma intellegibile. E forse non sarà inutile provare a fare il punto della situazione. Che, tanto per essere chiaro ed evitare fraintendimenti, a me pare malinconicamente disastrosa.