lunedì 12 settembre 2011

Arpino. Tragedia aziendale. Sei morti

NOVISSIMA

Tragedia ad Arpino. Sei morti in un'azienda familiare pirotecnica.

Italia. Fondazione Norman Zarcone

Norman Zarcone, il dottorando in Filosofia del Linguaggio che si è tolto la vita lo scorso 13 settembre, ad una anno dalla morte verrà ricordato da amici, colleghi e da quella grande fetta di società civile che condivide giornalmente quel gesto estremo di protesta, sui social network e sui blog. Una manifestazione che si svilupperà in vari momenti e che intende ricordare la figura di un giovane studioso, laureato con lode, giornalista, musicista, bagnino d’estate per “apprendere l’etica del lavoro”.

Anagni. Le due città

La lunga ed ancora non conclusa vicenda del nostro ospedale ha messo in luce definitivamente la frattura che si è venuta a creare in questa città. Da una parte, infatti, abbiamo l'Anagni creata dai destri. Un agglomerato senza forma nè anima. Senza progetti nè speranze per il futuro. Il perfetto e mirabile risultato di un decennio d'impoverimento culturale e civico. L'effetto di una straordinaria arroganza che ha preteso di trasformare i cittadini in sudditi. Ai quali non si riconoscono diritti ma, eventualmente, solo favori.

La parte della città che si è riconosciuta in queste destre, abituata alla militarizzazione del pensiero ed all'assoluto immobilismo dell'azione politica, a proposito dell'ospedale è stata costretta ad avvinghiarsi ai propri pregiudizi. L'ospedale va chiuso perchè non funziona. Perchè è uno spreco. Perchè m'hanno trattato male. Argomenti dei quali ognuno può facilmente valutare l'assoluta insulsaggine ed indifendibilità. Sarebbe infatti sufficiente ricordare l'attuale vergognoso scandalo occorso all'ospedale Gemelli di Roma per scoprire che nessuno, nonostante la gravità della situazione, si sogna giustamente di proporne la chiusura.

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