lunedì 12 settembre 2011

Italia. Fondazione Norman Zarcone

Norman Zarcone, il dottorando in Filosofia del Linguaggio che si è tolto la vita lo scorso 13 settembre, ad una anno dalla morte verrà ricordato da amici, colleghi e da quella grande fetta di società civile che condivide giornalmente quel gesto estremo di protesta, sui social network e sui blog. Una manifestazione che si svilupperà in vari momenti e che intende ricordare la figura di un giovane studioso, laureato con lode, giornalista, musicista, bagnino d’estate per “apprendere l’etica del lavoro”.
Un giovane il cui grido fatale di giustizia e meritocrazia, è ancora oggi ascoltato fin oltre i confini nazionali. Un giovane giornalista, che se avesse concesso a se stesso più tempo, avrebbe senz’altro dimostrato le sue potenzialità. Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Vittorio Corradino, per l’anniversario della morte di Norman si è espresso così: «Sono vicino alla famiglia Zarcone, oggi come un anno fa e mi rammarico sinceramente sia dal punto di vista umano, che da quello professionale, perché Norman avrebbe potuto dare molto anche in campo giornalistico. La sua morte, purtroppo, oltre ad addolorarci tutti, ha privato il giornalismo siciliano delle energie e delle passioni di un giovane collega».

Qualche giorno fa la famiglia Zarcone è stata invitata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.  Questo il comunicato ufficiale al termine dell'incontro.

Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha ricevuto il 9 settembre Claudio e Giuseppe Zarcone, rispettivamente padre e nonno di Norman Zarcone, e Giovanni Liguri, amico e componente la stessa band musicale del giovane dottorando morto suicida in segno di protesta contro le baronie universitarie che allignano negli atenei italiani.
"Il presidente - racconta Claudio Zarcone - ha subito dimostrato interesse reale e non di copertina, insieme ad un'umanità fuori dal comune. Solo due presidenti sono stati capaci di mostrare tanto affetto e partecipazione verso la memoria di Norman: Giorgio Napolitano e Massimo Moratti. Con Napolitano - al quale ho detto di considerarlo sinceramente un autentico garante della nostra Costituzione - abbiamo ripercorso le tappe della vicenda di mio figlio, le motivazioni che lo hanno condotto a quel gesto estremo, gli ideali che lo animavano (sotto le insegne di Falcone e Borsellino), la sua concezione filosofica, la sua breve stagione di giornalista, il suo amore per l'Inter, la sua musica. Gli ho regalato il cd e il dvd che raccontano la storia e la musica di Norman (e per Norman), dove è contenuta la canzone "Un cielo senza stelle", scritta da me e il mio figliolo in memoria di Falcone e Borsellino.
Infine - conclude Claudio Zarcone - abbiamo parlato della Fondazione "Norman Zarcone", per la quale sono stati depositati all'Ars alcuni disegni di legge firmati in senso bipartisan e un emendamento alla finanziaria, purtroppo bloccati in Commissione cultura all'Ars, non si capisce bene per quale motivo ufficiale.
Il presidente ha detto che vedrebbe bene la nascita della Fondazione, tant'è che già il Quirinale si era attivato con l'ex Prefetto di Palermo, Caruso, per spendere coi vertici politici regionali i buoni uffici del Capo dello Stato, pur nel rispetto dell'autonomia di un ente come la Regione".

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