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Blocco studentesco. I giovani son già vecchi

Questo primo pomeriggio, a Roma, i giovani ultrafasci del blocco studentesco hanno organizzato un sit-in in vista delle elezioni universitarie. Delle polemiche sulla possibilità di darla o meno, l'autorizzazione, potete leggere da Repubblica.
Personalmente ciò che mi lascia perplesso è la metafora. O, se preferite, il richiamo della foresta. Perchè da una parte non si può negare che l'idea della giovinezza al potere è bella. Sa quasi di acqua fresca, di sorgente dalla quale attingere le idee ed i progetti nuovi per affrontare questo vecchio mondo che sembra non azzeccarne una.
Ma dall'altra, ahimè, l'utopia della giovinezza come mito storico nel quale credere, obbedire e combattere è qualcosa che invece sa di vecchio, anzi di vecchissimo. Di stantio. E lascia un saporaccio d'olio di ricino, in bocca, che fa fatica ad andarsene.
Così, questi giovani che rivendicano il valore del tempo giovane non fanno altro che indossare vestiti nuovi su pensieri antichi, raffazzonati, inutilissimi per ripararsi dagli spifferi della moderna complessità.
Ma non sono nuove mascherate che ci occorrono. Tutto questo film è già stato visto. E non ci serve. Abbiamo bisogno di pensieri nuovi.
Le anticaglie lasciatele nei musei.

[Ave]

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