Passa ai contenuti principali

Anagni. In attesa di (ri)bruciare car-fluff, la Marangoni brucia il lavoro

E' passata un po' sotto silenzio, e mi prendo la mia parte di responsabilità, la nuova puntata dell'affaire Marangoni. E' accaduto questo: che qualche giorno fa il direttore dello stabilimento anagnino, signor Magale Gerardo, ha annunciato  l'avvio della messa in mobilità per 50 lavoratori. Su un totale di 470 occupati, significa tagliare il 10,63% della forza lavoro. Complimenti per la trasmissione.

Inutile nasconderlo. Tutta la città pensa che questa sia la prima vendetta alla lotta che i cittadini hanno fatto contro la diossina dell'inceneritore car-fluff. Il signor direttore, però, su questo punto ha sgombrato il campo, affermando che i tagli erano programmati da tempo. In più ha dimostrato una dose di misticismo che potrà senz'altro tornargli utile, nella sua futura carriera. Infatti prima ha ribadito che la decisione della regione Lazio di bocciare il car-fluff è stata di tipo politico, poi ha aggiunto che «il problema è che noi siamo industriali asburgici e non scendiamo a patti con la politica» (dalla Provincia dell'11 agosto, pag22).
Cosa esattamente volesse dire, il Magale, è oggetto di indagine approfondita da parte del dipartimento di Archeologia Industriale dell'Oxford University. E comunque bene ha fatto RETUVASA a chiarire come, ahimè, anche le fantasie hanno le gambe corte, mostrando che altrove Marangoni le sue scelte politiche sa curarle molto attentamente.

Ma dalle parche e sagge parole del direttore si capiscono anche altre cose. Innanzitutto che la battaglia contro il car-fluff non è affatto terminata. Come le associazioni (ed il sottoscritto) hanno sempre avvertito. Gli occhi (ed il naso) dovranno essere tenuti sempre belli aperti, perchè la diossina presente nel territorio non se n'è andata in vacanza. E rischiamo che, in futuro, quella che ch'è sempre rimasta metta su famiglia.

Vorrei però invitarvi a leggere con un po' di attenzione l'articolo dell'ultimo link. Su a Rovereto, madre patria dei Marangoni, c'è un elenco bello compatto e nutrito di tutte le attività del gruppo. All'interno delle quali non sono riuscito a trovare neanche un accenno all'incenerimento di car-fluff. Questa dev'essere una specialità tutta anagnina. Riservata solo a noi, grazie a Dio. In compenso, anche su al nord c'è chi si lamenta dei fumi Marangoni. Quelli che provengono dall'incenerimento degli pneumatici, quelli ormai esausti, che la Marangoni a quanto pare importa da tutta Europa. Non sarà ora che anche da noi si cominci a valutare l'impatto di tutti sti copertoni bruciati?

Le parole del direttore, però, sgombrano definitivamente il campo dall'ultimo bluff. L'inceneritore, era stato detto, serve per mantenere l'occupazione. Anzi a regime avrebbe portato nuove assunzioni. Peccato che poi, nella realtà, era stato precisato che una decina sarebbero stati i lavoratori impegnati direttamente nel car-fluff, e che a regime sarebbero potuti diventare 15, al massimo 20. Bene. Adesso invece si scopre che l'impianto di Anagni vuole licenziare 50 lavoratori. Ciò significa, amici cari ed anime belle, che anche se il progetto bruciatorio fosse stato accolto, la Marangoni di Anagni avrebbe ugualmente mobilitato i lavoratori..

In pratica tutta la città sarebbe stata cornuta e mazziata, ed i lavoratori ancor di più.

Che cosa ha fatto di male questa città per meritarsi tale grande imprenditoria nordista, erede della più fulgida e nobile tradizione asburgica? Quale peccato originale deve scontare questa città, che sembra condannata ad attrarre una simile imprenditoria, moderna quanto il grande impero asburgico, esattamente come le bibliche città di Sodoma e Gomorra si attrassero contro il meritato castigo divino?

Bello pensare agli Asburgo. Ancora più bello pensare ad un mondo estinto per sempre. Lo so, è molto meno affascinante, ma almeno sarebbe più utile pensare al mondo che c'è adesso. Che sta intorno a noi e col quale dobbiamo fare i conti. Più serio sarebbe, magari, pensare alle 50 famiglie dei lavoratori che saranno dismessi.

Per tutti loro l'Austria felix degli Asburgo non è mai esistita. E non tornerà mai più.

[Ave]

Commenti

  1. Lungi da me difendere chi licenzia, ma quanto detto da Magale circa i "patti con la politica" non è avventato e forse è il punto nevralgico di tante questioni.
    L'amministrazione comunale si è schierata contro il car-fluff... ma davvero per tutelare la gente e l'ambiente, per ridurre l'inquinamento e bla bla bla bla?????
    Credo invece che queto sia accaduto anche perchè la Marangoni non ha fatto "patti". E chiamiamoli così.... chi conosce chi ci amministra forse capirà di che "patti" di trattava....

    RispondiElimina
  2. A parte il fatto che, quando i cittadini fanno realmente pressione e si inc***ano sul serio, anche la politica ha seri problemi a fare i suoi intrallazzetti di turno.

    Vorrei far notare che potrei anche sottoscrivere quanto detto da Angelo perchè, a risultato invertito, la situazione non sarebbe mica cambiata. Ossia, tanto per esser chiari: anche se avesse vinto la Marangoni sarebbe stato solo per un giochetto politico.

    Allora è solo una finta purezza ideologica che fa dire, dall'alto di un'inesistente superiorità morale, che "si è perso per colpa della politica". Se avessero vinto, ugualmente l'avrebbero fatto per colpa della politica. E allora?

    Per una volta che siamo riusciti a piegare, per una serie di concomitanze, la politica ai veri interessi della città dovremmo stracciarci le vesti e sentirci impuri?

    Ma neanche per sogno. Al contrario. Questa è la strada attraverso la quale aumentare il controllo dei cittadini nei confronti della politica, delle sue scelte, delle schifezze che ci vogliono far respirare.

    Gl'imprenditori, in ispecie tutti quelli che provengono dall'impero austroungarico, comincino a mettersi in testa che questa terra non è un laboratorio sperimentale. Che la gente che abita qui è stufa di farsi prendere per il c**o, e non ne può più di accettare, complice una politica disgustosa, il ricatto della mano lbera in cambio di un lavoro che, comunque, è sempre meno e sempre più sottopagato.

    E' la gente che deve guidare la politica. A cominciare dallo scegliersi amministratori degni di questo nome.

    [Ave]

    RispondiElimina
  3. Magale vuole licenziare perche la gente il sabato non vuole andare a lavorare gratis.

    RispondiElimina
  4. complimenti per la fervida ironia dell'articolo,peccato che sei solo poco informato su tutto e mi sa' tanto che le tue notizie le raccogli davanti al bar.a quanto mi risulta state dormendo su altre realta' industriali vedi squibb e bonollo,o avete parenti che vi lavorano?

    RispondiElimina
  5. Scusa mi sbagliavo ci sono 15 euro di presenza e qualche buono pasto allora vado alla caritas almeno non mi intossico per mangiare.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Videolezioni in OBS Studio

Un piccolo contributo per tutti coloro che hanno bisogno di creare, velocemente, videolezioni. OBS Studio è uno degli strumenti che è possibile utilizzare. Tra l'altro assolutamente gratuito. Questo breve tutorial vuole essere un contributo non professionale nè esaustivo, ma diretto alla semplice, veloce e concreta realizzazione di una videolezione. Come dovrebbe essere sempre nel mondo della scuola, si condivide una esperienza.

Anagni. Sequestro alla Di Cosimo. L'azienda chiuderà?

Ricordate le indagini sui presunti scarichi abusivi della Di Cosimo ? I Carabinieri quelle indagini adesso le hanno chiuse. Con la collaborazione dell' Arpa . Che, analizzando le acque del famigerato Rio Mola Santa Maria , s'è vista spuntare fuori cose tipo solfati, solfuri, tensioattivi, azoto nitroso. In concentrazioni preoccupanti. Non chiedetemi cosa sono. Perchè solo il nome mi mette paura. Se volete, potete fare un giretto per il web. Troverete intere enciclopedie a disposizione. L'unica cosa che posso dirvi, con assoluta certezza, è che non si tratta di ingredienti per rendere più saporita l' insalata .

LegaNord. Gli schei non comprano la civiltà

Non c'è niente da fare. Anche nelle tragedie che coinvolgono il suo popolo, la LegaNord dimostra di essere fondata su una cultura disgustosamente rozza. Volgare . Qualunquista. Incapace di qualsiasi sentimento che possa, in qualche modo, appartenere alla civiltà degli uomini. L'unica subcultura che la LegaNord riconosce come propria è quella dell' odio . Del rifiuto. Dell'asserragliamento in un recinto che può essere una regione. Una zona. Una provincia. Una città. Un quartiere. Una via. Un palazzo. Un appartamento. Una mattonella del salotto. Tutto il resto sta fuori. Sta al di là. Nessuna comunicazione nè comprensione nè condivisione è possibile. Fuori ci son solo nemici. Da annientare.