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Sinistre. Le primarie son secondarie

Un fantasma si aggira per l'Europa? Naa. Facciamola più umile. Un fantasma si aggira nel PD. Si chiama PRIMARIE. Quel meccanismo attraverso il quale tutti i cittadini, perlomeno quelli che si dichiarano escplicitamente di sinistra, sono invitati ad eleggere i candidati agli incarichi più importanti del partito. Dai segretari ai candidati.
La faccenda è seria, naturalmente, come tutte quelle che riguardano un partito sull'orlo dell'implosione definitiva. Farle o non farle? Questo è il problema. Anche perchè, parafrasando un vecchio detto del signor D'Alema Massimo, le primarie vanno fatte ed organizzate solo se si è sicuri di vincerle. Altrimenti, meglio lasciar perdere.


Esperienze recenti, infatti, hanno dimostrato che il PD, ahimè, pur partito di maggioranza relativa nel versante oppositorio, è l'unico che riesce ad organizzare primarie che poi, regolarmente, perde. Dà indicazioni di voto ed esprime candidati che poi, immancabilmente, vengono sconfitti. Vedasi esempi della Puglia e di Milano.

Un sondaggio sembra aver complicato, e non di poco, la situazione. Perchè la base del partito sarebbe tragicamente divisa anche su questa questione. Sembrerebbe che solo un 30% si dichiarerebbe comunque favorevole ad organizzare primarie sempre e comunque. Costi quello che costi. Percentuale di minoranza, senza dubbio, ma significativa assai.

Come significativo sarebbe il fatto che il concetto delle primarie, ahimè, era stato indicato come fondativo rispetto al principio che il nuovo partito doveva esprimere. Come dire: noi nasciamo da questo. Da una reale partecipazione popolare.

La questione non vi sembri banale. Le primarie sono al centro del crocevia del futuro di questo partito. Da una parte si torna indietro. Al partito delle tessere. Dall'altro si va avanti. Verso un partito dei cittadini, o almeno degli elettori.

Come finirà? Impossibile dirlo ora, anche se i segnali non mi sembrano proprio positivi. Per fortuna, però, noialtri stiamo ad Anagni. Fiorente cittadina ricca di tradizione, storia, cultura. E diossina. Ed in questa cittadina abbiamo un PD avanti mille anni rispetto a queste quisquilie. La sezione del PD di Anagni, infatti, ha risolto il problema alla radice. Unica sezione su tutto il territorio italiano, questa di Anagni  non è riuscita neppure ad eleggere il proprio segretario. E non pare avere alcuna intenzione di risolvere il problema.

Per loro e nostra fortuna però, nessuno, ma proprio nessuno, in città, se n'è accorto. [Ave]

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