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L'impossibile leggerezza del rinnovamento

A volte uno si crede incompleto, ed è soltanto giovane. (Italo Calvino)

Nel mondo antico la vecchiaia era una gran cosa. Si rispettava la vecchiaia come fonte assoluta di saggezza. Si era saggi, automaticamente, poichè vecchi. E questa saggezza derivava non solo dall'esperienza pratica, dalla quantità di vita realmente e concretamente vissuta. Il vecchio era ritenuto saggio perchè aveva avuto il tempo di riflettere. E di accorgersi degli errori del mondo. E delle menzogne dell'uomo. E poteva indicare il modo di evitare gli uni e contenere le altre. Il vecchio era l'avanguardia privilegiata della condizione umana.

Sopratutto, il vecchio rappresentava colui che si assumeva la responsabilità della collettività. Ed era una responsabilità che non prevedeva affatto benefits. Al contrario. Maggiori rischi. Maggiori pericoli. Maggiori disagi. E la necessità inderogabile di fornire di sè e del proprio comportamento un esempio utile ad educare i giovani.

Le epoche son passate. Son scivolate giù dalla storia come fiori appassiti. Ed, insieme al mondo, anche la vecchiaia è cambiata. Quel vecchio antico che era saggio perchè più responsabile degli altri è diventato sempre meno nobile. Sempre meno responsabile. E sempre più deciso a trasformare la propria autorevolezza in autoritarismo.

La guida della collettività, che nel mondo antico significava mettersi in prima fila a rischiare le frecce ed i colpi dei nemici, si è trasformata in gioco politico. In privilegi esagerati e pertanto inaccettabili. E' diventata opportunità. Occasione di potere. Di ricchezza. Di successo personale.

E così, oggi, mentre i vecchi si tengono ben stretti il loro giardino di potere, e lo coltivano amorevolmente e continuamente, i giovani hanno perso del tutto la possibilità di crescere. Perchè davanti a loro non hanno più gli esempi responsabili degli antichi. Ma solo il deprimente spettacolo di chi, abbarbicato a qualche forma di privilegio, lotta con le unghie per tenerlo il più a lungo possibile.

Gli uni e gli altri, infine, tragicamente abbracciati nello stesso, identico anche se capovolto, fraintendimento. Che la saggezza s'identifichi con la conservazione dell'esistente, gli uni. E gli altri, invece, che il rinnovamento s'identifichi con la carta d'identità. Come se la saggezza ed il rinnovamento, invece, non avessero bisogno di conferme quotidiane. Non fossero una sfida. Una tensione verso qualcosa. La capacità di allungare lo sguardo là dove regnano ancora le tenebre degli abissi.

Così ci ritroviamo, oggi, con vecchi che non hanno più niente in comune con gli antichi saggi. Perchè intenti solo all'autoconservazione della propria esistenza privilegiata. E con giovani che scalpitano e fremono solo nell'attesa che questi vecchi muoiano. Educati solo alla conquista del privilegio, infatti, non saprebbero pensarsi nessun altro scopo nella vita.

Ma accomunati entrambi da una stessa sconfitta. Aver smarrito nel tempo la più grande saggezza degli antichi. Che cambiare il mondo, cambiare la vita, cambiare un partito, son cose possibili. Sempre. A patto che si abbia il coraggio di cambiare se stessi. Gli schemi mentali che ci tengon prigionieri. I confini che logiche perverse hanno costruito intorno ai nostri pensieri.

Non abbiamo più bisogno dei vecchi. Non abbiamo più bisogno neanche dei giovani. Ci serve solo la forza di una libertà antica. Quella che nasce dalla responsabilità.

[Ave]

Commenti

  1. Vedi Prof. hai appena scritto quello statuto di cui parliamo da tempo.
    Non c'è una sola parola del tuo articolo che io non condivida e proprio quella critica di base sulla incapacità del saggio di insegnare a chi è ancora acerbo, a quei giovani che hanno bisogno di un consiglio da chi dovrebbe sapere per non ripetere gli stessi errori.
    La nostra generazione di trentenni è consapevole che il peso del riscatto sociale dipende da nooi, stà a noi mettereci la faccia e cercare di ricreare una nuova aria di interesse sulla vita politica e culturale di questo paese e penso che tutto ciò sia possibile se veramente tutti uniti lottassimo per l'unico scopo di salvare quello che rimane della nostra Italia.
    Noi siamo i Saggi di oggi non ci aspettiamo che qualcuno ci venga a dire cosa fare o non fare, nessuno ci indicherà la strada.
    VitamineK

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