giovedì 2 febbraio 2012

Anagni. Il terzo polo. In fondo al centro


Esiste qualcosa di meno ambiguo del centro? Voglio dire: del centro politico? In questo paese stare al centro significa, da sempre, essere strabici in entrambi gli occhi. Con uno si guarda a sinistra. Con l'altro si guarda a destra. In attesa dell'offerta migliore. Della convenienza più utile. Delle poltrone formato famiglia, oppure in offerta speciale 3x2, che prima o poi le dinamiche politiche producono spontaneamente.

Prendete il consigliere Potenziani Emiliano. Era un destro. Convinto. Al punto d'essere riuscito ad entrare a corte. Eletto e pure avviato, in apparenza, ad una grande carriera destra. Com'è come non è, s'è ritrovato in una coalizione di sinistra. Gomito a gomito con sinistri veri. Oddio, per la verità ha avuto modo di rendersi conto che, accanto, ci stavano pure un sacco di sinistrini timidi timidi, tanto moderati da fare pure un pochetto schifo, ecco. Però la bandiera, insomma. Almeno quella.

Nella coalizione di sinistra entrò da politico single. Ma, cammin facendo, il Potenziani ha trovato consorte politica. S'è accasato. Ha scelto l'UdC. Il classico partito di centro. Tanto, tantissimo fumo. Fumo benedettissimo e consacrato, naturalmente. In quanto all'arrosto, però. Insomma. Quel po' di carne che riesce a racimolare, in genere, l'UdC lo brucia immancabilmente. Probabilmente per colpa dello strabismo, che non facilita un'adeguata cottura.

Tempo fa l'Emiliano aveva avviato la sua personale campagna politica. Contro la coalizione. Ed in particolare contro il PD. Aveva compiuto più di un raid, con tanto di polemiche stampate, a proposito dell'immobilismo della coalizione. Causato, a suo dire, dalla mummificazione del PD. Intendiamoci. Non è che avesse proprio tutti i torti, il potenza. Ma quando si decide di attaccare un orso perch'è in letargo, occorrerebbe pure accertarsi di essersi a propria volta svegliati, dal letargo.

In occasione di quelle polemiche il Potenziani annunciò l'imminente nascita di un gruppo, non meglio specificato, che avrebbe lavorato in modo particolare per rilanciare l'apporto giovanile nell'attività politica. Che fine ha fatto quel bel pensierino? Non è dato sapere. In compenso, adesso, si legge su COG che l'Emiliano è impegnatissimo nel rilanciare l'attività politica dell'UdC. «L'UdC è l'unico partito che, in questa fase storica, sta facendo veramente politica, sia a livello nazionale, sia a livello locale...».

Non fate caso alla retorica potenziana. E' un moltiplicatore che vorrebbe tanto, ma non riesce ad aggiungere nulla. Perchè il fattore base è zero carbonella. E com'è noto qualsiasi numero, per quanto grande sia, moltiplicato per zero dà, come risultato, solo e sempre zero. Depurato di tutta la sovrastruttura retorica, il pensierino è semplice semplice. Non c'è neanche una concreta idea per il paese, va da sè. Il concetto di fondo è il famigerato terzo polo. Che il potenza, pudico come non mai, chiama con finto pressapochismo «nuovo polo». Dal polo destro a quello sinistro. Infine in quello centrale. Transizione completata. Peccato non esista altra direzione possibile, pel futuro.

Questo nuovo polo invocato dall'Emiliano, in effetti, di nuovo non ha assolutamente nulla. Un percorso ad ostacoli intrapreso da coloro che hanno bisogno di riconquistarsi una specie di verginità politica. Il tentativo di far dimenticare i peccati di gioventù, quando beltà splendea nelle ideologie più nefaste. Chi glielo dirà, al Potenziani, che in questa sua rincorsa verso il nuovo polo rischia di ritrovarsi in una strada ben più trafficata che la romana via Nazionale il sabato pomeriggio?

Il terzo polo è il nuovo eldorado della politica italiana. Si corre verso il terzo polo come migliaia di disperati corsero verso le pepite d'oro in tempi antichi. Anche ad Anagni. Anche nel nostro piccolo borgo sconquassato da un menefreghismo profondo. E' tutto un pullulare di persone, portatrici di politiche più o meno indegne, ognuna proveniente dalle lande più disparate, che farneticano di improbabibili equidistanze. Non di destra nè di sinistra, è il motto più gettonato. Ma si rimane in trepida attesa della telefonata giusta. Per incassare il premio dell'ambiguità. Perchè il non di destra nè di sinistra non è un'equidistanza. Ma un'equivicinanza. I terzopolisti si mantengono equivicini agli uni ed agli altri, pronti ad afferrare la prima occasione giusta. Da qualunque parte provenga.

Preparatevi, amici carissimi. Perchè si sta preparando, ad Anagni, la più grande battuta di caccia politica mai vista in queste lande puzzolenti. I destri, in caduta libera e vertiginosa, si stanno sparpagliando verso l'eldorado, identificato nel terzo polo. Ma identificato pure in un certo tipo di associazionismo. Variante moderna di quelle liste civiche usa e getta che hanno caratterizzato il disastro politico ed ideologico delle destre nell'ultimo decennio.

Questa emigrazione epocale finirà per scontrarsi con coloro i quali questo percorso l'hanno già avviato da tempo, ma senza molto costrutto politico. Come il Potenziani, per l'appunto. Il quale, a parte una serie impressionante di polemiche e di progetti politici annunciati ma mai nati, non è stato in grado di fare nulla.

Come finirà questa ricerca? Chi troverà, per davvero, il famoso eldorado? Mettetevi belli comodi. E godetevi lo spettacolo.

[Ave]

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