giovedì 15 marzo 2012

Italia. Paccate, doppie paccate e contropaccate

[foto Repubblica]

Elsa Fornero. Il primo ministro donna ch'è stato capace di mettersi a piangere, davanti ai cronisti, per le sorti di lavoratori e pensionati italiani massacrati dalle scelte del governo (ch'è anche suo) Monti. Per fortuna non tutti s'erano lasciati intenerire da quelle lacrime. Per fortuna più di qualcuno aveva immediatamente pensato ai coccodrilli. Che, uniti ai caimani d'antica memoria, hanno dato il senso di una continuità, non solo simbolica, con la peggiore politica restaurativa e conservatrice che mai abbia subito questo paese.

Oggi sappiamo, per fortuna, che quelle perplessità erano giustificate. Anzi. Giustificatissime. La mammina tenera e lacrimevole interessata ai poveracci ch'è stata costretta a massacrare, adesso ai cronisti parla di «paccate». Modo ambiguo per indicare una gran quantità. Un «pacco» di roba si dice a Roma per indicare un «sacco» di cose.

Non è tanto il vocabolo in sè. E' il modo disinvolto e superficiale col quale la ministra trasla dall'immagine della nonnina lacrimosa a quello dell'attempata che gioca a fare la sbarbatella, a partire dal linguaggio. E' questa facilità ad assumere tonalità tanto contrastanti quanto esagerate. Questa capacità mimetica che la mette a suo agio tanto in una favola ottocentesca quanto in una mocciatina alta un paio di centimetri sopra il cielo.

Atteggiamento e linguaggio che è impossibile non far rientrare nell'ambito della superficialità. Di quel tecnicismo per il quale i lavoratori son solo un paragrafo in un libro di sociologia. La crisi appartiene ai premi Nobel per l'economia. I miliardi sono fatti della stessa materia dei soldi del Monopoli. Tanto, per inciso, non sono i suoi.

Però, a volte, le parole nascondono verità talmente nascoste da essere comprese da tutti. Perchè «pacco, doppio pacco e contropaccotto» sono anche, popolarmente, sinonimi di estrema ed assoluta fregatura. Ed allora, cara signora ministra, abbiamo capito che lei è una tecnica. Qualunque cosa significhi. Lei è una tecnica di leggi, di economia, di lavoro, e di tutto quello che più desidera.

Ma noialtri, cara Elsa, siamo tecnici della vita. Quella maledetta. Puzzolente. Quotidiana. Tostissima. Che si dipana tra mille insidie tutti i santi giorni. Ed una fregatura. Un pacco. O, se preferisce, una paccata. Sappiamo riconoscerla a chilometri di distanza.

[Ave]

3 commenti:

Montalbano ha detto...

La povera gente non ce la fa più, aumenta il prezzo di ogni cosa e tutte le aziende perdono colpi!!!
Le famiglie invece stanno molto peggio..

Anonimo ha detto...

E' veramente incredibile constatare che esiste ancora gente che parla e ragiona senza nessun collegamento con la realtà. La globalizzazione, la crisi economica, la disoccupazione giovanile vengono tutte addebitate al "padrone" mentre il povero proletario subisce e non ha nessuna responsabilità. Tutto il mondo dice che il problema dell'Italia è la scarsa produttività e il Prof. Meazza dall'alto della sua nuvoletta discetta prima contro il caimano e adesso contro il coccodrillo. L'Italia ha un buco miliardario organizzato per benino dai vecchi politicanti e sindacati con un assistenzialismo vergosnoso, con pensioni a 40 anni, con ruberie continue, con assunzioni statali triple rispetto alle necessità e qui continuiamo a cazzeggiare sul sesso degli angeli. E' ora di finirla!! invitate la gente a lavorare, a non mandare certificati medici fasulli, ad impegnarsi per migliorare se stessi e la nazione. Sette anni di cassa integrazione alla videocolor sono un scandalo che sono costati finora quasi 100 milioni di euro alla collettività mentre alle assemblee partecipano non più di 40 operai, gli altri dove stanno? Questo è da condannare più delle paccate della Fornero. In Italia un operaio lavora meno di 1600 ore l'anno in Germania 2000 ore. E voi direte si ma guadagna molto di più.. E' vero ma se fate una piccola divisione sul costo del lavoro vedrete che in Germania il costo del lavoro per unità prodotta è più basso che in Italia. Questa è la realtà e non le patacche. In Italia i lavativi vengono difesi dai sindacati e dall'art. 18, basta eliminarlo e noi diventeremo più forti dei tedeschi perchè la nostra testa è sicuramente superiore . A noi ci frega il sole.. le olive..e i professori Meazza....

Anonimo ha detto...

E' vero, sette anni di cassa integrazione per la Videocolor saranno pure uno scandalo, ma da quando in quà per lavorare serve l'invito? Alla fine della storia, chi è colpevole di tutto quello che succede in Italia, sono i lavoratori (senza lavoro), gli scolari (senza le scuole), i pensionati (senza i soldi), i malati (senza gli ospedali) e così all'infinito?
Perché Lei, non da la colpa a chi ha permesso che questo succedesse? Politica...Clero...sì, mettiamoci anche i Sindacati e poi, anche noi che siamo al gradino più basso della piramide facciamo il mea culpa.
Adesso chi è che sta appoggiando la "politica" del governo tecnico? Lei forse sarà una delle poche persone che avranno capito l'equazione + licenziamenti=+ lavoro per i giovani.
Poveri padroni...loro che hanno avuto sulle spalle il boom economico dell'Italia adesso che fanno? Chiudono le fabbriche? I guadagni degli anni passati dove li hanno messi? I finanziamenti statali che fine hanno fatto? Ma certo, hanno dovuto pagare gli stipendi a quei lavativi degli operai, vero? Gli stessi che per anni hanno lavorato e oggi ancora di più, senza sicurezza.Vero? O sono sempre gli stessi operai che prendono la cassa integrazione e nel frattempo permettono ai Padroni di regolare i flussi di produzione-magazzino grazie anche a questo ammortizzatore sociale? Come metodo per abbattere il costo del lavoro è ottimo! O sono quei lavativi che in questo momento staranno spaccandosi le ossa al nero o con contratti da fame,mentre il padrone continua a guadagnare e a non reinvestire per la società? Comunque i 1300 lavoratori della Videocolor non aspettano l'invito per andare a lavorare, ma sono anni che il lavoro lo stanno chiedendo a viva voce. AVANTI, TROVATELO QUESTO LAVORO E DATEGLIELO! DATELO ANCHE AI GIOVANI SENZA PERO' FARE LA GUERRA TRA POVERI, fuori i vecchi e dentro i giovani!!!!
Politica anagnina, solo oggi che i marò sono detenuti India, ti accorgi che ad Anagni c'è la Videocon? Anzi, a voler essere precisi, non c'è più!
A noi non ci frega il sole, le olive, o i vari professori Meazza...è semplicemente la testa che per pigrizia o egoismo non ci va di far funzionare!

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