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Italia. L'antipolitica è una cosa molto seria. Ma fa morire dal ridere


C'erano una volta i partiti. Che stavano da una parte. E dall'altra c'erano altri partiti, opposti. Con idee ed ideali completamente differenti. La battaglia politica si svolgeva tra di loro. I vincitori ed i vinti erano tali su un identico, comune, terreno. Quello della politica, appunto.

Oggi, invece, qualcosa sembra cambiato. Il signor Bersani ed il signor Vendola, infatti, hanno appena affermato di essere davvero molto preoccupati. Forse del recupero del PdL? Naa. Forse della crescita a dismisura delle rocambolesche truppe di centro? Per carità. I due signori, in verità, sono molto preoccupati dell'unico partito che, in effetti, partito non è. Temono infatti che sia realistica la previsione del 7,2% di consenso che racimolerebbe, udite udite, niente poco di meno che il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Ossia, hanno detto i due in sospetto accordo, temono l'antipolitica.

Detto in parole semplici, e riassumendo molto, l'antipolitica sarebbe una specie di politica che ha, come obiettivo, quello di distruggere la politica stessa. Come pensano i cattivi. Oppure che ha, come obiettivo, quello di trasformare la politica. Come pensano i buoni. Il signor Vendola, che certo di tutto potrebbe essere accusato, tranne che di rappresentare il passato, ha spiegato il concetto di antipolitica con quello di populismo. Rendendoli quasi sinonimi.

Si dia il caso che, noi italiani, abbiamo avuto a che fare col peggiore (o migliore, come ardiscono alcuni) populista col quale mai la storia ci abbia fatto inciampare. Che ha creato e diffuso nel paese una weltanshauung che ha ereditato il suo nome: berlusconismo. E dunque, per la proprietà transitiva della matematica. Se Beppe Grillo è uguale ad antipolitica. E Berlusconi è uguale a populismo. Ed antipolitica è uguale a populismo. Abbiamo, come risultato finale, che Beppe Grillo è uguale a Berlusconi. E scusate s'è poco.

Ha ragione il Vendola che ricorda periodi della storia in cui dal populismo son fuoriuscite dittature assassine e barbare. Ed ha ragione quando ricorda che il berlusconismo ha avuto, come sua impronta fondamentale, il disprezzo delle regole democratiche e l'arroganza tipica del potere che si ritiene al di sopra della legge.

Ma mi sembra assai meno brillante quando contrappone, all'antipolitica grillina, il concetto di partecipazione, che fa rima politica con democrazia. Infatti è proprio dalla voglia di partecipare e dal desiderio di lasciarsi coinvolgere in prima persona, correndo anche il rischio di assumersi delle responsabilità, che nascono i candidati del Movimento di Grillo. Ed è impossibile non riconoscere, in tale desiderio, il cuore stesso di ciò che intendiamo col termine democrazia.

E dunque? Forse le trasformazioni avvenute nel tessuto sociale e politico del nostro paese meritano una riflessione un pochino più attenta e precisa. Perchè non esistono altre vie. O il Movimento di Grillo non rappresenta l'antipolitica. Oppure è necessario rivedere il significato di tale termine. Per farlo coincidere, alla fine del percorso, col movimento grillino.

In realtà una terza via esisterebbe. E' quella che passa attraverso una riconsiderazione assoluta ed inesorabile della politica. Alla quale, magari, potrebbero essere sottratti quei primati che le sono stati assegnati. E che potrebbe diventare la vera nemica dello sviluppo e della sopravvivenza del mondo intero. E senza la quale, quindi, l'umanità potrebbe ricominciare a correre.

Una tale prospettiva sembrerebbe, a prima vista, orribile e devastante. E sarebbe respinta in primo luogo dai politici. Dai partiti. Ossia, in parole semplici, proprio da coloro il cui comportamento spesso indecente, immorale ed irresponsabile ha contribuito in via esclusiva a far nascere, nei cittadini, il desiderio e quasi il sogno dell'antipolitica.

Ma una volta risvegliatici da questo sogno, chi troveremo ad aspettarci? Beppe Grillo? Insomma, un comico prestato all'antipolitica? Mah. Non mi sembra un granchè, ragazzi. Non pare anche a voi un film già visto?

[Ave]

Commenti

  1. Utente non iscritto
    (Vincenzo Raso - https://www.facebook.com/vincraso?ref=tn_tnmn#!/vincraso)

    Personalmente farei un resoconto più approfondito su chi è il comico dell'antipolitica.
    Uno che viaggia con almeno 6 zeri di imponibile l'anno e che decide, alla faccia della democrazia, chi debba o non debba candidarsi nelle sue liste.., penso meriti un tantino più attenzione sui suoi reali interessi ad entrare in politica...

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