mercoledì 9 maggio 2012

Italia. Elezioni. La liquidazione della destra


C'è uno spettro che si aggira per l'Europa. Si tratta delle elezioni. Nazionali od amministrative. Ma sempre interessanti per la risposta che forniscono alla domanda classica: dove stiamo andando? Finalmente, noi italiani, possiamo dirlo con ragionevole certezza verso dove stiamo andando. Stiamo voltando, ed era ora, verso sinistra.

Le destre di questo paese, infatti, dopo un ventennio nel quale son state capaci di tirar fuori il peggio di loro stesse. E dopo non essersi fatte alcuno scrupolo a trascinarci fin sul bordo del baratro, si stanno letteralmente sciogliendo come neve al sole. E lo stanno facendo nel solito, classico, ridicolo modo col quale hanno occupato quest'ultima porzione della nostra storia. E' una sconfitta pesante che non possiamo far finta di non vedere, aveva confessato il signor Alfano Angelino a caldo. Regolarmente smentito dal gran capo in persona, in vacanza dal suo amico russo Putin. Meno male. Mi aspettavo molto peggio. Della serie: dilettanti allo sbaraglio. E comunque per l'ex ducetto il copione è sempre uguale. Negare sempre. Anche l'evidenza. Non c'era la crisi, che poi invece c'è stata. Non c'è stata la disfatta amministrativa, che poi invece è sotto gli occhi di tutti. Eccome.

Manca poco, pochissimo. E la destra berlusconista scomparirà definitivamente. I risultati elettorali questo dicono. Il PdL infatti, quasi ovunque, è stato capace di perdere per strada una media che si aggira intorno al 20% dei suoi precedenti consensi. Assolutamente penoso è, poi, il risultato delle bande leghiste. Molte località si sono risvegliate con un verde talmente pallido da rasentare quasi l'estinzione. E si parla del nord.

In tanti comuni in cui c'è bisogno del ballottaggio la sproporzione tra destra e sinistra è talmente ampia da assicurare con certezza il risultato finale. Mentre in altri, numerosi, comuni le destre non sono riuscite neppure ad andare al ballottaggio, ed hanno racimolato percentuali angoscianti.

Insomma finalmente, dopo lungo penare, al signor Berlusconi Silvio, da Arcore, è riuscito di raggiungere definitivamente l'obiettivo che neppure ai peggiori bolscevichi era mai stato possibile neanche avvicinare. Si tratta, semplicemente, della distruzione della destra italiana. Cosa che, in verità, i più fedeli tra i lettori di questo spazio ricorderanno come personale vaticinio.

Il berlusconismo ha cancellato l'anima della destra italiana. L'ha nascosta nei festini a luci rosse. L'ha calpestata nella sottrazione di democrazia. L'ha svergognata nelle umiliazioni continue inferte alla Costituzione, alla magistratura, a quel senso delle istituzioni che ha saputo solo occupare. Con tutta la volgarità e l'arroganza tipiche di chi, inferiore, è incapace di imitare per elevarsi, e dunque può solo distruggere.

La tv. Gli slogan. I sorrisi. La creatività economicamente funesta del divo Giulio. Le ragazze. Le pacche sul culo. I bubusettete alla Regina Elisabetta. Le delegittimazioni continue della magistratura, rea di fare semplicemente il proprio lavoro. L'accanimento contro lo stato sociale, scuole ed ospedali in primis, solo per difendere ed anzi rafforzare gl'indegni privilegi di una casta politica inutile, irresponsabile ed insignificante.Al termine di tutto questo circo ci ritroviamo, letteralmente, nella merda. Ed il tracollo delle forze più reazionarie, xenofobe e qualunquiste va molto al di là degli scandali per le lauree comprate in Albania, o degli stessi processi per corruzione, o per mafia, di numerosi loro rappresentanti. E' un modo di vita che sta venendo giù. In modo radicale, tumultuoso e devastante.

Vent'anni fa ci siamo lasciati abbindolare dal sorriso caimanesco di chi ci aveva promesso ricchezza e prosperità. Sembrava solo uno spot pubblicitario, in effetti, ma abbiamo voluto crederci. Adesso ci ritroviamo col bollettino di guerra giornaliero dei disperati che non solo ricchi non ci sono diventati. Ma che hanno in aggiunta perso tutto. Anche la speranza. Per non parlare dei milioni d'italiani che lottano ogni minuto per resistere ad una crisi nella quale son stati lasciati assolutamente da soli. Costretti a pagare gli eterni abusi di una casta politica indecente.

Abbiamo bisogno di una destra. Di un pensiero conservatore. Anche in Italia. Perchè il confronto democratico si alimenta da posizioni che si riconoscono diverse ma che sanno rispettarsi. Invece quest'ultimo ventennio ha polverizzato qualsiasi dignità del pensiero di destra, relegandolo a semplice giocattolino nelle mani di un ducetto che l'ha utilizzato solo per interessi suoi e dei suoi accoliti.

Per fortuna il conto della storia sta arrivando. Anzi. E' già arrivato. Anche il coccodrillo, alla fine, non ha più lacrime da piangere.

[Ave]

3 commenti:

filippo ha detto...

Concordo parzialmente, non illudiamoci, non torniamo ai tempi della 'gioiosa macchina da guerra ' di Occhetto...analizziamo invece cosa costa dividersi ... pensiamo ai risultati di Frosinone e al 5stelle...

Anonimo ha detto...

concordo con filippo!! egidio proietti pd anagni!

Anonimo ha detto...

cmq al tempo stesso gioisco per la debacle del pdl!!

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