venerdì 26 ottobre 2012

Addio alle armi

[foto da Repubblica]

Non avete capito niente. Nessuno ha mai capito niente. Il signor Berlusconi Silvio, da Arcore, forse non si ricandiderà. Forse. Ma la sua creatura politica, il berlusconismo, non se ne andrà affatto con un colpo di spugna. Ci rimarrà attaccata ancora per chissà quanti decenni.

E' il berlusconismo che ha prodotto tutta la montagna di fango che ha sommerso questa grande nazione. Che ha reso la Costituzione carta straccia. Che da diffuso l'idea che la legge è uguale per tutti solo a parole. E che qualcuno, più uguale degli altri, evidentemente, della legge può farsi beffe ed aggirarla. Oppure, più elegantemente, cambiarla secondo i propri desiderata. Oppure ancora, più semplicemente, non rispettarla. Senza paura di subirne le conseguenze.

E' grazie al berlusconismo che è stata promossa, in tutto il paese, una classe politica indecente. Inefficace. Incapace. Insostenibile persino per un paese sballato e squilibrato come il nostro. I tanti scandali, le tante ruberie. Le innumerevoli zozzerie che hanno travolto la civiltà di questo paese, la sua storia e la sua cultura, sono i figli maledetti della weltanschauung del caimano. Della sua visione del mondo.

Il berlusca dunque se ne andrà. Forse. Ma ci rimarranno tra i piedi tutti i malsani frutti della sua sballata idea di liberismo. Che, in parole semplici, ha significato sempre e comunque una cosa sola: fate quello che piffero vi pare. Fregatevene della legge. Delle tasse. Delle regole. Il berlusconismo come unico, vero, reale movimento di pensiero anarco-anticostituzionalista della nostra epoca postmoderna.

Il pensiero politico di Berlusconi Silvio, da Arcore, non ha mai avuto nulla a che fare con l'ideologia. Nonostante i tanti slogan ed i tanti soldi spesi per far (ri)nascere la paura del komunismo e dei komunisti. Non a caso uno dei pochi veri amici internazionali che gli son rimasti è quel Vladimir Putin che, del Komunismo, quello cattivo e feroce dell'URSS, è stato degnissimo conoscitore e rappresentante. Non a caso è transitato dal PSI di Craxi Bettino, morto da ricercato in Africa, all'alleanza sinergica con le peggiori realtà di destra e sfascioleghiste. Lo stesso percorso politico, guarda caso, dell'assassino Mussolini Benito. Niente ideologia. Solo semplice, puro, concreto bisniss. L'unico idolo della sua esistenza.

Ed infatti, ancora una volta. Dietro le parole di circostanza. Dietro i discorsi pieni di una fuffa nobile e quasi istituzionale, s'intravede la dura realtà dei piccioli. Il famoso passo indietro si configurerebbe invero come una disperata necessità. Per salvare le sue imprese. I suoi marchi. La fonte stessa del suo potere. Che è sempre stato economico.

Com'era facile prevedere, e come più volte è stato sottolineato in questo spazio, adesso che il caimano (sembra) essersene andato. Dietro di lui. Ma in mezzo a noialtri. Rimangono i cocci. Quelli di un paese che, grazie al berlusconismo, è arrivato ad un soffio dal baratro. Da un punto di vista sociale e culturale, prima ancora che economico, quello che inizia oggi è una specie di dopoguerra. Bisogna iniziare a ricostruire. Innanzitutto il tessuto sociale di un paese violentato ripetutamente da chi ha tentato di spaccarlo definitivamente. Nord contro Sud. Poveri contro Ricchi. Uomini contro Donne. Vecchi contro Giovani.

Sarà lavoro lungo e faticosissimo. Ma possibile. A cominciare dalle prossime elezioni. Gl'italiani hanno la grande opportunità di spazzare via, con un colpo solo, tutti i federali e legionari politici che hanno impestato il paese nel corso dell'era berlusconista. Tutti i collusi. Gl'inquisiti. I complici. Gli ubbidienti. I fiancheggiatori. I finti tonti. I rivenditori di dignità, un tanto al chilo.

Occorrerà ricominciare da qui. Con un nuovo coraggio. Per una nuova speranza. Da regalare ai nostri figli. Ma anche, perchè no. Da donare ai nostri sogni.

[Ave]

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