mercoledì 24 ottobre 2012

The end










«...E l'ultimo, per favore,
chiuda la porta....»









Il recente smottamento di una strada nel quartiere di San Filippo è la metafora di questa città amministrata dalle destre. Che affonda lentamente nei suoi problemi mai affrontati e quindi mai risolti. A questa situazione disperante si sta aggiungendo, da un mesetto, un ulteriore elemento peggiorativo. Si tratta dello stratosferico immobilismo nel quale la città è impantanata. Non si tratta più, però, del solito, consueto e ben noto immobilismo gestionale e politico che è stata la caratteristica unica di queste destre. E' qualcosa di molto, molto più profondo e devastante.

C'è un Sindaco che ha ritirato le deleghe per rimescolare gli equilibri politici e per ridare slancio, così dice, all'azione amministrativa. Ma la riunione di maggioranza nella quale il nuovo equilibrio dovrebbe essere ufficializzato è slittata di settimana in settimana, e tutto è dannatamente immobile.

Tutto fermo. Una intera città nel più completo sbando politico. L'unica cosa che pare muoversi, in realtà, fibrilla. Sono tutti coloro che in questa situazione, da una parte e dall'altra, non si preoccupano affatto dell'agonia della città. Preferendo (ri)organizzare il proprio futuro politico. Inciuciando. Intrallazzando. Complottando. Trattando salti di fosso. Passi di gambero. Movimenti da saltacavallo.

Come se non fosse accaduto nulla. Come se la gente non avesse raggiunto il punto di non ritorno. Come se potesse essere ancora possibile ricominciare daccapo. Con le stesse facce. Le stesse, inutili, promesse. Le identiche mascherate buone solo per smontare quel poco che rimane ancora di quella che, un tempo, era la città di Anagni.

Ebbene. Sarà il caso allora di dirglielo chiaro e tondo, a tutti costoro. Da una parte e dall'altra. Il vostro tempo è finito. La partita è chiusa. Addio, e grazie per tutto il pesce.

E' arrivata l'ora di staccare la spina. Ma non solo quella di un'amministrazione destra che ha portato Anagni tanto in basso. E' arrivata l'ora di staccare la spina a tutta la politica cattiva. Traditrice. Indifferente. A quella politica che, da una parte e dall'altra, e da nord a sud, ha creato, alimentato e radicato il sistema. Quello che ha portato la politica là dove la politica non dovrebbe stare. Sostituendola al merito. Alla competenza. Alla capacità. Quello che ha creato una classe politica generalmente mediocre. Che ha creduto di sostituire la gestione equilibrata e responsabile dei problemi con un clientelismo primitivo e gerarchico.

E' arrivata l'ora di staccare la spina. Niente sarà più come prima. La rivoluzione sociale. Civica. Politica. Che questa città, insieme a tutto il paese, sta aspettando da oltre un decennio. E' maturata nel cuore profondo di Anagni. Nella tragedia delle sue fabbriche che non danno più lavoro. Del suo ospedale che tra poco non curerà più nessuno. Dei suoi edifici scolastici chiusi. Delle sue istituzioni educative al limite della sopravvivenza. Del suo ambiente inquinato. Del suo territorio non curato. Nell'abbandono del centro storico ma anche dei quartieri periferici. Terre di nessuno buone solo per costruirsi feudi politici.

E' da tutte queste ferite che la città sanguina. E' in questo disastro che la rivoluzione civica che verrà è nata. E sarà dall'amore tradito per Anagni che questa città riprenderà se stessa. Si riconquisterà. Casa per casa. Strada per strada.Voto per voto.

La stagione della politica inutile. Delle convergenze parallele. Delle caste. Dei privilegi. Dei favori. Degli scandali. E' finita per sempre. Il gioco è finito. Spegnete la luce. Staccate la spina ed andate tutti a casa.

E l'ultimo, per favore, chiuda la porta.

[Ave]

6 commenti:

Anonimo ha detto...

mI SEMBRA CHE COMUNQUE ANCHE LA GENTE HA STACCATO LA SPINA. nON VEDO PRATICAMENTE PIù COMMENTI SU QUESTO BLOG E IN GIRO NELLE STRADE TUTTO TACE. FERMO RESTANDO CHE C'E' ANCORA CHI LI DIFENDE!!
SORPRENDENTE IL FREMITO DI ORGOGLIO ANAGNINO CONTRO I MEDIA!!!! INVECE DI RIFLETTERE SU CHI HANNO VOTATO....

Anonimo ha detto...

Vorrei dire molte cose ma rischierei di ripetermi allora ho scelto di donarvi questa splendida poesia di Neruda.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sul...le i piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
Di Pablo Neruda
VitamineK

Anonimo ha detto...

Quindi ti candidi? uahuahuahuauahuahuauah!!!

Anonimo ha detto...

Tutta st'invidia perché non avete una delega [...] e a voi la strada davanti casa [...] non ve la rifanno!! Rosiconi! XD
SCS

Anonimo ha detto...

Ma chi so ste vitamine K? Un gruppo politico o l'ennesimo salotto?

Mauro Meazza ha detto...

Dichiaro ufficialmente che il salotto di casa mia è esclusivamente mio.

E le VitamineK, che non hanno beneficiato e non beneficeranno di alcun bonifico da parte di nessuno, non hanno alcuna possibilità di comprarsi un salotto.

Al massimo, un tavolinetto da pic nic.

[Ave]

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