martedì 8 gennaio 2013

L'abbraccio mortale

[foto da Repubblica]

E' la prima regola che insegnano a chi vuole il brevetto di bagnino. Fai attenzione. Chi sta affogando, per paura e disperazione, rischia di portare giù anche te. Per questo esistono tecniche precise e movimenti articolati per riuscire a salvare un affogando senza rischiare di rimetterci le penne. Ma, nell'entusiamo del momento, non sempre tali regole precise sono applicate. Con conseguenze nefaste. La domanda interessante, però, è un'altra. Che cosa potrebbe mai accadere se si mettessero fianco a fianco due persone ugualmente in via di affogamento? La risposta, va da sè, non è difficile.

Dunque non sarà difficile rispondere neppure a quest'altra domanda, di natura diversa. Che fine faranno il PdL e la LegaNord, finalmente addivenute alla solita, tradizionale e funesta alleanza? Si trascineranno vicendevolmente negli abissi, è ovvio, com'è giusto e sacrosanto che sia. Ma lo faranno con la verve e la spettacolarità di un Titanic improvvisamente scopertosi solo un enorme canotto. Un forellino e... puff. Tutti giù.

Perchè quella tra il PdL e la Lega non è un'alleanza. Al contrario. E' invece il disperato tentativo di aggrapparsi a qualcosa per non affogare. E' soltanto il vincolo di due sconfinate solitudini che, in vista del tramonto finale, decidono di farsi compagnia per essere meno tristi durante il trapasso. Il PdL è stato letteralmente cacciato a calci nel sedere dalla grande casa dei moderati. Quella che, in passato, il signor Berlusconi aveva indicato essere la sua casa natale. Magari solo un po' geneticamente modificata, va da sè. E la pietra tombale gliel'ha scaraventata addosso il Vaticano. Quello stesso ch'è stato complice attivo dello scempio del berlusconismo, e che ora che tanti buoi sono scappati dal recinto, ha pensato bene di ripudiare l'antico amore.

La LegaNord, invece, non è stata cacciata da nessuno perchè mai con nessuno è stata. Sempre da sola. Confinata nel recinto di quel profondo nord del quale ha saputo interpretare solo il peggio. Il razzismo contro gli extra. L'odio contro gl'italiani. Pretenziosamente rappresentante di una purezza tribale e di una onestà civica che oggi, alla luce della realtà multiforme che varie magistrature hanno disvelato, paiono solo i frutti malati e ridicoli di un gruppo di potere che s'è fatto strada coi forconi.

Il PdL e la LegaNord, dunque, fatalmente costretti ad abbracciarsi ancora una volta. Perchè non c'è nessuno, in Italia ma neppure in Europa, desideroso di fidanzarsi con loro. Destinati ancora una volta a raccogliere le briciole percentuali delle destre più estreme e dei gruppuscoli più fatiscenti e conservatori, per fare massa. Quella stessa che un ventennio di berlusconismo ha impoverito e portato, a forza di bugie, sottrazioni di fondi ed olgettine, sull'orlo dell'estinzione.

E, comunque, è bene che PdL e Lega siano, ancora una volta, vincolate ad uno stesso destino. Lo vuole la loro miseria politica. La loro volgarità etica. Perchè, al di là di una disperante conta di voti, essi hanno condiviso la stessa propensione per gli scandali politicamente più nefandi. Una comune debolezza per le ruberie più pacchiane ed umilianti (per noi pagatori di tasse, s'intende). Il livello di condivisione di PdL e LegaNord è rappresentato da quel mirabile e fantasmagorico concentrato che è la Regione Lombardia.

Quella, in piccolo, è l'Italia berlusconista-sfascioleghista. A braccetto nelle aule giudiziarie. Vittime entrambe della propria incapacità politica. Del proprio arrogante civismo. Del dispotismo col quale sono state trascinate verso l'abisso. Quello pirotecnico e lussuoso del berlusca. Quello apparentemente spartano e celodurista del Bossi che doveva essere puro, ed invece.

PdL e Lega sono destinati ad affondare insieme. E trascineranno con loro il peggio dell'Italia, quello ignorante ed arrogante e razzista e puttanesco e volgare ed evasore che, svuotati i bassifondi, era emerso a riempire le strade del paese. Ora che non c'è più una ricchezza da evocare, neppure finta. Ora che coloro i quali dovevano scendere le lande brumose per portare a Roma ladrona il sol dell'avvenire nordista, hanno compiuto il percorso inverso, trascinando nello stesso fango le pianure padane, è bene che sia recapitato in modo completo il conto politico dei loro fallimenti.

Com'è che si diceva, una volta? Il postino suona sempre due volte. Anche questa volta sarà così. Stesso messaggio. Identico mittente. I cittadini italiani.

[Ave]

4 commenti:

Luca ha detto...

Spero tu abbia ragione. Ho i brividi a pensare che c'è il rischio che questa gente risorga di nuovo...

Anonimo ha detto...

pur di vincere si metterebbe insieme anche al suo peggior nemico!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Vincere? Pur di non far vincere gli altri!

Anonimo ha detto...

Scusate ma cosa vi sorprende in tutto ciò?
E' la solita associazione...

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