giovedì 9 maggio 2013

Il dottor Stranamore è sempre in guerra

[da Repubblica]
Non ci siamo, caro ministro (quasi) omonimo. Non ci siamo proprio. Si possono infiorettare ed impacchettare come si vogliono, ma 12 miliardi sono sempre 12.000 milioni. Di euro. Non di noccioline. Ed allora in questo momento storico. Nel quale la gente normale perde il lavoro. Perde la cassa integrazione. Perde l'istruzione gratuita. Perde la sanità pubblica. Perde la pensione. Perde i servizi essenziali e fondamentali della convivenza civile. Come si possono prendere 12.000 milioni di euro e buttarli per l'acquisto di caccia militari?

E' mostruoso pensare a tutto quello che questo Stato ha tagliato a noi cittadini. Assistenza sanitaria. Istruzione. Trasporti. Dal sostegno ai disabili fino alle medicine speciali per gli sfortunati con malattie rare. E poi scoprire che, invece, quei fondi ci sarebbero pure. Ma si è deciso di farci altro. Ad esempio: acquistarci 90 F-35. Sofisticatissimi strumenti di morte al posto di misure concrete, e decisamente più modeste, per mantenere dignitosamente in vita chi non ce la fa proprio più.

Non è questa la strada giusta. Prima le persone. Prima i bisogni elementari e sacrosanti. Per non parlare poi dell'idea stessa di massacrare il paese, stremato, per soddisfare le vanaglorie posticce di qualche dottor Stranamore ch'è rimasto ancorato a qualche secolo fa. Quando la potenza militare era l'unico biglietto da visita delle nazioni.

Cambiano i ministri (si fa per dire!), ma la tiritera è sempre la stessa. Questo nuovo della difesa, che ha il cognome identico al mio nome, ha avuto la spudoratezza di parlare, a proposito degli F-35, di «investimento». Acquistarli sarebbe, appunto, un investimento. Io, che ho il nome identico al suo cognome, dico invece che di questa parola gl'italiani hanno un concetto completamente diverso.

Investimento sarebbe, ad esempio, promuovere la ricerca per impedire, ai tanti bravi e meritevoli giovani laureati italiani, di andare a cercare fortuna all'estero. E di andare ad arricchire, col frutto delle loro capacità, aziende ed imprese e multinazionali straniere. Oppure potrebbe essere avviare un serio e profondo piano di risanamento idrogeologico ed ambientale di tutto il territorio. Che non solo migliorerebbe la qualità della nostra vita. Ma ci farebbe risparmiare tutti gli enormi costi delle solite, «imprevedibili» alluvioni e devastazioni che regolarmente massacrano il paese. Per non parlare dei costi sanitari, umanitari e sociali dell'inquinamento. Ecco. Queste sono le cose che potrebbero rientrare nel concetto di investimento. Non certo acquistare 90 super aerei. Mentre la gente muore di fame ed i giovani non hanno nessuna prospettiva per il futuro.

Invece il ministro che ha il cognome identico al mio nome, seguendo la secolare tradizione delle nostre forze armate, sembra avere, vivaddio, la stessa perspicacia sociale di chi è abituato ad osservare la realtà dalla canna di una pistola: «l'auspicio del ministro della Difesa, è sicuramente che il programma venga utilizzato appieno per poter rispondere a tutti i nostri bisogni».

Bisogni? Tutti i nostri bisogni? Ehi voi, laggiù all'ultimo banco.

Chi è quell'imbecille che, invece della pizza, ha ordinato 90 F-35?

[Ave]

2 commenti:

Anonimo ha detto...

I grillini e SEL l'hanno detto da tempo di NON comprarli. Non si capisce il PD che vuol fare.

Anonimo ha detto...

Il PD si attiene alle direttive europee!!!
Sanno fare solo quello.

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