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«Per Pietro»



Dal tettino di quel giallo paradiso vedevamo il mondo.
Un mondo  unico dove Pietro ci insegnava a sorridere ed essere felici.
Un pallone che correva e noi piccoli uomini che litigavamo per farlo nostro, eravamo pieni di meraviglia negli occhi, pronti ad imparare tutto, e Pietro lo sapeva. Nulla di più giusto doveva accadere, ogni suo insegnamento ci faceva crescere facendoci diventare grandi uomini in sintonia con il mondo.
La sua passione smisurata per la vita, l'amore per le persone e l'impegno poltico hanno fatto di Pietro la nostra guida, l'esempio da seguire ed oggi, grazie a quelle parole, a quegli insegnamenti, siamo adulti e uomini.

Ricordo il colore dei suoi occhi ogni volta che osservava il mondo, la smisurata passione per tutto quello che lo circondava, le linee dei suoi disegni, la raffinatezza della sua ricercata musica, la gioia per il canto e la ferma convinzione che tutto si potesse cambiare con un po' d'impegno e d'amore.
Oggi molte cose sono cambiate. Curve colorate hanno preso il posto di quelle linee dritte in bianco e nero, capovolgendo ogni certezza, ogni ricordo. Ma Pietro è li nei suoi quadri, nelle sue parole, nei nostri ricordi di bambini adulti.
Sento di dovere molto al mio amico Pietro. Oggi sono un uomo forte e deciso, innamorato della vita e della politica, ma soprattutto pieno di ideologie che mi aiutano a vivere in questo strano momento confuso.

Eravamo bambini ed oggi siamo uomini grazie a te.

Dall'8 al 30 novembre, alla sala della Ragione, all'interno del progetto "La Fenice" saranno esposti due quadri di Pietro Ciprani.
Stanno lì per parlare anche a voi.

VitK2

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