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Scuola. Que reste-t-il de notre avenir?

Io già vi vedo. Con la bava alla bocca, la salivazione aumentata, un luccichio strano negli occhi. Cominciare le lezioni il 1 ottobre significa togliere almeno 15 giorni alla scuola. Massì, che sarà mai? Tanto, dal prossimo anno la controriforma già taglierà ore e lavoro. Che si completi l'opera. Sbaracchiamo tutto. Risparmieremo milioni. Tanto, per i nostri giovani, c'è mamma tv. E' lì tutto quello che serve. Non occorre altro. E poi, in fondo, c'è un motivo nobilissimo a sostegno. Dobbiamo andare a spendere un altro po' di soldi per le vacanze di settembre. Fa niente che i soldi non ci siano. Questo è un incentivo bell'e buono. Visto che anche il regime da barzelletta è capace di stimolare la crescita con proposte concrete? Non avrete aumenti. Non avrete rinnovi contrattuali. Non potrete andare in pensione. Ma, cribbio, potrete sognare (solo con l'immaginazione, ovvio, perchè dindi nada) di farvi altri 15 giorni al mare. Magari tappati in casa, a morire di caldo.
Sempre meglio che andare a sudare a scuola, no?
[Ave]

Commenti

  1. Forse conviene cominciare a risparmiare sullo stipendio di un ministro della Pubblica istruzione palesemente incompetente.

    Francesco

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