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Anagni. Nuova emergenza ambientale. Adesso tocca ai pesci

Nuovo, gravissimo episodio di inquinamento ambientale nella nostra città. Ieri pomeriggio alcuni cittadini hanno scoperto una moria di pesci nelle acque del Fosso della Tavola, micro affluente del Rio Mola Santa Maria, in località Ponte del Tremio.
Allertati Carabinieri, ASL ed Arpa, che ha provvedto a prelevare i campioni da analizzare. Nella foto, di Paolo Carnevale, potete vedere un esempio del nuovo scempio ambientale. Che fa seguito alla famigerata (e mai del tutto chiarita) morte delle vacche, ricordate? Qualche anno fa.



Ma è mai possibile che ci tocchi essere la discarica di tutti i veleni della valle del Sacco? E' mai possibile che questa terra sia condannata ad essere il laboratorio sperimentale dove venire ad avviare le produzioni peggiori, coi macchinari più obsoleti e le lavorazioni più nerofumesche? Bello sarebbe riuscire a beccare, così per caso, quei politici che hanno sempre amato tanto tanto questa terra. E che mai nulla hanno fatto per ripulirla. Legalizzarla. Restaurarne l'orgoglio e la responsabilità. Solo oltraggi questa terra riesce a generare. Anche da chi, con la scusa di esserne figlio, fa razzia di voti che usa solo per assestarsi meglio nelle poltrone del potere.

Tutte le schifezze che altrove, in contesti più civili ed attenti, trovano popolazioni agguerrite e politici che almeno sanno curare gli affari locali, e che quindi sono respinte con forza, vengono automaticamente spostate nella nostra terra ciociara. Persino gli asburgici scendono dalle loro valli profumate per depositare nella nostra aria i rifiuti diossiniaci delle loro produzioni, guardandosi bene dal tentare di imporle a casa loro, in Asburgia.
A quale altro grande politico locale daremo i voti per continuare a non fare niente, a non pulire niente, a chiudere sempre gli occhi sulle merde che galleggiano nell'acqua e si diffondono nell'aria e nel terreno?
Fino a quando avrete il coraggio di non aprire gli occhi sui colpi di tosse sempre più insistenti. Sulle macchie scure sempre più grandi. Sugli animali morti e, peggio ancora, su quelli che ancora resistono ma segretamente ammalati, portatori innocenti di quei veleni che alla fine entreranno nella nostra catena alimentare ad animare i nostri incubi?

Tutta la filiera politica lazial-ciociara, dai piccoli piccoli ai grandi grandi, non ha mai fatto niente e mai farà niente per questa terra. Molto più conveniente autorizzare bruciatori sperimentali. Molto più saggio ridurre all'osso le risorse ed il personale dell'Arpa. Molto più utile favorire la nascita e l'avvio di produzioni industriali borderline, e lasciarle sciolte da ogni vincolo, libere da controlli e monitoraggi. Chiavi in mano e zero domande. Tanto meno da parte dei cittadini. Tenuti al guinzaglio con un piatto di lenticchie ed una manciata di brecciolino per il sentiero sotto casa.

Quanti segnali ci ha dato l'ambiente? Quante volte l'aria, e l'acqua, ed il suolo di questo territorio ci hanno detto che non ce la fanno proprio più a reggere tutte ste schifezze? Eppure assolutamente nulla è stato fatto.
Continuiamo a vivere gomito a gomito con bastardi che ci ammazzano ogni minuto un po' di più, senza sapere chi sono. Senza poterli inseguire per le strade della città coi famosi forconi di cui blatera spesso il duce padano. Nessun monitoraggio. Nessuna seria ricerca dei colpevoli. Nessun avvio di risanamento.
Alla rivolta dell'ambiente della valle del Sacco, sfinito da tanto lerciume, la città, la provincia, la regione, lo stato hanno saputo dare la seguente, unica risposta: il divieto di consumo di cibi freschi in un raggio di 500 metri intorno all'incrocio delle quattro strade. Provvedimento, tra l'altro, escogitato dalla fantasia di un commissario straordinario. Neppure questa miseria è stata farina del sacco anagnino.
La nostra inciviltà, la nostra ignoranza, la nostra vigliaccheria ci impediscono di vederla. Ma la rivoluzione è già cominciata. Da tempo. Solo che non è la nostra. E' quella dell'ambiente. Che si sta avvicinando a passi da gigante al punto di rottura.

In un episodio dei Simpson accade che Homer, eletto responsabile della gestione dei rifiuti della città di Springfield, a causa della sua incompetenza provoca un disastro ecologico di proporzioni immani. Così, in una tragica riunione cittadina nella sala del comune, il sindaco trepidante apre, davanti ai suoi concittadini, una busta con su scritto piano B. E' il piano d'emergenza che dovrebbe risolvere tutti i problemi. E' l'ultima risorsa. L'ultima speranza. Così, nella scena finale, si vede tutta la popolazione di Springfield che, fatti i bagagli, letteralmente ma semplicemente abbandona la città. Lasciando, dietro di sè, solo ed unicamente montagne infinite di rifiuti nei quali scorrazzano felici orde fameliche di topi.
Quando cominceremo a preparare i bagagli?
[Ave]

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