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Pomigliano. La linea del Piave si è trasferita

Succede sempre così, perchè è legge della fisica. Quando un corpo inizia a scivolare su un piano inclinato, all'inizio scende lentamente. Ma, pian piano che va giù, la sua stessa massa gli permette di aumentare la velocità. Si arriva così ad un punto in cui il corpo in questione inizia a correre. Anzi precipita. Voi riuscite a vederlo questo corpo che, a velocità pazzesca, sta piombando verso l'abisso? Ahimè, quel corpo è proprio il nostro. E' questo paese, che il ventennio sfascioleghista ha inclinato definitivamente verso l'autodistruzione.

Il pubblico impiego è stato bombardato con scientifica esattezza. Prima la denigrazione sociale. I fannulloni. Gli scansafatiche. Gl'imboscati. I ladri. I corrotti. Poi, una volta che le bestie popoline sono state aizzate, la distruzione economica. Basterebbe (ed avanzerebbe assai) ricordare che, nel mondo della scuola ad esempio, le manovre previste dalle misure salva-crisi costeranno, ad ogni lavoratore, dai 28.000 ai 45.000 euro, perchè avranno ricadute non solo sugli stipendi, ma anche sulle pensioni e sulle liquidazioni future. A tutto questo occorrerebbe aggiungere l'azzeramento dei fondi destinati alle istituzioni scolastiche, con dirigenti alla canna del gas che chiedono i fondi spettanti e promessi da anni, ma mai arrivati, ed una ministrina che risponde «Queste sono proteste strumentali e politiche. Candidatevi e fatevi eleggere, se volete fare politica». Un po' come se, in una famiglia, alla moglie che chiede al marito altri soldi per la spesa, questi rispondesse: «La tua richiesta è strumentale. Tu hai un amante. Chiedi il divorzio e poi sposatelo, se vuoi andare a vivere con lui».

Qualcuno, di quelli tra di voi, che ha capito ancor meno di quel poco che ho capito io, ne ha approfittato subito per accogliere i vecchi stereotipi della contrapposizione sociale. Pubblico vs privato. Operai vs impiegati. D'altra parte, per le menti più semplici, difficile resistere a tutta la pubblicistica di regime. La tv doveva pur servire a qualcosa, no? E così qualcuno ha pensato. Ecco. Bene. Bravi. Massacrateli così. Pensieri nati dalla pancia, non certo da un uso scientificamente corretto della mente. Perchè le fucilate di regime hanno cominciato a sparare, già da gran pezzo, anche contro le classi operaie.

Perchè non so fino a che punto ne state maturando coscienza, ma in questi giorni si sta combattendo la battaglia definitiva. Quella che era la linea del Piave è andata un po' più a sud. Ed è diventata la linea di Pomigliano. Io non sono un metalmeccanico. Ma, proprio perchè cerco di usare la mente seguendo le indicazioni di madre natura, dico esplicitamente che mi fa molta paura il futuro che si va prefigurando.

I bombardamenti dell'artiglieria pesante, incarnata dalla pubblicistica televisiva di regime, ha già da tempo fatto piazza pulita dello statuto dei lavoratori, che è diventato "antico". Del diritto di sciopero, che danneggia i cittadini (perchè, cosa dovrebbe produrre uno sciopero, se non disagi?). Dei rapporti di solidarietà tra i lavoratori, al grido antico di mors tua vita mea. Tutto questo grazie alla indubbia capacità televisiva, delle destre populiste ed eversive che ci hanno irreggimentato, di spostare il conflitto sociale dal verticale (classi alte vs classi basse) all'orizzontale. La classica guerra tra poveri: classi operaie contro classi impiegatizie. Mentre i veri privilegiati, coloro che non debbono chiedere mai, continuano ad essere tali ed anzi aumentano il loro distacco dalla nostra meschina (ed impoverita) realtà.

E' per questo che siamo giunti al ricatto della Fiat su Pomigliano. E' un ricatto dal sapore antico, quasi ottocentesco. Quelli di voi che ricordano le condizioni dei lavoratori della rivoluzione industriale studiata sui libri, possono riconoscere lo stesso seme originario: «Vuoi lavorare? Queste sono le condizioni. Prendere o lasciare». Naturalmente le condizioni sono tutte al ribasso. Molto al ribasso. Tanto, operai italiani o polacchi uguali sono. Solo masse di carne da sfruttare per il profitto imprenditoriale. La museruola che si sta mettendo anche alla classe operaia ed ai sindacati che quella classe dovrebbero difendere e sostenere, è l'ultima nostra (si noti bene: nostra, cioè di tutti, non solo loro, cioè degli operai) linea del Piave. Che però è già stata bucata da più parti.

Che dire, infatti, di tutti i sindacati che hanno già, con man veloce, firmato e sottoscritto (e pure sbavato un pochino) il documento col quale si sta, di fatto, ufficializzando definitivamente il ritorno della supremazia di quella mentalità padronale che vuole fare e disfare a proprio piacimento, che vuole sfruttare oltre il ragionevole, che vuole godere senza limiti, e del mondo intero chi se ne fotte? Questi sindacati hanno già, da tempo, scavalcato la barricata. Non sono più in mezzo a noi, se pure lo sono realmente mai stati. Sono già con loro. Coi padroni, col potere.

E, se quel qualcuno che ha esultato per il massacro del pubblico avesse provato ad usarlo, il cervello, in modo scientificamente appropriato, si sarebbe accorto che quegli stessi sindacati hanno fatto adesso, ai metalmeccanici, quello che già fecero a noialtri pubblici dipendenti. Anzi. Se quel qualcuno che ha esultato per la piazza pulita nel pubblico avesse provato a capire che il bombardamento indiscriminato non avrebbe eliminato, come di fatto non è avvenuto, i pochi veri nullafacenti, proprio perchè non era questo l'obiettivo reale. Ebbene se quel qualcuno avesse provato ad organizzare un po' di solidarietà contro questo massacro, avrebbe indirettamente rafforzato anche se stesso. Avrebbe contribuito a mandare, a quei sindacati oltre che al regime, un messaggio preciso di consapevolezza e di distinzione, perchè il male non è collettivo ma individuale. Perchè se devo venire ad arrestare un bandito ad Anagni non bombardo l'intera città. Era solo questione di tempo. Prima a noi, adesso a voi. Tutto questo per me è una doppia, gravissima, tragedia sociale.

E che dire del regime, che questa nuova linea padronale sta incoraggiando ed anzi appoggiando? Il signor Sacconi non si è potuto trattenere dal dirlo pubblicamente: la vicenda di Pomigliano segnerà una svolta epocale. Sono d'accordo. Perchè la Fiat sta facendo da battistrada. Una volta che sarà passato definitivamente il principio del ricatto padronale, non ci saranno più argini. Anche perchè la Fiat ha gli occhi di tutti puntati addosso, anche a livello internazionale, e dunque sta facendo un primo, fondamentale passo, ma come trattenendo il respiro. Provate ad immaginare invece come, da questo inizio, potrà essere in tutte le altre migliaia piccole realtà imprenditoriali sparse nel paese. Là dove non batte il sole dell'attenzione mediatica. Là dove (complice persino il nascente obbrobrio del federalismo egoistico degli sfascioleghisti) ci sarà solo qualche decina di miserabili ricattati e ricattabili, senza difesa sindacale, senza contratti nazionali, senza regole democratiche e civili alle quali appellarsi.

Perchè avrà definitivamente vinto la filosofia della mano libera padronale. Con migliaia di piccoli unti del signore, di ducetti in orbace che detteranno orari, paghe, condizioni di lavoro. Col loro bel sorriso appena rifatto da una igienista dentale in minigonna.

Commenti

  1. quando la FIAT chiudera' Pomigliano, poi il pane te lo andrai a comprare con le tue belle parole.....quanta malattia si fa' nel vostro stabilimento e in quello di Termini.....siete dei nulla facenti

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  2. http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2499482&title=2499482

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