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Sanità ciociara. La filiera della morte

L'indecente teatrino dell'approvazione della polverizzazione della sanità pubblica ciociara è, finalmente, arrivato al capolinea. La governatrice ha finito, finalmente, di fingere di avere le palpitazioni in attesa dell'approvazione di un piano che le è stato fornito direttamente dal ministro dell'economia. Ed il regime nazionale ha finito, finalmente, di fingere di valutare nel merito una distruzione che ha ragionieristicamente imposto all'impalpabile zarina de noantri.



Ed infatti, non appena è finito lo spettacolo maggiore, son ricicciate fuori le comparse. Gli attorucoli di serie B, quelli buoni solo a portare la porchetta.
Cancellati oltre 300 posti letto e chiusi 7 ospedali ciociari, tra i quali quello della sua città natale. Dove vivono i suoi parenti e dove s'incatenò all'epoca Marrazzo per difendere la struttura cittadina. Ecco a voi la coerenza e lo spessore politico del signor Fiorito Franco, in anteprima su COG di oggi: «Quello raggiunto dal presidente Polverini è un grande risultato che ci permette di affrontare con molta più serenità il futuro. (...) Le maggiori risorse a disposizione ci consentiranno di migliorare il servizio sanitario della nostra regione attraverso l'adozione di misure mirate che tutelino realmente la salute dei cittadini».

Un'affermazione politicamente delirante. Adesso che gli ospedali son chiusi, ci sta dicendo il signor Fiorito Franco, siamo molto più sereni. Adesso che gli ospedali son chiusi, ci sta dicendo il signor Fiorito Franco, potremo tutelare realmente la salute dei cittadini. In pratica, ci sta prendendo letteralmente per il k**o. Non solo l'ospedale chiuso, ma persino la gioia di non avere più neppure uno straccio di servizio ospedaliero in città. Voi non siete contenti? Non siete entusiasti di questo grande lavoro fatto dalle destre, dalla zarina, dal signor Fiorito Franco? Perchè non gli dite di venire a festeggiare qui nella sua città questo grande risultato raggiunto? Perchè non si fa più vedere? Potrebbe toccare con mano tutto l'entusiamo dei suoi concittadini.

Su COG di oggi c'è una foto che mostra la Polverini sorridente, mentre annuncia al mondo che adesso è proprio matematico: la sanità pubblica ciociara non esiste più, e con essa l'ospedale della nostra città. Quella fotografia mi dà il voltastomaco. Doveva essere la sindacalista. Quella capace di difendere cittadini e lavoratori prima di tutto. Ed invece ci ha ammazzato chiudendo gli ospedali e mandando a casa centinaia di lavoratori. E lo ha fatto con cognizione di causa. Favorendo ed aumentando i posti letto a disposizione delle strutture private e convenzionate. Che ci costano assai di più e che sono, tra l'altro, concentrate nella capitale.

Per dolorosissima esperienza familiare conosco molto bene cosa significa essere costretti ad andarsi a curare lontano dalla propria città. Conosco ogni fila. Ogni trafila burocratica. Ogni appuntamento. Ogni traffico che ti blocca sul raccordo mentre a due chilometri già si scalda la macchina nella quale ti devi infilare. Per questo motivo mi fanno schifo quei sorrisi e quel futuro roseo che stanno tentando di venderci. Sarà una tragedia. Anzi. E' già una tragedia.

Per questo vi invito a scolpirveli bene nella memoria. Signor Noto Carlo. Signor Cardinali Alessandro. Signor Fiorito Franco. Signor Iannarilli Antonello. Sora Renata. E' questa la filiera della sinergia. E' questa filiera che doveva farci fare un balzo verso il futuro. Ed invece, eccoli qui. Ognuno con le sue responsabilità specifiche. Tutti complici del disastro. Tutti a favore della sanità privata e romana. Tutti assenti quando si è trattato di difendere gl'interessi legittimi dei cittadini.

Non dimenticate. Non dimenticate mai i nomi dei responsabili. Mai più questa gente. Un mondo diverso è possibile. Una Ciociaria diversa pure.

[Ave]

Commenti

  1. Stiamo assistendo ad un passaggio doloroso per la nostra provincia, sabotata non solo sul piano economico ma anche sul piano dei servizi essenziali, servizi che garantiscono la tutela di un diritto inalienabile del cittadino: quello alla salute! Il nostro ospedale, se riconvertito ad ospitare una degenza infermieristica, non sarà più idoneo a rispondere alle esigenze di tutti i cittadini del comprensorio. La questione è sia di metodo ( si tagliano i servizi per rimediare al debito accumulato a partire dalla giunta Storace) che ideologico (chiudere le strutture pubbliche per favorire quelle private). Lo smantellamento della sanità pubblica è un altro attentato ai diritti e alla dignità del cittadino oltre a costituire un danno per la nostra città, caduta in un sonno profondo che si è trasormato in un coma irreversibile!

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  2. Sconcertante il commento del presidente Abruzzese.........
    Dio ci aiuterà?

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  3. Se il nostro sindaco fosse davvero una persona perbene prenderebbe le distanze dalle dichiarazioni del signor - si fa per dire - Franco Fiorito che, addirittura, plaude all'operato della sindacalista (aoh....) che con quella su arroganza (Ciao Vincè, che te serve?) poteva stare soltanto da una parte! Quella della nostra amministrazione comunale che sta solo facendo finta di essere dispiaciuta per la chiusura dell'ospedae, in realtà non gliene po' fregà di meno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  4. Purtroppo anche le divinità, probabilmente, son contente dell'approvazione del piano sanitario.

    Infatti il loro massimo rappresentante locale, all'epoca delle elezioni, sostenne convintamente e ferventemente i gran pezzi di cristiani delle destre.

    [Ave]

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  5. Non comment!!!!
    VitK

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  6. Ci ho ripensato perchè sono ink..ato ma perchè accetiamo tutto questo, perchè tutti ossono metterci i piedi in testa e noi zitti ci mettiamo in ginocchio, non capisco tutto questo, non capisco la relazione, non capisco il motivo di tanto servilismo e di tanta vigliaccheria.
    Ma perchè non è venuto nessuno quel Sabato, ma perchè le scuole non organizzano un movimento di massa in difesa del diritto alla salute, perchè alla fine della messa il sacerdote non ricorda a tutti che abbiamo diritto ad essere curati, li ho sentiti spesso fare campagna elettorale contro i Dico, contro il testamento biologico e l'Eutanasia ecc...si ad Anagni durante e dopo la Santa Messa ma non li sento ora smuovere le coscienze vristiane e non capisco il perchè.
    Vedo sevizi privati crescere a vista d'occhio e li vedo prendere soldi dallo stato, quello stesso stato che chiude i servizi publici e veramente non capisco la relazione.
    Abbiamo o no tutti noi il diritto ad essere INKA...TI????Io dico di si ed è ora che quei nomi vengano scritti in caratteri maiuscoli sulle mura della nostra città SFIORITA, Franco Fiorito, Carlo Noto e tutta la giunta comunale, provinciale e regionale...ci hanno tradito ed in un paese civile chi tradisce paga e questi devono pagare la loro arroganza.
    Io non mi faccio più umiliare e voi?
    VitK
    Lauretti Nico

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  7. CITTADINO LIBERO28 ottobre 2010 11:52

    Le parole, se pur belle e meritevoli, sono sempre e solo parole. Intanto i nostri gestori ci soffiano il nostro ospedale. Occorre movimento e fatti per cambiare le cose, servirebbe un'aggregazione di massa, di popolo, che occupi il Municipio, un'azione di forza che faccia aprire gli occhi a tutti. Solo andando fuori gli schemi e mostrando la forza, oserei pensare, si ottengono risultati. Purtroppo non esistono più gli uomini di una volta, allora abbassiamo la testa!!

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  8. Vi invito invece a non abbassare la testa, a creare una rete di donne e uomini che vogliano riscattarsi e che sentono la necessità di lottare per riappropriarsi della dignità scippata! La politica non deve restare a guardare ma tornare a svolgere il proprio ruolo, attivo, tra la gente: non è "inutilmente superfluo" (come mi ha detto qualcuno) andare in ospedale, parlare con i dipendenti, come non lo è tornare nelle fabbriche, nelle scuole, aprire tavoli di confronto con i lavoratori o gli studenti, ragionare in prospettiva ed essere propositivi. Se non esistono più gli uomini di una volta potrebbe esserci una via d'uscita: perchè non formare una nuova generazione di politici che con coraggio operino delle scelte, scelte che facciano la differenza e allo stesso tempo formare una nuova classe di cittadini che diano forza a nuove aspettative! Voglio essere ottimista!Mi considererà un'ingenua prof, vero??? Se dovessi sbagliarmi emigrerò anche io come hanno fatto molti dei miei amici, con la consapevolezza che un paese che perde i suoi giovani è un paese fallito, finito, MORTO!

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  9. Viviana mi pare ragazza in gamba. Che si è assunta compito delicato e difficile quant'altri mai. E' uno di quei compiti per i quali non è difficile prevedere grandi delusioni, grandi difficoltà, grandi critiche. Condite, talvolta, da piccole ma significative vittorie. Personali e politiche. Per tutto questo le rinnovo, con assoluta sincerità, i migliori auguri di buon lavoro.

    Ma, sopratutto, le auguro di continuare a crederci. Perchè condivido le sue utopie. E considero segno di intelligenza e sensibilità aver precisato che, accanto alla "nuova generazione di politici", occorre formare "una nuova classe di cittadini".

    Perchè le due cose vanno di pari passo. E le responsabilità son tali che, ahimè, in questo paese non esistono più innocenti.

    Il livello culturale e sociale, etico e morale del nostro riscatto va rieducato proprio come va riformata una nuova classe politica. Che emerga da quella nuova cittadinanza che ancora non c'è. Che sappia trarne forza ma anche rispettarne la dignità. Che sappia porsi alla sua guida in un processo virtuoso nel quale il primo che esce dal tunnel aiuta quelli che ancora stanno in fondo a farsi avanti. Ad emergere.

    Sarà un processo lungo. Difficile. Bisogna vincere inefficienze, oziosità e malpensieri stratificatisi in anni di malaffare politico, civile, culturale e morale. Non sarà oggi e forse neppure domani. Ma da qualche parte bisognerà pur cominciare.

    Che Viviana abbia iniziato a percorrere questa strada è cosa che mi pare beneaugurante. Che abbia un'utopia da perseguire mi pare cosa straordinaria. In un paese in cui i sogni si svendono un tanto a tetta da isole famose solo per le imbecillità.

    E, anche se le complesse dinamiche del quotidiano mi spingono verso altre sponde civili e politiche, che questa città sta incubando e per le quali appare oramai matura, Viviana e tutti quelli che, come lei, credono davvero in quelle due utopie citate sappiano che potranno sempre trovarmi al loro fianco.

    Mischiato tra i sognatori. Tra gl'ingenui. Tra gl'incazzati. Tra i foscoliani che il tempo non è riuscito ancora a dimenticare.

    [Ave]

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  10. CITTADINO LIBERO29 ottobre 2010 11:57

    La mia non era affatto una critica alla Sig.ra Viviana, chi non condividerebbe la sua moralità e la sua passione. Mi piacerebbe invece che le mie affermazioni potessero spronare chi può vantarsi di avere capacità e visibilità per far fronte a questa abnorme ingiustizia popolare umana e democratica che è la chiusura di un ospedale. Forse la vita caotica ed impossibile di oggi distoglie queste persone adibite alla vigilanza degli interessi popolari e collettivi, dalle proprie responsabilità ed azione che un rappresentante politico del popolo deve sempre onorare. Più coraggio nel fare e nella ricerca di giustizia e rispetto per tutti, al dilà di ogni forma politica e di pensiero, qui ci viviamo tutti e nel bene e nel male quest'ospedale ha fatto molto per gli anagnini, lo dice uno che ahimè ne ha dovuto usufruire spesso e volentieri.
    Un saluto a tutte le persone di buona volontà...

    RispondiElimina

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