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LegaNord. Gli schei non comprano la civiltà

Non c'è niente da fare. Anche nelle tragedie che coinvolgono il suo popolo, la LegaNord dimostra di essere fondata su una cultura disgustosamente rozza. Volgare. Qualunquista. Incapace di qualsiasi sentimento che possa, in qualche modo, appartenere alla civiltà degli uomini. L'unica subcultura che la LegaNord riconosce come propria è quella dell'odio. Del rifiuto. Dell'asserragliamento in un recinto che può essere una regione. Una zona. Una provincia. Una città. Un quartiere. Una via. Un palazzo. Un appartamento. Una mattonella del salotto. Tutto il resto sta fuori. Sta al di là. Nessuna comunicazione nè comprensione nè condivisione è possibile. Fuori ci son solo nemici. Da annientare.


Prendete il signor Zaia, governatore veneto. Quello che ha perso l'indirizzo del barbiere. Di fronte alla tragedia atmosferica abbattutasi sulla sua gente che cosa ha pensato bene di dire? «Prima dovete dare i soldi a noi veneti. Poi a Pompei».

La Weltanschaung dei leghisti è semplice come quella degli uomini delle caverne. I rapporti umani son fondati solo sulla precedenza alla sopravvivenza. Se devi crepare spostati, che mi fai fare tardi. La società può essere complessa quanto volete, ma loro vedranno sempre e solo un insieme indistinto di clan che si azzuffano per il predominio della tana più grande. Persino di fonte ad un evento per il quale la solidarietà è stata (ed è) assoluta da ogni parte d'Italia, i leghisti trovano il modo di farsi odiare. Di suscitare la solita, vecchia smorfia di disgusto che gli esseri umani hanno stampata in faccia da quando hanno cominciato a blaterare di politica.

Di fronte alla sacrosanta esigenza di aiutare una popolazione colpita oltre ogni immaginazione, che c'azzecca uscirsene con questa ennesima dimostrazione di disprezzo, di inciviltà, di odio razzistico? Semplicemente niente. Non c'entra proprio niente. Ed il capello-fico Zaia ha perso per sempre l'ennesima occasione per far fare bella figura a se stesso ed al suo popolo. Se volete vedere quanta differenza ci sia, tra un leghista ed un italiano. Se volete misurare tutta la distanza esistente tra la civiltà e l'abisso, andatevi a leggere la bellissima risposta che, sul Mattino di Napoli, Virman Cusenza dà al sior veneto.

E' una distanza incolmabile. Perchè nessuno stanziamento straordinario di fondi, per quanto immenso potrà essere, avrà la capacità di arrestare quest'allagamento delle coscienze. Questa frana del senso dell'umano. Questa lenta, inesorabile, inarrestabile deriva del significato antico della parola civiltà.
[Ave]
[foto da AdnKronos]

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