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Sanità. Le destre privatizzano (e vaticanizzano) anche i consultori

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Prendete nota di questo nome: Olimpia Tarzia. Chi sarà mai? Il suo ruolo è attualissimo, nonostante il suo nome desueto ed antico. Al pari quasi della sua politica, che vuole riportare assai indietro l'orologio della civiltà e della libertà di questa regione.
La signora Tarzia, infatti, è la firmataria di una legge regionale liberticida, ideologica e confessionale. Che sarebbe la seguente: avvia la definitiva soppressione dei consultori pubblici a vantaggio di quelli privati, finanziati ugualmente coi soldi nostri, ma gestiti dalle consorterie vaticaniste e bigotte che tanto male hanno fatto a questo paese. Un'altra mancia, ideologica ma anche finanziaria, a quel Vaticano che finge d'indignarsi di fronte al tracollo morale di queste destre. Ma che poi, in campagna elettorale, fa regolarmente il tifo per gl'indegni. Addormentato e distratto dalle consuete ed abbondanti regalie che riesce ad accumulare.
Questo documento di SEL chiarisce benissimo, ed in modo semplice, tutta la questione. Potete trovarvi anche dei brevi video tematici esplicativi ed avete inoltre la possibilità di firmare l'appello online.
QUESTO BLOG SOSTIENE LA CAMPAGNA INFORMATIVA E POLITICA DI SEL.

Per la dignità, e la libertà, della salute delle donne. [Ave]

Commenti

  1. Grazie al professor Meazza per lo spazio che ha voluto dedicare a questa campagna contro la distruzione dei consultori pubblici. Siamo di fronte ad un gravissimo attacco alla libertà individuale delle donne, con una proposta di legge che parte dalla volontà di minare (non esplicitata, ma di fatto lo è) alla legge 194. L'affidamento della gestione dei consultori all’associazionismo familiare, ad associazioni di volontariato, a fondazioni, onlus e finanche a strutture private lucrative, diviene accreditabile sulla base di criteri non di efficienza, ma culturali e ideologici. Unico reale effetto: l’arricchimento di soggetti privati sulla pelle delle donne, in particolare delle donne migranti, e non certo la diminuzione del numero degli aborti (di cui è facile prevedere invece l’aumento, a fronte della totale assenza dai compiti dei consultori così riformati di qualsiasi attività di prevenzione ed educazione sessuale). Si tratta, infatti, di una legge non fondata sui bisogni e sui diritti delle donne, ma finalizzata esclusivamente alla dissuasione dall’aborto (DUNQUE SI TRATTA ANCHE DI UNA PDL NON LEGALE VISTO CHE IGNORA LA 194).
    Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per fermare questa legge che rischia di far sprofondare il Lazio in un medioevo dei diritti!
    SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'
    CIRCOLO DI ANAGNI

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  2. Vorrei esprimere il mio modesto pensiero in merito alla questione "Riforma Tarzia"...io credo che questa battaglia che si sta portando avanti con slogan, manifestazioni, raccolta firme ecc. stia ignorando il pensiero di tante donne che come me non sono totalmente in disaccordo con questa legge e che per quanto discutibile su alcuni punti non la trovino così mostruosa e limitativa nei confronti delle donne. Si parla di una legge che "nuoce alla salute delle donne", ma io non ci trovo nulla di così nocivo e tantomeno "psicologicamente devastante" come ho potuto leggere in alcuni forum. Si parla di "smantellamento" della 194, ma la 194 non prevedeva che i consultori divenissero dispensatori di certificati di aborto come se fosse l'unica soluzione per rimediare ad un "problema", anzi uno dei compiti dei consultori dovrebbe essere proprio quello di "contribuire a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all'interruzione della gravidanza" ma troppo spesso non è così. Non condivido il vostro pensiero ma lo rispetto, cosa invece che gridando a gran voce e portando avanti una lotta a nome di TUTTE noi donne, voi purtoppo non state facendo.

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  3. Sono perfettamente d'accordo con l'anonimo!!!Vergognatevi, questa è una riforma dei consultori familiari che in un normale libro di storia (moderna) verrebbe definita un palese tentativo di restaurazione. L’impostazione confessionale è già evidente dall’articolo 1: i consultori devono diventare “istituzioni VOCATE a sostenere e promuovere la famiglia e i valori etici di cui essa è portatrice” e la legge vuole fissare “importanti principi, in particolare in ordine alla tutela della vita e del figlio CONCEPITO, già considerato membro della famiglia, ai quali l’azione dei Consultori è chiamata a conformarsi”.La possibilità di affidamento della gestione dei consultori all’associazionismo familiare accreditabile sulla base di criteri non di efficienza, ma culturali e ideologici costituisce un sistema che avrebbe come unica conseguenza l’arricchimento di soggetti privati e non certo la diminuzione del numero degli aborti. Eh si, caro anonimo...VERGOGNATEVI!!!

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  4. Questo conferma quel che già pensavo...ha ragione Simona, non avete rispetto per il pensiero altrui. Perché ci si dovrebbe VERGOGNARE di voler "sostenere e promuovere la famiglia"? Perché considerate così assurdo tutelare la vita e il figlio concepito? Sì, CONCEPITO e VIVO, perché quando si interrompe una gravidanza il suo cuore già batte! Trovo questo accanimento vermamente eccessivo, uno spreco di energie quando ci sarebbero milioni di motivi per cui farsi sentire!

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  5. VIVIANA CACCIATORI SEL23 dicembre 2010 12:20

    Cara Simona , sono perfettamente d'accordo con lei: i consultori debbono dapprima operare una politica di prevenzione, in secondo luogo garantire la possibilità di interruzione di gravidanza. Ma l’impostazione confessionale già evidente dall’articolo 1( i consultori devono diventare “istituzioni VOCATE a sostenere e promuovere la famiglia e i valori etici di cui essa è portatrice” e la legge vuole fissare “importanti principi, in particolare in ordine alla tutela della vita e del figlio CONCEPITO, già considerato membro della famiglia, ai quali l’azione dei Consultori è chiamata a conformarsi[...] e la possibilità di affidare la gestione della rete consultoriale territoriale all'associazionismo religioso con la costituzione di COMITATI BIOETICI regionali, con il compito di valutare la programmazione dei servizi consultoriali e VIGILARE sulla conformità alle norme bioetiche dei servizi erogati, costituisce una "soluzione ideologica" al funzionamento dei consultori. E questo costituirebbe un grave precedente. La rete consultoriale va invece potenziata mettendo al centro i servizi di accoglienza e assistenza ai migranti, di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, il potenziamento delle attività in materia di adozione e affido, del percorso nascita (sostegno alle donne e alle coppie, promozione dell’allattamento materno) e delle garanzie di servizio per la gravidanza non voluta (contraccezione preventiva e d’urgenza, interruzione volontaria). Per farlo,vanno stanziate concrete risorse per il miglioramento delle strutture consultoriali esistenti, per l’istituzione di Punti di Accoglienza quali front-office periferici nei Comuni dove non c’è mai stato un consultorio, per la creazione di equipe mobili incaricate di realizzare progetti di offerta attiva per la popolazione locale, per la riorganizzazione e il potenziamento del personale privilegiando la stabilizzazione del lavoro, per l’istituzione di Consultori Interdistrettuali con funzioni di programmazione e coordinamento, sportelli presso le scuole ecc...Bisogna inoltre dare una risposta al vero problema dell’applicazione della legge 194, ossia l’impossibilità di funzionamento reale del servizio di interruzione volontaria della gravidanza a causa della presenza nei consultori di un’altissima percentuale di medici obiettori, specificando la necessità per il servizio del Percorso Nascita, in particolare laddove vi sia un’ampia presenza di utenti straniere, di procedere all’assunzione di ginecologi e ostetriche non obiettori. Una legge "ideologica" e "clientelare" come questa non rende giustizia alla libertà della donna ed alle conquiste sin ora ottenute. Si tratta, infatti, di una legge non fondata sui bisogni e sui diritti reali delle donne, ma finalizzata esclusivamente alla dissuasione dall’aborto, con l'erogazione anche di denaro se si decide di portare avanti la gravidanza. Non pensa che ciò sia offensivo e mortificante per la donna?
    Sono contenta comunque del suo intervento Simona, finalmente si apre un bel dibattito ed un vivace (mi auspico) scambio di idee.

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  6. Sono cosciente di tutte le problematiche che girano attorno ai consultori e alla legge 194 Viviana, ed è proprio per questo che mi chiedo perché ora che c'è questa proposta di legge in ballo c'è tutta questa mobilitazione e le donne hanno deciso di farsi sentire per far rispettare le "conquiste" ottenute, mentre finora non si è fatto nulla. Eppure il problema sussiste da sempre...Comunque al di là dei punti contestabili di questa legge (che ci sono ed è stata una delle mie prime premesse) continuo a non condividere l'accanimento contro questa donna, che è pur sempre una donna come noi...troverei molto più costruttivo e producente mobilitarsi per ottenere quello che manca, cercando dei punti d'incontro e non di scontro. Io non sono un'anti-abortista e ritengo che nemmeno questa legge lo sia, la decisione per il proprio futuro, se diventare madre o meno spetterà sempre e comunque alla donna..Riconosco che ci sono casi in cui l'aborto è necessario anche al solo fine di salvaguardare la salute psichica della donna, ma converrà con me che purtoppo oggi giorno viene molto spesso praticato per "rimediare" ad un errore nato magari da negligenza e questo non lo ritengo giusto...mi chiede se trovo mortificante offrire denaro alla donna per portare avanti la gravidanza? No, perché dovrei...certo non si può pensare di risolverle la vita con pochi euro al mese (ma questo lo ammette anche la stessa Tarzia in un'intervista che mi è capitato di leggere) ma se ci pensa esistono già i contributi alle famiglie numerose, gli assegni per la maternità, gli assegni Inps, il prestito garantito dal Fondo nuovi nati e poi le iniziative comunali di sostegno ai neogenitori e non mi sembra che ci si senta "offesi" da questi aiuti, anzi, e allora perché dovremmo essere mortificate se ci viene offerto un aiuto economico, se pur minimo per incentivare la vita?

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  7. Viviana Cacciatori SEL26 dicembre 2010 00:41

    Cara Simona, l'accanimento non è verso la Tarzia, ma verso la legge che porta il suo nome (ma non mi piace chiamarlo accanimento, si tratta di una critica ad una pdl che da soggetto politico mi sento di operare). Non mi sembra che in qualche passaggio la sig. Tarzia sia stata attaccata da me in modo irrispettoso. A mio avviso questa è una legge che non risolve nulla, anzi in essa vedo un tentativo di arrivare ad intaccare la legge 194. Spero naturalmente che i fatti mi diano torto. Purtroppo continuo a pensare che sia mortificante per una donna ricevere un contributo per portare avanti la gravidanza, un contributo temporaneo e non continuato, una sorta di contentino. Sarebbe bello che le donne che portano avanti la gravidanza e si apprestano a crescere i propri figli siano invece sostenute come accade in molti paesi del nord europa, alcune regioni della Francia comprese ( contributo statale per acquisto cibo e necessaire per la crescita del neonato, assistenza domiciliare gratuita da parte di "tate statali" che aiutano la donna in casa e con il bambino fino al primo anno di vita, ecc...). Questo costituirebbe un aiuto vero alle donne. Lei saprà benissimo che quando una donna decide di interrompere la gravidanza intraprende un percorso duro e triste, che non può essere ovviato con un'offerta in denaro. E' questo che trovo mortificante. L'incentivo alla vita deve essere culturale ma non "prettamente ideologico": è questo il punto. L'incentivo economico sarebbe complementare ad esso e non "soluzione prima".
    @Cristina: mi scuso ma non avevo letto il Suo commento prima di oggi. Avrà comunque potuto comprendere dai miei interventi il mio pensiero in materia di bioetica. Sulla questione dell'aborto e del fatto che un embrione possa essere considerato vita o meno andrebbe aperto un ulteriore dibattito, che per esperienza maturata so che potrebbe non trovare una sintesi finale.

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  8. Viviana Cacciatori SEL26 dicembre 2010 00:55

    @CRISTINA: HO DIMENTICATO DI PRECISARLE CHE IL MIO "VERGOGNATEVI" ASSUME UN TONO SARCASTICO (NEL POST PRECEDENTE AL SUO). Pensavo fosse evidente ma la mia intenzione era quella di "fare il verso" attraverso un espediente lessicale, al solito ignoto che invece di rispondere alle discussioni argomentando le sue posizioni, si limita ad insultare (Vergognatevi, siete ridicoli, ecc...). come avrà constatato a me piace dibattere in modo costruttivo, gli insulti li lascio a chi non sa rispettare le regole del gioco.

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  9. Buonasera Viviana, le faccio intanto i miei auguri anche se in ritardo. Ha ragione, lei non si è mai riferita in modo irrispettoso nei confronti della Tarzia, io facevo un discorso generico riferito ai tanti slogan non propriamente..carini, diciamo così. Ha ragione anche nel dire che un contributo temporaneo non può bastare ad una donna per crescere un bambino e che servirebbe ben altro come già accade in altri paesi, ma è comunque un segnale...è questo che dico io, invece di lottare contro questa legge credo sarebbe più produttivo unire le forze e le energie per ottenere quello che non abbiamo, per migliorare la condizione dei consultori...poi che se ne vogliano affiancare di privati non mi sembra così terribile, infondo se ci pensa esistono da sempre strutture pubbliche e private come ospedali, asili nido, scuole ed ognuno è libero di scegliere dove andare.

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  10. Allora. Facciamo il punto? Ok, facciamolo.

    Se, come pare altamente probabile, l'irrispettoso sarebbe il sottoscritto, forse sarebbe il caso che s'imparasse davvero a leggere.

    Ma sarebbe anche utile, per affrontare meglio i casi misteriosi ed imperscrutabili della vita, imparare a sorridere di se stessi e di ciò che ci circonda. Se poi, per irrispettosità, s'intende l'ostinazione a non volersi genuflettere, allora l'unica arma è la scomunica.

    Non posso fare a meno di lodare le parole piene di buon senso di Viviana. Ma talvolta mi sembra che questo buon senso sia sempre un po' troppo difensivo. Insomma. Come se dovessimo essere sempre noialtri laici, indipendenti, liberi, a doverci difendere di lesa confessionalità.

    E tanto per esser chiari, anche sul concetto di irrispettoso citato da Simona, sarebbe il caso prima li andarsi a rileggere i suoi commenti precedenti. Poi di rileggersi quest'ultimo.

    Dal quale si evince l'ennesima mostruosità assorbita e digerita come normalità, ma che normale non è per niente. Vuoi aprirti un consultorio privato? Me ne frego. Ma lo fai coi tuoi soldi. Dallo stato. Ossia, detto in parole semplici, dalle mie tasse. Dal mio lavoro. Non ti becchi neanche un centesimo.

    Il vecchio, caro concetto che dovrebbe essere applicato anche alle scuole confessionali. Ed agli ospedali confessionali. Libertà di aprirvi tutto quello che volete. Coi vostri soldi. Non venite a pietire nè ad allungare la mano.

    Qui, invece, si sta parlando di una legge che prevede ben altri comportamenti. Ben altre risorse (pubbliche). L'ennesimo abuso vaticanista. Che, per quanto ci stiamo abituando al concetto, sempre abuso rimane.

    E poi, chiedo scusa, ma perchè siete finite immediatamente a parlare di aborto? Non si doveva parlare (prima) di prevenzione? Magari di sessualità responsabile? Prevenire non era meglio che curare?

    Ebbene. L'ennesima, tradizionale e radicatissima falsità vaticana è in questo campo dispiegata in tutta la sua magnificenza. Perchè, in Italia, è proibito parlare di educazione sessuale. Non la si può fare a scuola. E' molto meglio non farla neppure in famiglia. Proibito è naturalmente parlare di metodi anticoncezionali. Se nomini il preservativo le pie donne si fanno il segno della croce.

    Allora vi chiedo. Stiamo parlando di cosa? La bigotteria clericale preferisce dare un'elemosina ad una donna alla quale magari è stato impedito con ogni mezzo di abortire. Piuttosto che diffondere urbi et orbi la notizia, udite udite, che è possibile praticare una sessualità libera e responsabile.

    Non servono fiaccolate coi crocifissi. Serve cultura. Educazione. Formazione. E, visto il periodo, ricordarsi che, tra qualche giorno, inizierà l'anno del Signore duemilaundici.

    Dopo Cristo.

    [Ave]

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  11. Buongiorno sig. Meazza, mi sento prima di tutto di fare una breve premessa: non sono una "vaticanista", né una cattolica praticante, né una pia donna..sono soltanto una persona con delle idee diverse dalle sue e che ha il diritto di esprimersi, peraltro in modo assolutamente educato direi. Per quanto riguarda "l'irrispettoso" non capisco perché si senta chiamato in causa, tantopiù che ho spiegato nel post precedente che il mio era un riferimento ai vari slogan che ho sentito pronunciare nei video delle manifestazioni e letto su striscioni e manifesti, nulla a che vedere col suo articolo quindi. Ora veniamo al suo commento (tralasciando il tono sarcastico che trovo veramente fuoriluogo in uno scambio di idee finora alquanto civile e costruttivo) nel quale dice anche condivisibili, come ad esempio che serve più cultura, un'educazione sessuale, prevenzione...tutto vero, solo una parola a mio avviso "stona" nel suo discorso, una sola parola che però cambia il senso di una legge..lei dice "dare un'elemosina ad una donna alla quale magari è stato IMPEDITO con ogni mezzo di abortire"..bhè nessuno impedirà alle donne di abortire, se vorranno farlo lo faranno, solo che l'avranno deciso con più coscienza e dopo aver valutato tutte le possibilità, perché ce ne fosse anche solo una per un bambino di poter nascere è giusto che gli si dia.

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  12. Simona raccolgo con entusiasmo il suo invito ad unire le forze per per ottenere quello che non abbiamo, per migliorare la condizione dei consultori ecc... Speriamo di riuscire ad avviare presto come partito un forum delle donne, nel quale si possano affrontare miriadi di argomenti che riguardano la questione di genere.
    Viviana Cacciatori SEL

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