Passa ai contenuti principali

Anagni. Ponte del Papa. Un altro fallimento

Non è più una frana. E' una vera e propria valanga. Il disastro di un'amministrazione che rema contro la città. Che non ha uno straccio di progetto. Ch'è capace solo di farsi pubblicità a vicenda. Che insulta ed irride i cittadini e le associazioni che chiedono aiuto. Ebbene, questo disastro sta venendo giù sempre più velocemente e sta travolgendo ogni speranza di futuro.
Da quando il Comune ha pensato bene di accontentare l'ennesimo «rappresentante di zona» di Colle della Formica, è un continuo bombardamento dal resto della città. Piangiamo e gridiamo tutti. Ma la cosa ancora più grave sta nel fatto che i motivi per indignarsi e lamentarsi si stanno specializzando. Non riguardano più soltanto la pura e semplice gestione delle buche d'asfalto, tanto per capirci. Stanno facendo un deciso salto di qualità i cahiers de doleances della popolazione anagnina. Da Osteria della Fontana, ad esempio, il discorso ha coinvolto il problema fognario e quindi ambientale. E ieri, su COG, è venuto fuori il nuovo caso. Quello di Ponte del Papa. Che coinvolge, nientemeno, che il problema della sicurezza.

Detto in parole semplici, è accaduto questo. Che una villa situata nella zona di Ponte del Papa è stata oggetto di rapina. Fine. Nel senso che, apparentemente, solo di problema di ordine pubblico si è trattato. Ma non è così. O meglio, non c'è solo il problema della sicurezza. C'è anche altro.

E questo altro è ben focalizzato dal presidente del Comitato Ponte del Papa, Davide Corsi. Il quale ha rilasciato una dichiarazione che inizia così: «Desidero esprimere profondo malessere e delusione degli abitanti del quartiere (...) per il disinteresse e la discriminazione che gli amministratori (...) stanno ponendo verso la nostra zona». Impossibile non notare i concetti forti («malessere, delusione, disinteresse, discriminazione») inquadrati però in un tono estremamente formale. Che sembra voglia evitare lo scontro frontale.

Poi, però, non riesce a tenersi, e va giù duro con precisione millimetrica. Comincia col citare «le promesse disattese dal sindaco Noto in campagna elettorale», quindi spara ad altezza d'uomo contro «la latitanza e le promesse a vuoto del consigliere delegato alla sicurezza Fenicchia». Poi si sofferma a fare un po' di storia. E ricorda di avere già, esattamente un anno fa, presentato una serie di denunce circostanziate, conseguenti  ad una serie di rapine e furti avvenuti nel quartiere. «Ricevendo alcuna risposta da parte degli interpellati», conclude amaramente Corsi.

La denuncia prosegue spietata: nel quartiere non ci sono servizi essenziali quali acqua, gas e fognature, ma «nonostante le nostre ripetute richieste (...) non si è mai visto nè sentito alcun amministratore». Dove abbiamo già sentito parole simili? Massì, certo, da tutto il resto del paese. Sono le stesse identiche sordità. Lo stesso menefreghismo. La stessa indifferenza che i destri hanno ampiamente mostrato in ogni zona del paese. Periferica o meno. E per ogni problema. Grande o piccolo che fosse.

La differenza del comunicato di Corsi, però, sta nel fatto che, acutamente, in questo si fa tesoro delle esperienze altrui. Infatti il presidente del comitato prova a chiedersi per quale motivo il suo quartiere sia stato così schifato. E si dà anche la risposta: la zona sarebbe esclusa dagl'impegni dell'amministrazione «perchè forse non tutelata da consiglieri comunali». Detto in altre parole: perchè non ci sarebbe nessun «rappresentante di zona». Teoria che rinforza e conferma l'analisi che da giorni sto tentando di approfondire sulla cultura politica ed istituzionale dei destri alla guida della città.

Naturalmente è proprio così. Perchè questo è il sistema di potere organizzato dalle destre. Una specie di suddivisione tribale all'interno della quale ogni tribù (=quartieri e zone, ma anche categorie sociali e luoghi di lavoro) ha il suo «rappresentante», ovverosia una specie di sindachetto con delega al dialogo diretto col centro del potere. Quello che sta bello rinchiuso dietro la porta blindata su al Comune. Chi non rientra in questi confini gerarchici è escluso da tutto. Non è ascoltato. Non si dialoga con costui se non per polemizzarci contro.

L'esperienza di altre associazioni ha dimostrato quanto può essere ridicola l'applicazione di questo schema tribale. Posto, infatti, il problema x in una certa zona della città. La sua segnalazione da parte di qualcuno non rientrante nella gerarchia è stata completamente ignorata. Ed il problema è rimasto ed anzi si è acuito. Ma quando la stessa identica segnalazione è arrivata da qualche «rappresentante di zona» debitamente autorizzato, ecco sui giornali la manfrina del «grazie per la tempestività», «ma figurati, grazie a te che ce l'hai detto», «evviva evviva le sinergie».

Siccome il Comitato Ponte del Papa ha mangiato la foglia, ed ha capito che le cose funzionano in questo modo, dopo l'analisi ha concluso il suo documento con la soluzione. Che, si badi, è in realtà una minaccia. Politica. Dunque assolutamente legale e lecita. Anche perchè raccoglie l'invito che l'uomo che non si spaventa facilmente, ossia Cardinali Alessandro, ebbe a lanciare come un sasso su un'altra associazione di quartiere.

Il comitato, conclude infatti Corsi, valuterà la possibilità di sciogliersi e trasformarsi «anche in soggetto di rappresentanza politica civica qualora ciò si dimostrasse strumento utile per essere quantomeno ascoltati da istituzioni che oggi sono sorde ed indifferenti alle esigenze di un territorio che nei fatti è dimenticato da tutti coloro i quali debbano interessarsene».

Che è conseguenza logica, ma aberrante, dei paurosi limiti di una cultura di destra che non sa portare valori e non sa esprimere responsabilità istituzionali. Se si considera, inoltre, che il Comitato Ponte del Papa non risulta essere affatto un covo di komunisti, si può comprendere meglio quanto profonda sia la disillusione per un'amministrazione delle sinergie incapace di muovere un passo.

Avevo sottolineato, all'inizio, che il problema posto da Corsi non riguardava solo la sicurezza. Infatti, oltre all'assenza di servizi essenziali ed obbligatori quali acqua, gas e fogne, si fa riferimento alla non realizzata promessa di «illuminazione pubblica». E così si torna a bomba. Ovverosia, all'insussistenza di qualsiasi progetto per la città da parte di questa amministrazione. La quale, se avesse voluto lavorare con lo spirito giusto, avrebbe aperto la propria disponibilità verso quelle criticità che, giustamente, potrebbero avere carattere prioritario rispetto ad altre situazioni.

Conosco poco Ponte del Papa. Ma so arrivare fino alla villetta del presidente Corsi. Mi è capitato di farlo anche in ore pomeridiane, quando il sole va giù presto. Il problema luce esiste eccome, in quella zona. E non mi sembra affatto banale sottolineare che la sicurezza sia (anche) un problema d'illuminazione. Chiunque se ne rende conto. Così come chiunque è in grado di riconoscere che i lavori di urbanizzazione fondamentali dovrebbero essere considerati prioritari rispetto a tante piccole toppe che vengono messe qua e là.

Ma siamo alle solite. Se un'amministrazione non si apre alla città. Non dialoga con le componenti territoriali per individuare il modo migliore di impiegare le risorse. Se non rende pubblici e condivisi i criteri che la fanno muovere (per modo di dire) in un senso piuttosto che in un altro, allora non rimane altro che un paese preda delle «tribù» e dei «rappresentanti di zona».

Sono giorni che lo vado chiedendo. Il Comune comunichi ufficialmente quali saranno i suoi impegni per la città per il resto della consiliatura. Dove, come, perchè, quando e, sopratutto, quanto. So bene che nessuno risponderà, perchè io non rientro proprio all'interno della gerarchia autorizzata. Ma è importante che ci sia la domanda. E' importante che voi sappiate, ed abbiate sotto gli occhi l'esempio di un'amministrazione che è talmente arroccata su se stessa e rinchiusa nei propri confini di potere, da aver smarrito completamente la capacità di rispondere ai cittadini.

Ecco perchè Corsi è costretto a minacciare la nascita di una lista civica. Perchè i destri al potere se ne sono fregati dell'acqua, del gas, delle fogne e della luce che mancano a Ponte del Papa. Così come si sono disinteressati di tutti i reali problemi che il paese mette in mostra agli sparuti turisti che malauguratamente si smarriscono nella nostra città.

Hanno preferito spendere un milione per l'affitto della scuola-mattonelle di Osteria. Ed hanno speso solo gli dei sanno quanto per la pista di pattinaggio invernale su in piazza.
L'illuminazione a Ponte del Papa può aspettare

[Ave]

Commenti

  1. Come ha detto un loro fan peones, questa è un'amministrazione diesel!!!!
    Aspettate che parte in quarta e poi ne vedrete delle belle !!
    Ma se parti in quarta er motore te se spegne !!!
    Appunto! stiamo fermi e al buio amministrativo....

    RispondiElimina
  2. Cari amici di Ponte del Papa quando andrete a votare cambiate e togliete la fiducia al sindaco ed ai suoi consiglieri ed assessori

    RispondiElimina
  3. Non sempre la teoria del personaggio politico di quartiere = risoluzione dei problemi essenziali di un paese o quartiere, è vera.
    Infatti,prendiamo ad esempio Osteria della Fontana. SIcuramente ci sono stati e ci sono referenti politici, anche se, visti i risultati, mi fregio dell'onore di non conoscerli. Questi però il lavoro che hanno fatto per il quartiere l'hanno orientato solamente verso la risoluzione dei problemi di investitori che in questa zona volevano aprire i loro centri commerciali.
    Al contrario, hanno disatteso le altre esigenze di un quartiere attraversato ogni giorno dal traffico insostenibile della Casilina, della cui deviazione sento parlare da 40 anni minimo (me lo diceva mio padre tanti anni fa).
    Anni fa, non si poteva respirare per la puzza delle vinacce, e del cementificio, nonchè le puzze delle varie fabbriche. Anzi, ricordo che all'interno di Rifondazione Comunista si riuniva un comitato che avrebbe voluto risolvere i problemi ambientali anagnini di cui oggi ancora andiamo parlando. Oggi, ci è rimasto lo smog da traffico, la puzza di bruciato che si sente tutte le notti si sente ed i supermercati.
    Un quartiere che si è allargato sempre di più, senza adeguarne i servizi.
    I ragazzini, qualcuno mi deve dire ad Osteria della Fontana, dove possono andare a giocare oltre l'oratorio e il campetto vicino la strada della Parrocchia? Le persone che vogliono fare un po' di salutare moto e che fanno il percorso davanti la scuola, dove passano se è sempre allagata?
    Nell'editoriale si parla anche della sicurezza, della quale l'illuminazione fa parte.
    Ad Osteria della Fontana, l'illuminazione si trova solo nel pezzo centrale attraversato dalla Casilina, e qualche lampione nelle vicinanze. L'illuminazione dove si trova la scuola mattonellata non c'è, fatta eccezione del faro del cementificio di fronte.
    Tutta la zona dove si trova la scuola è senza illuminazione, senza acqua, senza fogne. A proposito di sicurezza vorrei ricordare che nel piazzale poco distante la scuola, un anno fa, è stata violentata una ragazza di 16 anni, della stessa età di quelle di cui oggi purtropo sentiamo parlare. E della quale forse non ci siamo dispiaciuti nemmeno tanto, perché non italiana!
    Anche la zona dell'ufficio postale è senza illuminazione. Hanno fatto i centri commerciali, nei quali o ci vai in macchina o ti fai mettere sotto, vista la mancanza di marciapiedi.
    Le cose di cui lamentarsi purtroppo sarebbero parecchio, e non voglio nemmeno dire che sono solo ad Osteria della Fontana o che debbano risolvere solo quelle.
    Il degrado di Anagni è generalizzato.
    Basta vedere i vicoli del centro storico, dove si vedono in continuazione topi geneticamente modificati, tanto sono grossi, i canali di scolo sono sempre otturati, quindi, quando piove c'è la piena. In altri paesi il comune incentiva la cura dei centri storici, con contributi ai privati. Invece gli abitanti dei vicoli di S.Nicola, ad esempio, hanno fatto tutto da soli per abbellirli con piante,fiorie pulizia.
    Guardate la "passeggiata" come è ridotta!Una strada dove anni fa si passeggiava,tutti! Adesso è una strada piena di buche, dove le radici degli alberi si stanno riprendendo il loro spazio, alla faccia dell'asfalto che le ha ricoperte.
    Le cose che gli amministratori hanno ritenuto di dare agli anagnini sono state solo cose futili. Soldi per concerti, gemellaggi, piste.
    A proposito quali sono le iniziative culturali fatte a questo scopo? I gemelli, si sa, sono inseparabili, mentre ad Anagni sembra abbiano fatto i fratellaggi. Per carità, serve anche lo svago, ma assieme alla garanzia dei bisogni primari dei cittadini.
    Alle prossime elezioni, giusto sciogliere le associazioni di quartiere e fare una lista civica unica con scopi e impegno comuni.
    Peccato che poi questa lista lista civica si dovrà schierare con il solito candidato di destra o di sinistra, e allora...addio sogni di gloria!

    RispondiElimina
  4. Antonio Esposito2 marzo 2011 15:51

    [Riproduco qui un commento all'articolo che è giunto su FB]

    Analisi perfetta ed impeccabile. In tutto questo vorrei aggiungere che nulla si reclama oltre quanto ci è stato promesso. E' conservata in archivio la ripresa nella quale l'attuale Sindaco la seconda volta che in vita sua metteva piede in questo quartiere (n campagna elettorale) prometteva illuminazione, videosorveglianza e strutture. Due anni di silenzio nel quartiere che ha determinato la sua vittoria.

    RispondiElimina
  5. VI STATE SEMPRE A LAMENTARE,QUALSIASI COSA SUCCEDE AD ANAGNI LA COLPA E DELL'AMMINISTRAZIONE, EBAAAAAAAAAAAAAAAAAASTA, LA VILLA RAPINATA SE LEGGETE I GIORNALI ERA SPROVVISTA DI ALLARME E FINESTRE A PORTATA DI MANO QUINDI TACETE,

    RispondiElimina
  6. Aaaaaaaahhhhhhhhhhhhhh.

    Adesso sì ch'è tutto chiaro.
    Ecco un altro egregio esempio della cultura e della mentalità dei destri.

    E' lo stesso schema mentale che li porta a dire: "L'hanno violentata perchè c'aveva la minigonna; la colpa è sua. Sua di lei."

    Ma perchè non riesco ad arrivarci pure io a questa semplicità preistorica?

    [Ave]

    RispondiElimina
  7. Ah, mo ho capito.
    La prossima volta che mi entrano i ladri in casa, non chiamo nemmeno i carabinieri. Perché non ho l'allarme. Ma il signore di prima, è a conoscenza di qualche contributo dell'amministrazione comunale per installare dispositivi d'allarme?
    Mica per niente, io pensavo bastasse il cane, porte e finestre blindate ed aver recintato tutta la proprietà a non far entrare i ladri. Ma non mi è servito.
    Se ci sono finanziamenti in corso, ce lo dica, così ci adegueremo, pagheremo un'assicurazione e nessuno oserà venire a rubare. Se poi succederà lo stesso, allora sì che potremo lamentarci per la mancata sicurezza. Solo allora.
    Oggi co' st'informazione ho svoltato!
    Però c'ho un dubbio: "ma quando i ladri disinstallano i sistemi d'allarme, come fanno?".
    Il signore di prima, se abita in campagna, quante volte ha visto passare le forze dell'ordine, quante volte ha sentito di persone che hanno avuto i ladri in casa, nonostante tutti i sistemi d'allarme?
    Qual'è il paradiso terrestre dove vive?
    Che fa, quando c'è qualcosa che non va nei servizi che il Comune o le altre amministrazioni pubbliche dovrebbero fornire? Si flagella, fa penitenze col cilicio, che fa?

    RispondiElimina
  8. Antonio Esposito2 marzo 2011 18:50

    Se hai il coraggio di firmarti ti rispondo altrimenti sei solo un quaqquaraqua.

    RispondiElimina
  9. famiglia di osteria della fontana2 marzo 2011 19:08

    condividiamo tutte le parole dette sull'Osteria dellla Fontana in uno dei commenti precedenti.

    RispondiElimina
  10. ia me so candidato, e so puro rescito, ncampagna eletturale la gente de ponte de papa ieva tutta a occa piena ca noto e fiurito e tutto cuanto, mo [...] piitecela ndersecchio

    RispondiElimina
  11. Gli anagnini come fanno a credere ancora a noto, fiorito, cardinali, retarvi e compagnia cantante?

    RispondiElimina
  12. Ehi, io l'avevo buttata così, la domanda fatta all'anonimo che scrive in maiuscolo, se fosse a conoscenza di sovvenzioni e invece....INCREDIBILE!!!
    Qualcuno l'ha proposto veramente di dare sovvenzioni per mettere gli antifurti e le telecamere, per risolvere così il problema della sicurezza.
    Sono senza parole!
    ...la mia era solo una battuta e questi m'hanno preso sul serio.
    Ma questi, martedì, la fanno la sfilata?

    RispondiElimina
  13. La fanno tutto l'anno la sfilata martedì si travestiranno da amministratori competenti...

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Videolezioni in OBS Studio

Un piccolo contributo per tutti coloro che hanno bisogno di creare, velocemente, videolezioni. OBS Studio è uno degli strumenti che è possibile utilizzare. Tra l'altro assolutamente gratuito. Questo breve tutorial vuole essere un contributo non professionale nè esaustivo, ma diretto alla semplice, veloce e concreta realizzazione di una videolezione. Come dovrebbe essere sempre nel mondo della scuola, si condivide una esperienza.

Anagni. Sequestro alla Di Cosimo. L'azienda chiuderà?

Ricordate le indagini sui presunti scarichi abusivi della Di Cosimo ? I Carabinieri quelle indagini adesso le hanno chiuse. Con la collaborazione dell' Arpa . Che, analizzando le acque del famigerato Rio Mola Santa Maria , s'è vista spuntare fuori cose tipo solfati, solfuri, tensioattivi, azoto nitroso. In concentrazioni preoccupanti. Non chiedetemi cosa sono. Perchè solo il nome mi mette paura. Se volete, potete fare un giretto per il web. Troverete intere enciclopedie a disposizione. L'unica cosa che posso dirvi, con assoluta certezza, è che non si tratta di ingredienti per rendere più saporita l' insalata .

LegaNord. Gli schei non comprano la civiltà

Non c'è niente da fare. Anche nelle tragedie che coinvolgono il suo popolo, la LegaNord dimostra di essere fondata su una cultura disgustosamente rozza. Volgare . Qualunquista. Incapace di qualsiasi sentimento che possa, in qualche modo, appartenere alla civiltà degli uomini. L'unica subcultura che la LegaNord riconosce come propria è quella dell' odio . Del rifiuto. Dell'asserragliamento in un recinto che può essere una regione. Una zona. Una provincia. Una città. Un quartiere. Una via. Un palazzo. Un appartamento. Una mattonella del salotto. Tutto il resto sta fuori. Sta al di là. Nessuna comunicazione nè comprensione nè condivisione è possibile. Fuori ci son solo nemici. Da annientare.