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Regimi. Il vento d'Arabia si chiama cambiamento

Ecco. Vedete cosa significa poter contare su un popolo davvero capace di incazzarsi? Vedete che non sta scritto da nessuna parte che le ingiustizie attuali debbano essere eterne, ed il mondo non possa migliorare?
Dunque questo signore che vedete in foto si chiama Abdullah. E' il monarca dell'Arabia Saudita. Monarca assoluto, s'intende. In un paese che non ha alcun partito politico e neppure un parlamento eletto. Ebbene. Indovinate un po'? Questo Abdullah, subodorando il lungo filo rosso della rivoluzione che si sta diffondendo in tutto il mondo arabo, ha spontaneamente annunciato che, alle prossime elezioni locali, le donne avranno diritto di voto.

Vi prego. Non mettetevi a ridere. E' proprio così. Ma non pensate che sia una cosina piccola piccola. E' invece una cosa grande assai. Ancora largamente insufficiente, s'intende, ma la diga non viene mai giù tutta insieme, si sa. Basta un forellino. Che a forza di gocce diventa foro. Quindi buco. Squarcio. Alla fine però vince l'acqua. Sempre. E' nell'ordine naturale delle cose.

Ecco. Quanto sta accadendo nel mondo arabo, a prescindere dagli esiti reali che avrà sull'esistenza di milioni di persone, questo dovrebbe aiutarci a ricordare. Che tutto può cambiare. Che niente, ma proprio niente è eterno. Ma che il cambiamento non scende giù con la pioggia. Bisogna volerlo. Coltivarlo. Difenderlo. Proporlo. Gridarlo.

Ma, più importante di tutto, il cambiamento occorre sopratutto sognarlo. Non abbiate paura.
[Ave]

Commenti

  1. Diamine mica bruscolini eh professore,hai ragione nulla è eterno,peccato che qualcuno si sente onnipotente......, e non sono in pochi.

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