lunedì 31 ottobre 2011

Italia. Sacconi. Ministro del licenziamento

[foto da Le Novae]
In tutte le case esistono luoghi oscuri. Sotterranei. Dove si nascondono le cose ingombranti che servono ogni tanto, e ch'è bene non diano impiccio nella vita di tutti i giorni. Ebbene. Anche la storia di questo paese possiede uno scantinato. Un luogo oscuro che conserva qualcosa di terribile e d'impiccioso. Qualcosa che è rinchiuso a chiave perchè pericoloso, ma che alla bisogna, in circostanze particolari, può tornare buono. Il ministro (?) Sacconi, ieri, ha deciso ch'è giunto il momento. E' sceso nello scantinato della storia di questo paese. Ed ha liberato, evocandolo, quel terribile mostro che vi stava rinchiuso. Il terrorismo.

E' stata questa l'unica risposta ch'è riuscito a trovare ai milioni d'italiani che, ancora sbalorditi e scandalizzati, si chiedono come possa essere rilanciata la nostra economia trasformando tutti i lavoratori in precari. Licenziabili a volontà. Di fronte all'indignazione. Alla protesta. Alla rabbia. Ma anche di fronte alla smisurata discussione che si è aperta, il ministro (?) Sacconi ha pensato bene di tirar fuori il feroce cane da guardia. Il terrorismo.

E' un segno dei tempi. Del disfacimento di questa classe politica sfascioleghista. Fascista. Padronale nel senso più rozzo, ottocentesco e schiavista del termine. Di fronte alle sfide della modernità queste destre sono state capaci, per anni, di non fare assolutamente niente. Perchè la crisi, ricorderete tutti, non esisteva. Non per noi, almeno. Ch'eravamo i primi della classe. Sistema solido e sicuro. Liquidità abbondante. Lavoro a gonfie vele. Insomma: godetevela.

Poi. In un momento non meglio identificato. All'improvviso. L'Italia s'è scoperta non solo dentro la crisi, al pari degli altri. S'è trovata proprio nell'occhio del ciclone. Siamo noi i sorvegliati speciali. Siamo noi la palla al piede che l'Europa sta tentando di portarsi appresso. E' a noi che qualcuno vorrebbe staccare la spina, perchè il nostro tracollo rischia di trascinarne altri. Proprio come tragicamente avviene nelle scalate d'alta montagna. Il primo che va giù rischia di precipitare, con sè, anche i compagni di cordata.

E così. Mentre nell'universo è in atto un riassestamento capitalistico di proporzioni gigantesche. Che sta alimentando persino una (al momento ancora abbozzata, ma che certamente si approfondirà e specificherà col tempo) critica profonda dello stesso sistema capitalistico. Che mai come in questo momento sta rivelando tutta la ferocia della sua ideologia. Mentre insomma il mondo cerca di capire, di analizzare, senza distogliere gli occhi dal presente e dal futuro. Queste nostre destre scendono nello scantinato della storia. E ne riemergono con un fantoccio mostruoso solo per tacitare ogni discussione. Per impedire l'analisi. Per arginare il dissenso devastante che sono riusciti ad alimentare. Guardano al futuro con gli occhi del passato.

Per il ministro (?) Sacconi, dunque. Tutti noi che ci stiamo interrogando sul perchè di questa nuova oscenità dei licenziamenti facili, anzi facilissimi. Tutti noi che di fronte a quest'ennesima schifezza stiamo gridando chiaro e forte la nostra opposizione. Tutti noi che ci sentiamo ancora una volta, ed ancora di più, traditi ed abbandonati da un regime ch'è stato capace solo di distruggere. Tutti noi stiamo alimentando il terrorismo. Anzi. Magari siamo noi stessi, di già, terroristi.

Perchè non stiamo zitti. Perchè non rinunciamo alle critiche. Perchè non ci abbandoniamo al Grande Fratello. Perchè ci interroghiamo sul futuro nostro e dei nostri figli. Per tutto questo siamo già terroristi. Agitatori di quella pace sociale che il regime ha sempre creduto poter mantenere con il rimbambimento televisivo. Le insensatezze del gossip. Le nottate dei tanti satrapi di regime che, proprio come Mussolini, tengono sempre la luce accesa di notte. Per dimostrare quanto i tiranni lavorano per il loro popolo, come è ripetuto dai federali di tutti i ventenni. Ma in realtà, come abbiamo ampiamente capito, solo per vedere bene su quali cosce appoggiare le mani. Nel vecchio e nuovo ventennio.

Ebbene no, signor Sacconi. Nessuno di noi è un terrorista. Nessuno di noi è un violento. Questo gioco non funziona più. Non riuscirete a distrarci dall'obiettivo fondamentale. Che è il nostro presente ed il nostro futuro. Che è il presente ed il futuro dei nostri figli. Che è la possibilità di avercelo ancora, un futuro. Di poterci credere e poterlo progettare nel senso dello sviluppo. Non ci tapperete più la bocca con lo spaventapasseri. Non ci impedirete di discutere, di pensare. Di dirvi in faccia che, per l'ennesima volta, avete compiuto una scelta classista. Fascista. Primitiva. Contraria a qualsiasi ipotesi di reale rilancio progettuale.

E' il solito vecchio gioco del potere. Distrai le masse. Sopratutto, spaventale. Evoca i mostri. Intorbida l'acqua. Perchè tanto, poi, gli strumenti della repressione stanno tutti nelle stesse, solite mani. In questo gioco i più bravi son sempre i moderati. Meglio. Coloro che hanno sempre brigato per presentarsi come tali. Coloro che hanno frequentato corsi specifici di apprendimento su come riuscire a far finta di essere moderati. Sono proprio loro che, ad un certo punto, ricevono dal potere l'incarico più prestigioso. Il piano B definitivo. Là dove non arrivano gli strumenti tradizionali, servono misure speciali. Serve qualcuno capace di scendere in cantina. Di liberare i mostri.

Stavolta è toccato al ministro (?) Sacconi. Il fedele, scialbo esecutore degli ordini di regime ha finalmente trovato i suoi cinque minuti di tragica celebrità. Ma sappia, il ministro del licenziamento, che anche noialtri temiamo il terrorismo. Anzi. L'abbiamo sempre temuto. Proprio come abbiamo sempre temuto la violenza. Specie quella strumentalizzata di chi le armi di repressione di massa ce l'ha proprio tutte.

Economiche, mediatiche e materiali.

[Ave]

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Siamo in Europa, e per colpa di Prodi abbiamo pure un euro a due mila lire, che ci ha impoveriti a tutti, dimezzando il valore dei nostri stipendi. L'unica differenza che ci rimane con le nazioni sorelle è che in qualsiasi posto vai un dipendente può essere licenziato, soprattutto quando è lavativo o non serve più, mentre in Italia lo dobbiamo tenere a vita. Se esiste ed è giusto il divorzio non può essere solo per il marito ma deve essere esteso anche al lavoratore. E' un paradosso, ma questa norma farebbe aumentare l'occupazione, soprattutto per le aziende che hanno 15 dipendenti. Non ci scherzate su perchè quello che dice Sacconi è la verità. A causa di queste rigidità le multinazionali hanno abbandonato l'Italia.

Mauro Meazza ha detto...

E' per colpa di questi fiancheggiatori della menzogna che ci ritroviamo col k**o per terra.

[1] L'euro ha cominciato a circolare nel 2002. Ed il governo in carica era, indovinate un po'?, quello di colui che sarebbe poi diventato famoso come protettore delle nipotine minorenni di presidenti egiziani.

Il povero Prodi, ahimè, non c'entra nulla.

[2] L'oscenità dell'equazione più icenziamenti = più lavoro non è solo sintattica e logica. E' anche politica ed economica. Infatti, se fosse vero quanto affermato dal fiancheggiatore, ciò significherebbe una incredibile quantità di lavoro a disposizione nelle "nazioni sorelle", nelle quali si licenzia liberamente ed allegramente a tutto spiano. E dunque. Come spiegare che, invece, in questo momento anche in queste care e lungimiranti "nazioni sorelle" c'è un consistente e preoccupante aumento del tasso di disoccupazione?

Per non parlare degli USA, naturalmente, paese cult per i licenziamenti ultrasupermaxi facili, dove la disoccupazione è problema gravissimo ed irrisolto. La palla al piede dell'economia.

[3] Se il fiancheggiatore si riferisce alla FIAT, mi permetto di correggerlo. Non è azienda multinazionale. Solo azienda marchionnizzata.

[Ave]

Anonimo ha detto...

La conversione dell'euro l'ha fatta Prodi. Non difenda l'indifendibile. Ricordi Professore che tanto è indignato per la precarietà dei giovani che la stessa è determinata dalla situazione italiana che impedisce la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro che è stata compensata dal sindacato dalla flessibilità in entrata. Cococo-cocopro-tempo determinato-lavoro ineterinale -job sharing e chi più ne ha più ne metta. Bisogna accettare di poter licenziare (ripeto i lavativi) e far convertire i contratti precari. Oggi i tutelati a vita stanno diventando una minoranza a causa di questi atteggiamenti antistorici. Se partiamo dalla costituzione italiana che dice che siamo una repubblica fondata sul lavoro e dallo statuto dei diritti dei lavoratori, leggi giuste al tempo, circa 40/50 anni fa, ci accorgiamo che le condizioni che le hanno generate non esistono più. E' come ostinarsi a zappare laterra con la vanga invece che con il trattore. Sentitevi responsabili della disoccupazione giovanile!!!!

Mauro Meazza ha detto...

Come volevasi dimostrare.

[1] Ripetere gli slogan illogici di una classe politica fascista e votata solo al mantenimento del regime non farà fare un solo passo avanti alla discussione.

[2] Prodi può avere avuto tante colpe. Ma sono Berlusconi e gli sfascioleghisti di regime che hanno tollerato e favorito l'equazione 1 euro = 1000 lire per gli stipendi. Mantenendo invece quella reale 1 euro = 2000 lire per i prezzi dei prodotti. La più grande diminuzione del costo del lavoro mai attuata in nessun paese democratico ed occidentale. Ottenuta grazie ai tanti indegni e disgustosi di regime.

Senza dimenticare i molti fiancheggiatori, sparsi sul territorio, a far finta di ragionare.

[Ave]

Il Marchese del Grillo ha detto...

L'euro non lo ha fatto prodi, ma gli accordi economici e bancari tra i vari stati europei.
Una cosa invece ha fatto il nano delle minorenni, non tenere sotto controllo i cambi tra l'euro e la lira, permettendo così la speculazione delle multinazionali. Quello che lui chiama liberismo, non è stato altro che una speculazione sfrenata, attuata nel cambio lira-euro senza alcun controllo da parte del governo.

Il Marchese del Grillo ha detto...

Sacconi era, per chi lo avesse dimenticato, il consulente di bettino craxi; ossia colui che ha portato il debito italiano ai livelli più alti, con l'aiuto dell'attuale ministro sacconi !!!!

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