sabato 22 ottobre 2011

Provincia. Presidente cerca lavoro. Part-time

Certe atmosfere sembrano fatte apposta per immalinconirti un po' più del dovuto. Non bastava questo improvviso scatenio delle forze naturali, che ci ha fatto improvvisamente dimenticare i calori di un'estate troppo prolungata. Ci mancava anche quest'altra tegola dalla Consulta. Che ha definitivamente deciso di abrogare i doppi incarichi. Stop immediato, quindi, ai parlamentari-sindaci. A tremare dunque adesso rimangono i poveri parlamentari-assessori-presidenti. Chi avrà dunque il coraggio di dirglielo, all'onorevolissimo Iannarilli Antonello? E meno male che s'è rivelata un fallimento umiliante la sua candidatura ad Alatri. Altrimenti il capitombolo sarebbe stato un triplo salto mortale nella bolgia dei cerco lavoro. Anche part time.

E dire che nella vita delle persone banali, come il sottoscritto, risulta già molto difficile riuscire a fare una cosa sola. Bene. E non dimenticare le altre mille piccole incombenze della vita quotidiana. Alle volte mi pare quasi che dovrei mettermi un appunto in posizione strategica. Ricordarsi di fare un bel respiro. Ogni tanto. Invece a quanto pare il nostro mondo è abitato da creature superiori. Ubermenschen che fanno due, tre, quattro cose. Tutte insieme e tutte difficilissime. Complicate assai. Come faranno?

Sospetto che il segreto ci sia. Ma quale sarà? Forse semplicemente nel farle male, tutte ste cose? Farle così come vengono. Senza pensarci troppo. Sbocconcellando qui e là. Demandando molto? Probabile che risulti assolutamente vitale trovarsi ottimi segretari. Gente capace di imboccarti alla bisogna. Di rispondere al telefono con la tua voce. Meglio ancora se dotati di qualche potere telepatico. Si potrebbero risparmiare tonnellate di parole per spiegare cosa fare e quando farlo.

E adesso, povero Antonello? La Consulta non gli ha neppure lasciato la possibilità di godersi un pochino la soluzione della crisi nella sua provincia. Crisi che nessuno ha mai capito, in verità. Nata sulle sponde del peggior politichese da prima Repubblica, quella che il berlusconismo e gli sfascioleghisti garantirono di aver definitivamente superato. Infatti. Infatti l'Antonello è una delle prove più magnifiche ed illustri di tutto il nuovo che queste destre sinergiche son state capaci di far emergere. Sopratutto nei metodi. Nelle logiche. Rivoluzionarie mica poco.

E' cominciata la stagione delle piogge. Ce ne siamo accorti tutti quanti, da qualche mattina, aprendo la finestra e respirando un'aria finalmente frizzante. Ma per qualcuno forse è cominciata anche un'altra stagione. Che sarà, questa si, davvero sinergica. E porterà un vento impetuoso su tutta la politica di questo sgangherato e disperato paese. Un vento che soffierà davvero forte sul governo nazionale. Sulle regioni zariste. Sulle province inutili. Sui comuni delle sinergie del nulla.

Una trentina di mesi possono sembrare lunghi, da passare, ma scorreranno via come son volati quelli che ci siamo lasciati alle spalle. Vuoti ed inutili come il nulla delle politiche destre. Sempre fondate su un'apparenza impalpabile che non può certo convincere chi ha perso il lavoro. Chi sarà precario a vita. Chi si ritrova a vivere vicino a fiumi con simpatici pesci a tre teste. Chi è costretto a studiare in edifici freddi e senza neanche un gessetto. La scala s'è fatta d'improvviso liquida e, senza più appoggi, molti si faranno un gran male.

Il primo che ha cominciato a scivolare è proprio il povero Iannarilli. Che da oggi rischia di vivere  un'incompatibilità dolorosa e profonda. Lacerante come gli abissi più arditi degli esistenzialisti. Sarebbe proprio stato il caso di dirlo, a quelli della Consulta. Non è mai stata una questione economica. E' lo spirito (nuovo) dei nostri tempi destri. Una volontà pazzesca di fare il bene di noi sudditi. Anzi. Di fare una specie di ultra bene. Superlativo e decisivo come, ma è detto solo pur puro spirito di cronaca, i relativi compensi.

Se fosse costretto a mollare qualcosa. Se proprio andassero a prenderlo per costringerlo a liberare una sedia. Ecco. Immagino lo sguardo perso. Gli occhi vitrei. La stessa, eroica impassibilità di quei monaci buddisti che vedono oltre. Che già percepiscono i suoni di un altro mondo. Più alto. Più consono. Ricompensa ultraterrena per il tradimento dei clerici terreni. E poi immagino le difficoltà del dopo. Quale attività potrebbe mai rimpiazzare la perdita di una poltrona? Come potrebbe trascorrere, l'ubiquo Antonello, quella parte della giornata rimasta vuota e senza senso?


Sta proprio cambiando la stagione, non c'è niente da fare. Ma noialtri possiamo stare tranquilli. Il sole tornerà. Ma, al suo prossimo disvelamento, potrebbe riscaldare un mondo nuovo. Finalmente.

[Ave]

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