mercoledì 30 maggio 2012

Anagni. La città dove l'erba costa 6 milioni di euro

COMUNICATO STAMPA
Riscontriamo con stupore ed incredulità la risposta del consigliere Paolo Frattale al nostro volantino, in cui rappresentavamo tutte le nostre perplessità sulla decisione, presa dalla giunta comunale di Anagni, rispetto all'utilizzo dell'area in cui è ubicato l'ex deposito militare.
Dopo due anni dall'esercizio del diritto di prelazione per il relativo acquisto scopriamo che il Comune altro non ha pensato che dare in affitto, per un periodo temporaneo, a titolo di esperimento, per il pascolo e comunque per fini agricoli, un'area il cui costo è stato pari a € 6.080.00,00.
Che fine hanno fatto tutti i buoni  propositi che si erano manifestati al momento dell'esercizio del diritto di prelazione?
Si parlava di poli universitari, centri polifunzionali, aree da destinare alla costruzione del nuovo ospedale, ed ora non si trova altra soluzione che dare quell'area in affitto, seppur per fini condivisibili come lo svolgimento di un'attività agricola, oltretutto in via temporanea.
Tutta questa è la cacità programmatica di chi ci amministra?
Un investimento di questo tipo necessita di scelte importanti e coraggiose, non di soluzioni estemporanee, sembra quasi che i nostri amministratori si siano trovati in mano una specie di patata bollente e non sappiano cosa farne. Nel piccato comunicato di risposta si parla della necessità di avere tempo al fine di attuare «un'attenta pianificazione».
Due anni non sono un periodo sufficiente a decidere cosa fare di un investimento del genere?
La gestione di questa vicenda la dice lunga sull'azione e sulla capacità amministrativa della giunta.
Parlano di volontà di venire incontro alle realtà e alla vocazione agricola che deve ritrovare il nostro territorio, però ancora non rispondono al consigliere Tagliaboschi sul perchè del mancato inserimento del nostro Comune nella determina  n.2516 del 2012, adottata dal Dipartimento per la programmazione economica e sociale, che indica i Comuni ammessi dalla Regione Lazio ai rimborsi per l'emergenza neve, che ha flagellato il nostro territorio, ivi comprese le aziende agricole.
Si resta inoltre in attesa dell'aggiornamento della commissione bilancio per l'annosa questione dei costi dei loculi cimiteriali, d'altronde dobbiamo prendere atto della necessità, da parte dell'amministrazione, di porre in essere «un'attenta pianificazione» anche in questo caso.
Attendiamo «solo» da sei mesi risposte in tal senso.
Come si resta in attesa, in prossimità dell'approvazione del bilancio di previsione, che voci di corridoio vorrebbero convocato per il 12 giugno, della decisione sulle aliquote di spettanza comunale rispetto alla tanto discussa tassa IMU.
Verranno confermate? Ritoccate al ribasso? Verranno inserite delle differenziazioni sulla base del reddito? O verranno ritoccate al rialzo? A riguardo abbiamo una nostra teoria, speriamo ovviamente di sbagliarci.
Una domanda, in ogni caso, sorge spontanea. Questa è la lungimirante capacità di programmazione del nostro Comune? Ed hanno pure il coraggio di definirci ridicoli.
Ad Anagni si direbbe: senza vergogna.
Il circolo citadino di Sel.

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