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La VideoCon è fallita. Il territorio pure.



La VideoCon è fallita. Da qualche giorno. Questo territorio, invece, è fallito già da qualche anno. La fabbrica ha chiuso definitivamente. Tra poco anche l'ospedale rischierà la stessa fine. La lenta agonia di un intero comprensorio si materializza nelle strutture che non ci sono più, come fabbriche ed ospedale, rimpiazzate soltanto da bruciatori, inceneritori e discariche. Che impattano pesantemente solo sul traffico impazzito della Casilina. E sull'ambiente. E sulla salute dei cittadini.

Mai distruzione di un territorio è stata concepita con tanta meticolosa attenzione. A questo hanno portato politiche distruttive. Che hanno perseguito obiettivi del tutto estranei agl'interessi di questa comunità. In tutto questo i cittadini hanno le loro, pesantissime, responsabilità. Perchè non hanno saputo scegliere. Hanno abbandonato la partecipazione, convinti che alla cura familiare e clientelare del proprio orticello potesse corrispondere una gestione responsabile e propositiva di tutta la città. Così non è stato. Ed i risultati sono tragicamente sotto gli occhi di tutti.

Fermare la distruzione del territorio. Rilanciarne una prospettiva di futuro reale. Non fondato sulle promesse elettorali nè sulle sinergie amministrative. E' compito durissimo. Impegno realmente pesante. Che però deve essere tentato. Non c'è alcun'altra alternativa.

E' però indispensabile che i cittadini imparino dai propri errori. Escano dal torpore civico nel quale hanno creduto di potersi permettere di rimanere addormentati. Non è più tempo di rimanere imbambolati. Occorre svegliarsi. Reagire rimboccandosi le maniche. Anche nel senso della partecipazione alla gestione della cosa pubblica. Lasciare il campo libero ai presunti professionisti della politica ha portato alla tragedia che abbiamo sotto gli occhi.

Il compito durissimo che attende questa città passa, necessariamente, attraverso un profondissimo e concreto ricambio del personale politico. Delle logiche e dei meccanismi attraverso i quali tale personale ha trovato uno spazio di azione che, alla luce della realtà nella quale ci ritroviamo tutti, è stato del tutto fallimentare.

I partiti politici continuano ad essere attori fondamentali ed indispensabili della mediazione sociale. Ma se essi non si dimostreranno in grado di rinnovarsi. Attraverso una reale e diversa apertura nei confronti della realtà cittadina, saranno travolti nella disfatta.

Questa città ce la può fare. Il percorso non sarà facile nè veloce. Ma quando si tocca il fondo si ha almeno questo di positivo.

Che non è possibile fare altro che risollevarsi.

[Ave]

Commenti

  1. Sono passati solo 5 anni,sembra passata una vita,e di essere su un altro mondo.
    tratto dal girnale repubblica.
    Gli indiani della Videocon rilanciano il
    marchio Nordmende
    02 luglio 2007 — pagina 20 sezione: AFFARI FINANZA
    Cresce l' attività in Italia di Videocon Industries, la multinazionale indiana attiva sui mercati globali
    con un fatturato di tre miliardi di dollari. Agisce su più fronti, a partire dal rilancio del marchio
    Nordmende, coordinato con lo sviluppo dello stabilimento Videocolor di Anagni, dove è in fase
    avanzata il piano di riconversione da tubi catodici a tv complete (flat in particolare). «Per quanto
    riguarda i pannelli al plasma siamo gli unici produttori in tutto il mondo occidentale, cioè in Europa
    e negli Stati Uniti, perché gli altri sono solo in estremo oriente. Oltre al fatto squisitamente
    produttivo, c' è anche la localizzazione delle tecnologie al plasma che sono strategiche per l'
    Italia», dice Marco Padella, amministratore delegato di Digital Display Devices, uno dei bracci
    operativi della Videocon nel vecchio continente. Quanto a Nordmende, «è stato uno dei brand
    leader in Europa», spiega Padella. Il gruppo Videocon sta portando avanti un altro progetto
    ambizioso, che è quello di costruire un nuovo stabilimento in Campania per la produzione di
    pannelli Lcd. «La società DDD (Digital Display Devices) ha già acquistato terreni per oltre 400 mila
    metri quadrati. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha notificato il progetto alla Comunità
    Europea, quindi siamo in attesa dell' esito della notifica per proseguire», precisa Padella. «L'
    investimento è di oltre un miliardo di euro, mentre per il piano di riconversione dello stabilimento di
    Anagni sono previsti investimenti, già in avanzata fase di realizzazione, per 300 milioni di euro, dei
    quali 130 destinati alla ricerca, sviluppo e innovazione». Si tratta di una nuova era per VDC, il cui
    obiettivo è quello di essere entro il 2010 tra i primi produttori di Tv in Europa. Sul fronte del
    fatturato, dice Padella, quest' anno il gruppo prevede di raggiungere i 300 milioni di euro, che nel
    2008 dovrebbero diventare 450, con l' intento di raggiungere i 700 milioni di euro nel 2009. Dal
    punto di vista dei prodotti, il rilancio del marchio Nordmende punta su 12 modelli di TV LCD, con
    un focus particolare sui nuovi 32", facendo leva su prezzi competitivi e una gamma molto ampia
    che varia da 15 fino ai 42 pollici. Tra le caratteristiche principali, la capacità di ricevere il segnale
    della televisione digitale terrestre, la compatibilità con il formato Divx, una ricca serie di ingressi
    HDMI (per i segnali ad alta definizione) e risoluzioni HD Ready o Full HD. Alcuni modelli
    incorporano la tecnologia NVE (Natural View Engine), che rende le immagini di una chiarezza e
    definizione vicinissima a quella naturale. Agli LCD si devono anche aggiungere i modelli al plasma
    sino ai 63 pollici e la gamma dei CRT necessari a soddisfare ogni esigenza del mercato (per ora
    europeo). Fanno la loro comparsa, a ulteriore arricchimento del portfolio Nordmende, anche otto
    nuovi modelli di lettori DVD, che vanno dalla versione base fino a quelle più evolute con
    funzionalità di registrazione, ingressi Scart e HDMI.

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