giovedì 21 giugno 2012

Rivoluzione italiana. La plastica biodegradabile

[da Bio-on]


Chi lo sa se le grandi storie che hanno cambiato l'umanità sono iniziate tutte così? Praticamente per caso. Ma un caso cercato, eh. Un caso voluto. Un po' come se le risposte giuste ai nostri problemi, anche quelli più gravi, fossero tutte qui. In mezzo a noi. E tutta la colpa delle tragedie attuali risiedesse esclusivamente nella nostra incapacità di vederle, queste soluzioni. Di percepirle come tali.

Questa storia dovete leggerla, ragazzi, perchè è di una semplicità quasi sconvolgente. La trovate ben riassunta in questo articolo di Repubblica. In parole povere l'inizio è questo: è possibile avere un prodotto pratico ed utile come la plastica, ma biodegradabile? Ossia, in modo semplice, che non derivi dal petrolio e che, quindi, non rimanga ad inquinare questo pianeta nei secoli dei secoli? Lo so che la risposta vi sembrerà pazzesca, eppure essa è: SI, è possibile.

E lo è, a quanto pare, grazie ad una specie di ricercatore della domenica. Detto in altre parole, un tizio che di mestiere non faceva affatto il ricercatore. Ma che ha provato a cercare una soluzione. E che sembrerebbe proprio averla trovata, per la miseria. Ve l'ho detto. Sembra quasi una favola, con l'unica differenza che è pure maledettamente vera.

L'articolo spiega in modo semplice, ma preciso, tutto il procedimento. Ma se volete saperne un po' di più, e vi piacciono anche i dettagli un po' più tecnici, potete andare direttamente nel sito dell'azienda che tale plastica biodegradabile, e dunque assolutamente innocua per l'ambiente, la sta producendo per davvero. Si chiama Bio-On.

Io sono tutt'altro che un tecnico. E la scienza applicata non fa proprio per me. Dunque non sono in grado di dire come finirà questa storia. Se la favola sarà a lieto fine oppure no. Lo spero, naturalmente. E, da quello che ho letto, tale speranza non sembrerebbe proprio del tutto campata in aria. Però una lezione sono in grado di tirarla fuori, da tutto questo. Che la favola finisca bene o meno.

E la lezione è questa. Non potrà esserci alcun miglioramento della qualità della nostra vita. Non saremo in grado di trovare alcuna soluzione ai nostri problemi. Se non ci metteremo in testa che la vera ricchezza sta nella ricerca. Che deriva dal sapere. Ossia dalla cultura. Dallo studio. Dalla capacità di mandare avanti i migliori. Quelli che, tra di noi, potrebbero farcela. E' questa l'unica strada che potrà farci uscire dal tunnel.
Se vogliamo tutti avere una speranza, e sopratutto un futuro. Dobbiamo accettare che qualcuno vada oltre. Più avanti. In avanscoperta. Perchè, semplicemente, è migliore di noi. Ed il suo lavoro. La sua ricerca. Vanno sostenute con convinzione. Con passione. Con responsabilità.

Per non stare ad aspettare il caso.

[Ave]

1 commenti:

Sara A. ha detto...

FANTASTICO, MA DUBITO CHE LE MULTINAZIONALI RINUNCINO AL TANTO AMATO, ( E PORTATORE DI GUADAGNO, PETROLIO) ( scusi il maiuscolo) ma speriamo bene...

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