sabato 21 luglio 2012

Genova 2001. Una democrazia prescritta

[foto OndAnomala]


Accadde questa notte. 11 anni fa. A Genova. Era il G8. Per chi non c'era. Per chi ha dimenticato. Per chi s'è distratto. I fatti. E tutta la vicenda giudiziaria. Potete trovarli spiegati e riassunti, tra tanto materiale presente sul web, qui e qui. A seguire, invece, un intervento di VitK2. Che porta ancora, nel cuore, il sentimento di quell'offesa alla democrazia.
[Ave]

Per anni abbiamo chiesto Verità. L'abbiamo urlata quando ci fu l'attentato a piazza Fontana, abbiamo continuato ad implorarla in quella mattina di un caldo Agosto quando uccisero barbaramente decine di persona alla stazione di Bologna. Abbiamo continuato a cercarla negli attentati di Falcone e Borsellino. Tutti noi volevamo sapere chi fosse il carnefice di tutto questo terrore, ed avremmo voluto poter chiedere Giustizia. Ma non ci è stata concessa nè Giustizia nè Verità.

Nel 2001, durante il G8 di Genova, la nostra Nazione fu vittima di altre giornate buie, piene di menzogne e di cose non dette. Ci furono anche molte cose falsificate, e furono creati tanti nemici. Terribili fantasmi di cui aver paura, e da combattere ad ogni modo e senza regole.
La notte tra il 21 ed il  22 luglio gli agenti di Polizia fecero irruzione nella scuola Diaz, sede del Genova Social Forum. Fecero perquisizioni e, senza guardare in faccia nessuno, iniziarono a picchiare brutalmente tutti coloro che in quella notte trovarono rifugio in quei locali. Erano tutte persone a cui era stato detto che in quella scuola avrebbero potuto riposare e passare la notte.
Durante la perquisizione gli agenti di Polizia introdussero nei locali armi, bombe molotov e quant'altro. Quindi arrestarono tutti per terrorismo e banda organizzata.


Molteplici furono le interviste di politici di turno, pronti a condannare quei terroristi. Si sprecarono gli elogi all'operato delle forze dell'ordine, che impavide e coraggiose avevano saputo affrontare i mostri. Peccato che però, poi, si è scoperto che quegli agenti falsificarono gli atti, inventarono le prove, misero loro armi e bombe nella scuola, e picchiarono selvaggiamente le persone senza fare alcuna distinzione: donne, giornalisti, manifestanti. Una violenza ed un abuso assolutamente democratici. Insomma per  una volta sembrava che Verità e Giustizia fossero lì, a portata di mano, mature. Pronte per essere colte.

Sono passati 11 anni da quei giorni. Si è fatto un processo lunghissimo ed, alla fine, la Cassazione si è pronunciata. Ha confermato tutte le sentenze d'appello, condannando al carcere 25 Agenti di Polizia per aver falsificato gli atti (pena che però non sconteranno perché reato coperto da indulto) ed importanti vertici della Polizia all'interdizione dagli Uffici Pubblici per 5 anni. Tutte quelle violenze? Dimenticate. Cadute in prescrizione. Così come tutto il dolore, il sangue e l'orrore che in quella notte furono sparsi crudelmente in quelle stanze. Molte persone furono picchiate con spietata crudeltà. Giovani sbattuti al muro e costretti ad umiliarsi urlando frasi a comando. Trascinati giù per le scale per i capelli, per lasciare dietro di loro lunghe scie di sangue. Tutto questo oggi è caduto nei lunghi e complicati meandri della burocrazia chiamata Prescrizione.

Come si possono prescrivere reati del genere? Com'è possibile che un simile attentato all'integrità umana ed al rispetto dell'individuo sia prescritto?


Come può la Giustizia avere due facce, proprio come una moneta? Resta sempre più difficile per noi piccoli cittadini capire come il nostro sistema democratico possa mantenersi equilibrato. Se da un lato, pur condannando gli agenti di Polizia, non fa fare loro neppure un giorno di carcere. Dall'altra parte, invece, condanna 10 manifestanti dei disastri di Genova con pene che vanno da 11 a 15 anni di carcere. I 10 manifestanti sono stati presi con molta cura. Sono tutte persone che avevano precedenti violenti  in altre manifestazioni ma, di fatto, queste persone non hanno picchiato nessuno, non hanno approfittato del loro Status di Agenti di Polizia di Stato, non hanno violentato persone costringendole a dire e fare cose indicibili, e non hanno mai costruito rapporti falsi nè prove false.

La Giustizia, talvolta, sembra davvero avere due facce. Quella del potere. E quella del dissenso popolare. E per ognuna di esse c'è un modo diverso di giudicare. Di vedere.

Mi sento tradito ed offeso. Sento di essere stato picchiato anche io da questa giustizia strabica. Sento di non essere tutelato dalla legge, e da coloro che dovrebbero farla rispettare. Perchè, anche questa volta, non abbiamo avuto Giustizia? Neppure adesso che sapevamo nomi e cognomi? Che sapevamo cos'hanno fatto? Cos'è mancato questa volta, alla Giustizia, per essere più equilibrata? Un po' meno strabica?


Mi sento molto triste. Ed arrabbiato. Perchè sono incapace di darmi  una spiegazione per tutto ciò. Abbasso la testa ancora una volta. Consapevole che, ancora, il popolo italiano e la Nazione Italia sono stati feriti nel profondo. Non è stata rispettata la Costituzione. Non sono stati rispettati i diritti fondamentali dell'individuo.

Spero solo che i nostri figli, un giorno, avranno la fortuna di conoscere i nomi di coloro che hanno svenduto la nostra Nazione alla prescrizione della Giustizia. E potranno chiederne conto davanti alla legge più sovrana di tutte.

Quella del popolo.

VitK2 - VitamineK

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