mercoledì 12 settembre 2012

Blitzkrieg


I tedeschi sono stati i primi. A teorizzarla. Studiarla. Applicarla. Ma poi a seguire anche altri si sono cimentati. Con risultati non sempre convincenti. Sto parlando della Blitzkrieg. La guerra lampo. Si tratta di una tattica militare che prevede la massima concentrazione possibile per accerchiare il nemico, isolarlo dal resto dei suoi possibili rifornimenti, quindi annientarlo. Fatto questo, si procede velocissimamente verso un secondo obiettivo, da attaccare ed annientare con le stesse modalità. E' questo il modo, ad esempio, col quale Hitler conquistò buona parte dell'Europa centrale ed occidentale. Qui ad Anagni lo spirito della Blitzkrieg è stato adattato e piegato alle contingenze in modo assai proficuo.

Non starò a dilungarmi sulla cronaca spicciola, che articoli e volantini hanno descritto e controdescritto con abbondanza di particolari, talvolta anche agghiaccianti. La novità è che, ieri sera, s'è svolto un Consiglio Comunale per affrontare il problema che la Blitzkrieg contro il Convitto ha scoperchiato. Infatti il Convitto Regina Margherita, ahimè, si trova ora sotto il fuoco incrociato di due enormi problemi. Trovare adeguata sistemazione alle 11 classi della sua scuola media. E trovare il modo di assicurare pasti caldi a tutti gli studenti, ai semiconvittori ed ai convittori che ne hanno diritto.

Non è problema da poco. Innanzitutto perchè, esattamente tra 24 ore, le lezioni dovranno avere obbligatoriamente inizio. In secondo luogo perchè, con uno sguardo più lungo, un Convitto che non è in grado di assicurare il servizio mensa ai suoi iscritti perde uno dei servizi ch'è tenuto a fornire per statuto. E, quindi, mette a repentaglio il senso stesso della sua sopravvivenza. Un pericolo del genere coinvolge non solo gli studenti e le loro famiglie, in quanto utenti. Coinvolge anche decine di lavoratori, a vari livelli, occupati nella struttura. Dunque, anche problema sindacale diventa.

Ieri sera, nel Consiglio Comunale aperto, la domanda che aleggiava era molto semplice. Il Comune riuscirà a strappare l'applauso dei numerosi presenti, tirando fuori dal cilindro una soluzione immediata (dati i tempi) e, sopratutto, praticabile? Lo so. Domanda retorica è. La risposta è sempre la stessa. Purtroppo. Il Sindaco poco ha potuto dire e, di fatto, su nulla ha potuto rassicurare.

Perchè, sul problema delle aule, ha offerto una doppia ipotesi. Numero uno: oggi dovrebbe svolgersi un incontro con il signor Iannarilli Antonello, presidente provinciale. Ed il nostro Sindaco, in parole povere, gli farebbe un discorso del genere: poichè il Comune deve avere dei soldi dalla Provincia, ebbene con quei soldi la Provincia stessa faccia i lavori urgenti e necessari per normalizzare gli spazi del Convitto, onde poter ospitare le 11 classi della sua scuola media. Naturalmente il Sindaco ha bonariamente assicurato che l'accordo, in sostanza, è praticamente già fatto. E che arcisicuramente oggi l'Antonello firmerà un pezzo di carta con il patto di sangue in bella grafia. Ma, poichè l'uomo è peccatore ed infinite sono le strade del diavolo, caso mai accadesse qualcosa d'impensabile e dunque questa benedetta firma non ci fosse, ecco allora che tornerebbe utile l'ipotesi numero due. Il Sindaco raschierebbe le casse comunali per rimediare quei 20-25.000 euro, a suo dire, necessari per l'effettuazione dei lavori necessari. Il bello è che invece, per quanto riguarda il problema della mensa e della cucina, il cui ripristino occorrerebbe, proprio come per le aule, entro le prossime 24 ore, non s'è sentito nulla. Cosa mangeranno, dopodomani, gli aventi diritto? Al Consiglio è aleggiata la parola catering. Ma nessuno ha capito chi, come, dove e, sopratutto, quanto.

Cosicchè, capite bene, le risposte del Sindaco hanno saccheggiato ancora una volta il tempo futuro. Perchè l'accordo con la Provincia sarà firmato (forse!) oggi. E nel caso le risorse del Comune dovranno essere cercate e scovate. E solo dopo, ma un bel po' dopo, espletati tutti i passaggi burocratici, sarà possibile effettuare i lavori. Che avranno, bontà loro, una certa durata. Peccato che le lezioni cominceranno domani. Contattato da me personalmente questa mattina, prima che uscisse per andare a lavoro, anche Superman ha confessato che non sarebbe in grado di sistemare le cose, in così breve tempo. E comunque la sua agenda è piena fino alla fine del mese.

A proposito della cucina e della mensa del Convitto, naturalmente, grande spazio ha avuto la Blitzkrieg contro il Convitto. Al Consiglio è intervenuto un ambasciatore che ha portato le ragioni della controparte. Il signore in questione, perfettamente a suo agio nel ruolo assegnatogli, ha letto un comunicato ufficiale che ha poi provveduto ad allegare al Consiglio. Il problema è che tutta la discussione, ahimè, è stata davvero un po' surreale. Perchè s'è svolta su due livelli del tutto diversi. Paralleli. E dunque destinati a non spiegarsi mai.

Da una parte, infatti, abbiamo ascoltato molti che hanno precisato di non entrare nella questione giudiziaria di chi sia il legittimo proprietario dei locali contesi. Ma costoro hanno condannato senza se e senza ma l'uso della Blitzkrieg. Insomma: non è il merito, del quale son titolari i giudici preposti alla valutazione del caso, a dare scandalo. Ma il modo. In parole povere: è la Blitzkrieg.

L'ambasciatore, invece, attraverso la lettura del documento allegato, ha spostato gli argomenti su un altro piano. In ordine di apparizione: la funzione salvatrice della figura del Cristo; il ruolo dei cristiani nel mondo contemporaneo; la grande e nobile attività educativa e ricreativa svolta dalla controparte. Tutti argomenti che, come si può facilmente vedere, non sono affatto utili nel caso specifico.

Eggià. Perchè nè l'ambasciatore, nè gli altri che hanno voluto spostare la discussione dal piano reale a quello spirituale, son stati capaci di rispondere ad una semplice domanda. In quale piffero di legge in vigore nel nostro stato di diritto è scritto che un individuo ha la facoltà di prendere a martellate il muro di un Convitto, penetrare nascostamente nella sua cucina, maltrattare gli operatori in servizio allontanandoli bruscamente, sottrarre alla cucina stessa apparecchiature e suppellettili, quindi sbarrare la porta e cambiarne le serrature per impedirne l'accesso, ed infine riparare in buon ordine? Questo è ciò che le cronache cittadine hanno riportato. Ed è proprio ciò che continua a non essere spiegato dalla controparte. La quale, attraverso il suo ambasciatore, rivendica il grande valore della sua attività educativa. Argomento che non rientra nella discussione ma che, proprio perchè c'insiste tanto, inquieta ancora di più. Quanto formativo può essere, per le giovani anime delle quali si prende cura, l'esempio fornito con tale comportamento?

Se si continuerà a dimenticare che il nostro è (ancora) uno stato di diritto. E che a nessuno, e per nessun motivo, è consentito farsi giustizia da solo. E se si continuerà a spostare la discussione dal piano della realtà, delle azioni concrete, a quello dello spirito, della fede e del sacro, il danno materiale che ha subito il Convitto si riverbererà in un danno d'immagine ancor più grande e devastante per la controparte.

Perchè questi sono tempi nuovi. Diversi. Nei quali bisogna fare i conti con uno spirito diverso. Persino con una fede più matura. Per dirla come ha ricordato il consigliere Ciprani, sono tempi in cui si può essere cattolici ma anche laici, quando occorre difendere le prerogative dello stato. «Ma allora noi abbiamo ragione anche quando abbiamo torto?» chiedeva il parroco Alberto Sordi ad un monsignore, in un celebre film. «Sopratutto, caro. Sopratutto quando abbiamo torto», era la risposta.

Lo stato di diritto serve proprio a questo. Ad eliminare certe (pericolose) confusioni.

[Ave]

1 commenti:

Anonimo ha detto...

[...] [...] [...] per me Dio è sempre di piu' cosa intima e (pur non facendo di tutta l'erba un fascio) mi è difficilissimo condividere e sentire lezioni di fede da normalissime persone che, invece, ti si propongono e impongono come esempi ma che in realtà non hanno nessuna elevazione spirituale e infatti, in molti casi, [...] parlano i fatti... persone che [...] ti predicano di combattere il male e di vivere nel bene... ma poi, con quanta coerenza?!!! e che non solo non sanno neanche minimamente cosa vuol dire umiltà, ma addirittura si accaparrano il diritto di [...] eh già, i vecchi detti non sbagliano mai, 'fai quel che il prete dice e non quel che il prete fa' anche perchè sicuramente se io lo avessi fatto, anche con tutte le ragioni possibili, sarei già stata arrestata!!! mi dispiace non esserci stata ieri al consiglio in quanto all'ultimo impossibilitata, non sarei stata li solo per ascoltare o per fare polemiche, ma mi ero preparata per spiegare a chi era in difesa di certi atti, quanto e perchè invece, per molti 'fedeli' sia importante il ruolo del Convitto che non riceve neanche cio' che economicamente gli spetta di diritto... [...] avrei solamente chiesto [...] cosa Gesu' o San Francesco o Don Bosco (il Santo dei Giovani che sacrificò tutta la vita per sistemare i ragazzi poveri cercando di dar loro lavoro e cultura, spesso, ostacolato da 'alti illuminati', ops come si ripetono certe storie), si, cosa avrebbero fatto in questo caso, ossia, affossare chi è già in molte difficoltà [...] o lasciare in essere la mensa di un Convitto che offre, senza pretese economiche assurde, anche un ottimo doposcuola a ragazzi/studenti che, per svariati motivi, hanno bisogno di usufruirne?... io la risposta la so,!!! cosa avrebbero risposto loro? chissà, se avrò modo di chiederlo [...] avrò cura di farvelo sapere... ISA

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