martedì 4 settembre 2012

Piazzale VideoCon


Non avete anche voi la sensazione di vivere, a volte, su mondi paralleli? Mondi che, proprio come le famose rette di matematica memoria, sono condannati a non incontrarsi mai? Aprite il giornale. Qual è l'argomento peggiore che vi trovate? Non c'è alcun dubbio. E' il lavoro. Il tragico problema del lavoro. Inserito nel contesto più generale di una crisi finanziaria globale di particolare violenza.

Il problema del lavoro è come una casa senza finestre. Gli spifferi e le correnti la travolgono da ogni direzione. Infatti ci sono posti di lavoro esistenti. Fino a ieri. Ma che domani, o al massimo dopodomani, non ci saranno più. Perchè il servizio termina. L'azienda chiude. Le commesse si sono contratte fino a sparire del tutto. Poi ci sono i posti di lavoro che non ci sono mai stati. Per i giovani. Per le donne. Per tutti quelli che, con buona volontà, lavorare onestamente vorrebbero proprio.

Queste due direttrici principali sono esemplificate in un caso dalle vertenze sarde. Con lavoratori disperati che si lasciano andare ad atti disperati non nel nome di chissà quale rivoluzione. Ma solo per difendere uno stipendio variabile tra 900 e 1200 euro al mese. Conguagli fiscali permettendo. Nell'altro, invece, dalle statistiche terrorizzanti che ci assicurano di una cosa. Mai, nel nostro paese, abbiamo avuto una disoccupazione così ampia e profonda.

Ecco. Questo è il tema che occupa principalmente le pagine dei giornali. Ma non solo. Questo è il tema installato nella mente dei cittadini. Perchè alzi la mano chi non teme per sè, oppure per un proprio caro, la dissoluzione del posto di lavoro. Oppure chi non si angustia nel vedere i figli a spasso, sempre più depressi per l'assenza di qualsiasi prospettiva concreta.

Tutto questo fa parte, ahimè, del mondo reale. Quello che viviamo quotidianamente noialtri poveri Cristi. C'è invece una categoria di persone, in questo paese, che vive in quelli che, ricordate?, ho chiamato all'inizio mondi paralleli.

Prendete la discussione politica. E' tutto un fiorire di insulti, battute e battutacce, scherzi e scherzetti. Trabocchetti e spintarelle. Su di che? Sulla tragica realtà vissuta dai cittadini? Macchè. Sui linguaggi fascisti dell'uno. Sui compromessi piduisti dell'altro. Sulle farneticazioni di quelli. Sulle vergogne di questi altri. Su Tizio che vuole stare con Caio, ma non con Sempronio. Su Caio che invece avrebbe scelto Sempronio, per poi allearsi in un secondo momento con Tizio. Su Sempronio che invece alza il culetto e dice che se ne andrà per conto suo, perchè non gliene frega niente.

E poi ci sono quelli che si candidano. Convintissimi di essere gli unici depositari del nuovo. E si preparano alla guerra civile nel rispetto assoluto del famoso parenti serpenti. Quelli che non hanno paura e dicono siamo amici, ma intanto affilano le armi del tradimento. Quelli che sarebbe bene facessero un passo indietro. Ma che intanto, per non saper nè leggere nè scrivere, s'inchiodano alla poltrona.

E' in questa nebbia primordiale che si creano i mondi paralleli, evidentemente. Quelli destinati a non incontrarsi mai. Per dire. Noialtri cittadini laziali dobbiamo sopravvivere in una regione nella quale si chiudono gli ospedali pubblici perchè non ci sono soldi. Regione che, in compenso, finanzia con un fiume di denaro le strutture private. Regala milioni di euro ai gruppi politici. Assegna vitalizi faraonici ai propri delegati. Siamo sicuri che noi cittadini, coi nostri problemi, si viva nella stessa regione della zarina de noantri? Qualche dubbio mi sovviene.

Ed è sempre per colpa di questa nebbia primordiale, evidentemente, che le notizie importanti rischiano di sfuggire. Ottenebrate dalle foschie magmatiche. Il signor Emilio Fede, pochi giorni fa, ha dichiarato che da Mediaset riceve 20.000 euro al mese. Più altri benefit (=leggasi privilegi) di tutto rispetto. Ma avrebbe anche aggiunto che, bontà sua, con quei soldi non si diventa mica ricchi. Ecco. Anche in questo caso, mi sorge il dubbio se la mia vita e la percezione che io ho del mondo coesista con la weltanschauung del signor Fede. Davvero viviamo nello stesso mondo? Perchè un lavoratore che percepisce uno stipendio di 800-1000 euro, con contratto precario, dovrebbe avere la fortuna di lavorare quasi due anni (=leggasi 24 mesi) per raggiungere la stessa cifra che il signor Fede ottiene in trenta giorni (=leggasi 1 mese). Dunque se Fede non è ricco, per la proprietà transitiva delle disuguaglianze, il lavoratore precario in oggetto non è povero?

Quante Italie esistono? Quante realtà? Quanti mondi paralleli? E' proprio per questo che serve una rivoluzione dal basso. Nel segno della responsabilità e della giustizia sociale. Chi si occupa del lavoro che non c'è più? E di quello che non c'è mai stato? Ho il sospetto che costui somigli terribilmente a coloro i quali si son occupati della vertenza VideoCon. La fabbrica è fallita e la vita politica è scivolata via tranquilla. Come bere un bicchier d'acqua. Infatti qui abbiamo avuto chi, stante questa tragedia economica e sociale, s'è impegnato con tutte le sue forze per cambiare il nome a quattro vicoli cittadini. Riunioni commissioni pareri e contropareri. Ed ha già annunciato che proseguirà in questa sua indefessa attività.

Io suggerirei una bella targa. Piazzale VideoCon. E sotto, tra parentesi, «già azienda territoriale di oltre 3000 lavoratori, poi diminuiti a 2000, poi scesi a 1400; infine lasciata fallire nel disincanto impotente della politica».

Ma non preoccupatevi. Certe cose non accadono nella realtà. Benvenuti ad Anagni parallela.

[Ave]

2 commenti:

Giuseppe ha detto...

analisi vera e profonda. Serve veramente una rivoluzione dal basso, ma serve la compattezza di tutti, ma sarò pessimista, ma in giro non ne vedo, vedo solo indignazione e rabbia ma non concretezza nei ragionamenti, e' sconfortante ma penso che ognuno tornerà nel proprio ovile. I nostri politicanti sono bravi in questo. Speriamo che non sia così.........

Anonimo ha detto...

Cruda ma condivisibile analisi anche se con vista da sponda opposta. Uniamoci nel costruire un futuro senza queste regole, senza questi politici.Mai come in questo momento le sue parole sono apprezzabili perchè anche da centro e da destra diciamo e vogliamo le stesse cose. Quello che Lei ha provato tornando dalla Spagna è la stessa sensazione che provano molti cittadini stufi di questa assurda situazione. Credo che le prossime elezioni serviranno per buttare giù dalla torre questa politica sconsiderata che sta negando ai giovani il presente ed il futuro. Tutti insieme e senza steccati facciamo piazza pulita e vedrete che gli italiani non sono secondi a nessuno.E nemmeno possiamo vituperare la nostra nazione che nonostante tutto è tra le più belle del mondo. Quello che ci manca è solo lo Stato.

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