lunedì 12 novembre 2012

Questa politica fa lo sciopero della fame. Tocca ai cittadini ricostruirla

A questo siamo arrivati. Allo sciopero della fame. Maggioranza ed opposizione finalmente uniti sotto la stessa bandiera della difesa dell'ospedale. Adesso che l'ospedale è davvero arrivato al capolinea.

Un anno e mezzo di immobilismo destro. Solo dichiarazioni di principio ed opposizioni formali. Ma un anno e mezzo anche di smarrimento sinistro. Per non parlare dei sindacati. Perchè, nella guerra tra poveri alla quale le disastrose scelte politiche delle destre regionali hanno costretto i cittadini, chiudere un ospedale qui potrebbe dire salvarlo là. Quindi anche la solidarietà è diventata merce rara. O, al massimo, una scatola vuota non destinata a produrre alcun risultato concreto.

Arrivare allo sciopero della fame, adesso. Da parte della destra e della sinistra. Significa che il re è definitivamente, ed ufficialmente, nudo. La politica ha tragicamente fallito. Detto in parole semplici, non è servita proprio a nulla.

La classe politica che ci ritroviamo, e che abbiamo colpevolmente votato, non è riuscita in nulla. La sua impotenza è talmente devastante, e certificata, che è lei stessa ad ammettere la sua sconfitta. Deponendo gli strumenti che le sono propri ed assumendo gli atteggiamenti ed i comportamenti che, normalmente, usano altri. Quelli che nelle stanze dei bottoni sono destinati a non entrarci mai.

Se questo è il risultato che tale classe politica è stata in grado di raggiungere, a che cosa potrà mai servirci? Il gruppo civico VitamineK, pur sottoscrivendo la propria solidarietà al Sindaco Carlo Noto ed al consigliere Aurelio Tagliaboschi, protagonisti di questa nuova, estrema forma di protesta, ribadisce senza indugio che questa classe politica deve andarsene a casa.

Altri erano gli strumenti, tutti specificatamente politici, che la politica stessa avrebbe dovuto utilizzare, già un anno e mezzo fa, per affrontare e risolvere il problema della salvezza del nostro ospedale.

Perchè anche se, come pare, la vicenda del nostro Pronto Soccorso potrebbe avviarsi presto verso una soluzione positiva.

Non è con gli scioperi della fame che sarà possibile ridare un futuro dignitoso a questa città.

Gruppo civico VitamineK

1 commenti:

Anonimo ha detto...

altro che fame... senza il comitato il 1 ottobre 2011 il nostro ospedale era chiuso!

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