giovedì 17 gennaio 2013

Chi vuol essere cattolico sia. Ma senza oneri per lo Stato

[da RadicalWeb]
Nonostante tutti gli sforzi che, almeno a parole, questo paese sta compiendo per diventare, finalmente, normale, continua ad esserci un vulnus, una ferita, aperta. Che nessuno pare tragicamente in grado di chiudere. Definitivamente. Si tratta, ahimè, del peso gravissimo con il quale il Vaticano zavorra ogni possibilità di emancipazione e di progresso che questo sfortunato paese tenta faticosamente di intraprendere.

E' un peso che, con ogni evidenza, non possiamo proprio più permetterci. Eppure. Nessuno, tra coloro che finora hanno avuto la responsabilità di governo, ha trovato il coraggio (per non dire altro) di alleggerircene. Ed è un peso che si materializza in un duplice percorso. C'è l'aspetto etico-morale, che fa il possibile per ancorarci ad un medioevo che, certo, non ci appartiene più ed anzi ci allontana dalla complessità del presente. E c'è l'aspetto economico. Perchè la Chiesa, allo stato italiano, ossia al nostro portafoglio, costa ogni anno cifre stratosferiche. Questi due percorsi si uniscono e si intrecciano, infine, per diventare anche problema politico.

Qualche tempo fa il Papa, in funzione delle imminenti elezioni, aveva auspicato che nei programmi dei contendenti non fosse dimenticato o, peggio, cancellato, il welfare. Ossia tutte quelle misure di stato sociale capaci di garantire servizi fondamentali ed essenziali per il cittadino. Scuola e sanità, tanto per citare i due bisogni fondamentali.

Auspicio naturalmente condivisibile. Peccato però che, anche in questo caso, c'è una preoccupante forbice tra il dire ed il fare. Tra ciò che viene chiesto di fare agli altri. E ciò che noi stessi siamo disponibili a fare. Facciamo un esempio. E' uscita proprio ieri, ed io la riprendo da Repubblica, la seguente notizia. Dati ufficiali dicono che, a fronte del taglio di quasi 100.000 docenti dalla scuola pubblica. Ed a fronte di un aumento esponenziale di studenti che decidono di NON avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica, i docenti ecclesiastici sono aumentati. Diminuiscono i docenti di tutte le altre materie. Aumentano solo quelli di religione. Buffo. Sarà un altro mistero di fede?

Il docente di religione è un'anomalia tutta italiana (chissa perchè?). Tale tipo di docente non esiste in nessun'altra realtà scolastica pubblica europea. Ma rientra, con tutti i suoi numeri, nel conto generale delle statistiche sul rapporto docenti/alunni. Dunque, quando vengono a raccontare che ci sono troppi docenti, in quel conto ci sono anche tutti quelli di religione. Che all'estero non esistono. Ma che qui da noi sono, vivaddio, in costante aumento.

Sarebbe il caso anche di precisare, inoltre, un'altra gravissima anomalia, che forse non tutti conoscono. I docenti di religione sono controllati direttamente dalle diocesi. Detto in parole povere, per loro non esiste graduatoria nè precariato. E' il Vescovo che, direttamente, ha potere di vita e di morte su tutta la materia scolastica. Detto altrimenti, pur essendo docenti della scuola pubblica italiana, il Ministero dell'Istruzione non ha alcun potere di controllo su di loro.

Ma c'è ancora di peggio. Perchè tali docenti, scelti e selezionati autonomamente e con criteri indipendenti dai Vescovi italiani, sono pagati dallo stato italiano. Nominati dai Vescovi. Ma pagati dallo Stato. Un po' come se, in pratica, io vi costringessi ad assumere (e poi, naturalmente, pagare) personale scelto da me. Comando io. Ma pagate voi. Quale imprenditore sano di mente accetterebbe un sistema del genere?

Nell'articolo di Repubblica è spiegato molto bene il meccanismo diabolico (!) che consente, ai Vescovi italiani, una carta bianca talmente ampia ed insindacabile da poter fare letteralmente il bello e cattivo tempo su tutta la materia. Infatti l'autorizzazione all'insegnamento viene rinnovata, ai docenti in questione, ogni anno.

Ciò significa, ed è accaduto ed accade di frequente, che per ragioni insindacabili il Vescovo potrebbe spostare un docente da una scuola ad un'altra. Oppure potrebbe diminuire l'incarico di cattedra, 18 ore, spezzandolo in frazioni variamente composite (9+9). Sconvolgendo, come si può ben capire, anche la didattica per gli studenti che resistono. Ed aumentando i costi per lo stato italiano. Perchè, naturalmente, tra oneri e contributi vari, un docente a 18 ore costa meno di due docenti a 9 ore. Ma che può importare? Tanto paghiamo noi.

Insomma. Si parla, e tanto, di eliminare il finanziamento pubblico dei partiti. E' indubbio che essi si sono riempiti di persone orribili. Ladri, sostanzialmente. Che hanno rubato. E che per questo hanno gettato discredito sullo stesso ruolo, assolutamente fondamentale in una democrazia, che i partiti svolgono. Nonostante questo, si chiede a gran voce di non finanziare con soldi pubblici i partiti. Appare dunque assai anomalo che nessuno abbia mai ipotizzato di sospendere il finanziamento pubblico della Chiesa cattolica. Arricchita in tanti e diversi modi, diretti ed indiretti. Attraverso finanziamenti continui e stabiliti per legge. Ma pure attraverso sostegni e regalie varie e specifiche. Per non parlare dell'esonero da tante tasse e balzelli che, quindi, anche in questo caso paghiamo noi per lei. Una Chiesa che succhia ogni anno, in modo continuo, soldi tolti alle nostre scuole. Ai nostri ospedali. Alle nostre pensioni. Ai nostri ammortizzatori sociali.

Niente soldi pubblici ai partiti. Ed alla Chiesa cattolica si? Dobbiamo proprio rinunciare ai servizi pubblici fondamentali, per mantenere e sostentare tutto il fantasmagorico apparato ecclesiastico? Se vogliamo diventare un paese normale. Ma per davvero. Dovremo trovare il coraggio di rispolverare l'antico ideale. Libera Chiesa in libero Stato.

Chi vuol essere cattolico sia. Ma senza oneri per lo Stato.

[Ave]

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Il docente di religione è un'anomalia tutta italiana (chissa perchè?). E' previsto dal concordato rivisti e rifirmato dal governo di centrosinistra a suo tempo (Craxi).
Alcuni anni fa c'è stato un concorso pubblico per gli insegnanti di religione.
Informarsi prima di tutto.
Io mi preoccuperei di tutti coloro che hanno insegnato per anni forti del 18 politico conseguito negli anni 60 e 70 agli esami universitari.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Mauro Meazza ha detto...

Ecco. Il Concordato. Craxi. Credo sia superfluo aggiungere qualunque cosa.

Sul concorso per gli ecclesiastici. Oltre a tutte le anomalie segnalate, c'è anche questa. Che un docente (normale) soprannumerario rimane tale. E se ne va.

Un religioso, invece, è intoccabile. Posto garantito. Riciclabile. Eventualmente dirottato verso filosofia e storia, sopratutto.

Informarsi prima di tutto.

In ultimo. Ho conosciuto e conosco molti insegnanti di religione che sono ottime persone. Sarebbero ottime anche ad insegnare altro.

Peccato che, per quest'anomalia tutta italiana, non lo sapremo mai.

[Ave]

Anonimo ha detto...

C'è un'ulteriore "anomalia", ma direi, anzi, una vera e propria violazione del principio di uguaglianza: gli insegnanti di religione hanno un unico ruolo, sia alla scuola media sia alla scuola superiore, mentre per gli altri docenti ci sono ruoli distinti. Questo fatto comporta che gli insegnanti di religione di ruolo nelle Scuole secondarie di primo grado sono retribuiti come i docenti di religione nelle Scuole secondarie di secondo grado e quindi percepiscono uno stipendio maggiore rispetto a quello degli altri colleghi della stessa scuola.
Controllare la Nota del M.I.U.R. – Dip.to per l’istruzione – Direzione Generale per il personale scolastico, Uff. IV N. AOODGPER15258 del 09/10/2009 , indirizzata al MEF – Dip.to dell’Amm.ne Gen.le del personale e dei servizi del Tesoro – Uff. V di ROMA.
E questa è solo una delle tante cose che si potrebbero aggiungere sull'insegnamento della "religione" nelle scuole! Come se la "religione" fosse una disciplina da imparare e non piuttosto una questione di interiorità da maturare in svariati altri modi! Per esempio negli oratori ( che dovrebbero essere accresciuti, visto come i nostri ragazzi "sprecano" il loro tempo!) con personale ecclesiastico che intrattiene i giovani e li educa con il proprio esempio, le proprie conoscenze, la propria umanità! E senza oneri per lo Stato!

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