martedì 29 gennaio 2013

L'inchino



L'inchino di Monti al MPS: quando uno Stato si schiaccia al potere altrui.
«Capitano, la barca affonda ed i salvagenti non ci sono più!»

Continua lo straziate e prolungato "inchino" che il nostro stato "porge" agli istituti bancari di questo paese. In onda su tutte le reti prosegue il corso dei "salvataggi" verso quegli istituti che VOLONTARIAMENTE si sono esposti a capitali a rischio.

Il meccanismo che si è attivato dal 2009 in poi: una ingente liquidità da dover "riciclare" attraverso finanziamenti personali e mutui agevolati. I nomi che hanno generato questa incredibile "magia" ai danni dello Stato Sovrano sono sulle scrivanie degli attuali presidenti, amministratori delegati degli istituti coinvolti, a volte sicuramente -attraverso le immancabili raccomandazioni- persone messe "a caso" dentro istituti di credito sempre più paragonabili a "bancomat a cielo aperto" e meno ad istituti di intermediazione.

Chi è coinvolto in questa "agonia" ha usato il proprio potere contrattuale solo ed esclusivamente per "riciclare" denaro, nei percorsi economici del Paese intero. La politica ancora non è in grado di dare risposte concrete allo sciacallaggio che gli istituti di credito hanno adoperato nel tessuto sociale, quindi sarebbe l'ora di lasciar naufragare quegli istituti cosiddetti "esposti", semplicemente perchè le "ciambelle" di salvataggio sono terminate.

E' fantastica l'idea di Monti, di poter "convertire" buchi di bilancio giganteschi in buoni fruttiferi dello Stato, poichè in questo effetto "domino" lo Stato (non  più in grado di rispettare l'articolo 38 della costituzione) sarebbe "costretto" a generare servizi esclusivamente attraverso la rete bancaria: un vero e proprio "scacco matto" alla libertà d'impresa e d'ingengo propria dell'Italia.

La tracciabilità bancaria non è la vera "cura" per l'emersione del lavoro nero, perchè se di una barca se ne conosce il tracciato, non è detto che se ne conosca "le interiora" (vedi il caso del Monte dei Paschi di Siena). E  nemmeno la stretta finanziaria partita dal 2011 aiuterà i "naufraghi". La ricetta per mettere in sana competizione questo paese sta nel "generare reddito garantito" attraverso lo Stato, non più visto come impositore, bensì come "previsore" di assistenza sociale e cioè: «I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale».

L'articolo 38 della Costituzione Italiana.

Orma Rapace

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie al caro amico Rapace per averci ricordato di avere una Costituzione da rispettare e non da calpestare.
Un saluto ad Orma Rapace da Nico....ciao Rapace

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