lunedì 21 gennaio 2013

Malleus grillarum

[da InvestireOggi]


Alle soglie del '500 due monaci domenicani pubblicarono il malleus maleficarum (=il martello delle streghe), poi divenuto celeberrimo testo di riferimento per individuare, condannare ed eliminare le streghe. Ed arginare la diffusione della stregoneria. E' un testo interessantissimo. Molto utile per capire quanto in basso possa cadere la ragione umana, quando decide di distruggere ciò che non capisce oppure non gradisce. Divenne un testo base dell'inquisizione cattolica. Apprezzatissimo e diffusissimo nonostante fosse pieno zeppo solo di pregiudizi ed assurdità dogmatiche. Ma tant'è. Erano tempi oscuri, quelli.

Eppure, ecco. Anche noi, oggi, in giro per l'Italia, abbiamo il nostro malleus. Il nostro inquisitore. L'aspetto, in effetti, con quei capelli arruffati, sembrerebbe richiamare un non so che di satanico e stregonesco. Per non parlare dello sguardo, che talvolta si fissa e si allarga in modo inquietante. Ma c'è una differenza sostanziale. E' uno che ha fatto sempre ridere. E da quando parla di politica è diventato pericolosamente irresistibile.

Il malleus odierno, il martello che continua imperterrito a prendere a martellate la nostra democrazia, risponde al nome del comico Beppe Grillo. Naturalmente costui non ha niente a che fare col diavolo e con le streghe. Ma, al contrario di quelli, è molto, ma molto più pericoloso. E sarebbe bene che tutti i simpatizzanti ed i copincollisti locali riflettessero molto attentamente sul valore reale di questa esperienza.

Innanzitutto, come è stato già ampiamente illustrato anche da persone più in gamba di me, il saltimbanco Grillo è capace solo di distruggere. L'Italia va male. I partiti fanno schifo. Tutto va a rotoli. Siamo d'accordo. Ma limitarsi a picconare per spargere macerie non ci aiuterà a fare un solo passo in avanti verso il vero obiettivo. Cambiare. Modificare questo stato di cose. Insomma. Migliorare.

Il cosiddetto programma del comico Grillo fa, per l'appunto, ridere. Si tratta di una specie di leggi delle XII tavole molto più simili ai dieci comandamenti, agli slogan populisti e privi di reale contenuto, che al richiamo stringente ad un progetto articolato. Non è affatto un modo di interpretare la complessità del presente. Al contrario. Esattamente come ha sempre fatto il caimano Berlusconi. E' il
tentativo di semplificare e superficializzare la nostra complessità, cancellando ogni sfumatura e pretendendo di ridurre ogni soluzione a qualcosa di tragicamente semplice. Insomma basterebbe inventare l'acqua calda. Ed il comico Beppe Grillo, che adesso fa ridere in politica, proprio quella spaccia per programma. Acqua calda. Un brodino qualunquista e populista studiato strategicamente a tavolino.

In questa sua furia distruttrice il saltimbanco Grillo ha preso a martellate, di recente, anche altro. Dopo la democrazia. Dopo i partiti. L'Europa. Ha cominciato a picconare i sindacati. Non servono a niente, ha detto. Vanno cancellati. Esattamente la stessa cosa che ha sempre detto a proposito dei partiti.

Personalmente sono d'accordo con l'analisi. I sindacati fanno schifo. Tra quelli della scuola, che conosco per ovvi motivi molto bene, ce ne sono certi che rappresentano realmente qualcosa di indecente. Clientelari e strategici solo nell'interesse della difesa del loro potere. Che si traduce in spazi di privilegi più o meno grandi, a seconda del livello. I lavoratori? Difesi un tanto al chilo. E, anche qui, a seconda della convenienza e del ritorno strategico. Tant'è che, quando non è più convenuto difenderci, ci hanno letteralmente svenduto. Com'è accaduto a tutti i lavoratori della scuola da parecchi anni a questa parte.

Detto questo, però, non mi passa neanche nell'anticamera del cervello pensare, auspicare e desiderare che i sindacati scompaiano. Essi, esattamente come i partiti, sono un elemento fondamentale ed irrinunciabile di equilibrio e mediazione democratica. Il fatto che siano caduti tanto in basso deriva solo dal fatto che gli uomini che li hanno riempiti sono caduti tanto in basso. Non è l'idea nè il ruolo
del sindacato che deve essere picconato. Sono le persone, indecenti e vergognose, che i sindacati hanno e guidato e rappresentato, a doversene andare. Come al solito non sono le cose. Sono le persone. E' quello il vulnus. E' quella la ferita. Da lì bisogna ripartire. Cambiare le persone. Per migliorare e ripulire. I sindacati come i partiti. Come la società tutta.

Per questo motivo, ad esempio, il mio sindacato è l'UNICOBAS Scuola. E' la mia risposta allo schifo che mi circonda. E' la parte costruttiva. Non si aboliscono i sindacati. Li si cambia. Non si votano e non ci si iscrive a quelli indecenti. Si sostengono quelli puliti. Così si partecipa al cambiamento. Ossia al miglioramento. Come al solito, dipende da noi. Com'è che si dice? Non si butta via il bambino perchè il pannolino è sporco. Allo stesso modo. Non si buttano via nè sindacati nè partiti. Buttiamo via le persone che quei sindacati e quei partiti hanno infangato e trasformato in qualcosa che va contro i principi per i quali i sindacati ed i partiti esistono. Sembra un'inezia, eppure siamo al nocciolo fondamentale della democrazia.

Perchè, una volta che per davvero fossero cancellati i partiti ed i sindacati. E magari pure il Parlamento. Che cosa rimarrebbe? Un saltimbanco inquisitore che parla dai megafoni sparsi nelle vie e nelle piazze di tutto il paese? Che ci dice che cosa dobbiamo mangiare a pranzo e, in caso di tristezza, ci allieta con qualcuna delle sue gag? Già visto, signori. Grillo arriva tardi.

Un paese senza partiti e senza sindacati, tranne quelli autorizzati dal potere perchè sua diretta emanazione, l'abbiamo già conosciuto. L'abbiamo già visto. Ce l'abbiamo già avuto. Avere la tessera era obbligatorio. Ma di politica non si parlava. Non se ne faceva proprio. Perchè solo uno poteva farla. E la faceva. Per tutti. Per tutto il popolo. E quando, bontà sua, voleva comunicare al popolo le sue decisioni, il popolo doveva ammassarsi nelle piazze. Ed ascoltare. Ed applaudire. Un po' com'è abitudine nel mondo dello spettacolo. Con l'assistente di sala che ti dice quando devi farlo,
l'applauso, e ti guida con decisione. Spettacolo e politica che si toccano. Pericolosamente. Ancora.

E' questo che rende il grillismo fenomeno pericolosissimo ed inquietante. Figlio di una strategia il cui capolinea rischia di riportarci indietro nel tempo. Perchè se il sonno della ragione genera mostri, il letargo della democrazia genera dittatura. Il corpo malato non si sotterra. Si cura. La democrazia malata, ugualmente, si cura per farla guarire. Per rinforzarla. Per renderla effettiva.

Non potrà esserci nessuna libertà e nessun futuro andando appresso all'ennesimo pifferaio. Quello che oggi, con strumenti più sofisticati ed adeguati alla modernità, ci viene a dire che questa democrazia non serve. Che i partiti devono chiudere. Che i sindacati devono essere cancellati. L'ennesimo martello capace solo di distruggere. Anche questo già visto.

Tra le macerie che questo inquisitore moderno sta provocando non sarà possibile costruire nulla. Nulla di buono. Occorre invece passare dalla distruzione alla costruzione. Del cambiamento.

Una cosa che, forse, non è buona per farci uno spettacolo comico.

[Ave]

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Tra le solite fandonie di Berlusconi,
l'ammucchiata Casini-Monti pronti a vendersi al migliore offerente,
l'arroganza di Bersani (che sà bene di aver già vinto ma in queste settimane non ha detto nulla di concreto per il semplice motivo che proseguirà le politiche già attuate da Monti, che a livello europeo funzionano ma ci stanno portando letteralmente alla fame), a costo di tornare sotto dittatura non c'è niente di preferibile ad un comico che apparentemente dice di voler distruggere un sistema che non piace più a nessuno.
SCS

Mauro Meazza ha detto...

Chi segue un ragionamento del genere non vuole cambiare nulla. Si accontenta di mettersi nelle mani di un comico-neo Mussolini (com'è stato definito dai suoi stessi militanti).

Non si gioca al ribasso con la democrazia. Non ci si accontenta solo perchè un nuovo pifferaio dice qualcosa di simpatico. Come si può pretendere di ripristinare la democrazia accontentandosi di una sua volgare mistificazione comica?

Niente ribassi. Niente svendite. Quelle lasciamole ai pifferai. Io sto con Sandro Pertini. Il più grande tra i Presidenti della Repubblica che ho avuto l'occasione di conoscere.

«La più imperfetta delle democrazie sarà sempre preferibile alla più perfetta delle dittature».

Non ci vuole niente a fare i grillini. E' fare gli uomini, come Pertini, ch'è difficile.

[Ave]

Anonimo ha detto...

Cercare un punto di riferimento è nella natura umana, la vera democrazia non esiste, una creatura egoista come l'uomo può solo immaginarla.
Di Pertini non se ne vedono più nei piani alti e se pur ci fossero sarebbero emarginati da interessi e lobby.
Quel che serve è demolire la struttura politica e ripartire da zero e per farlo si ricorre anche ad un comico dittatore.
Gente come Berlusconi, Casini, Fini e ci metto pure Bersani, in questa brodaglia politica fatta di sperperi brogli favori e grandi interessi ci galleggiano da anni.
Anche se Grillo si rivelasse un nuovo dittatore ci farebbe un favore enorme a toglier di mezzo tutta sta marmaglia, uno solo a comandare può far si grandi danni ma può anche e finalmente toglier di mezzo tutte queste sanguisughe.
SCS

Mauro Meazza ha detto...

Chiunque tu sia, caro anonimo, dimostri di essere solo un antidemocratico che non è interessato nè alla libertà nè al progresso nè alla civiltà.

I tuoi ragionamenti mi fanno orrore. Meriteresti, ma per davvero, e non come copincollista, di finire in quello stesso tipo di società che evochi con incosciente ignoranza.

Consegnarsi al saltimbanco di turno perchè si è incapaci di essere liberi, e responsabili, è proprio dei grillini che cercano i loro 15 minuti di celebrità. A costo persino di precipitare il paese nel caos. Quello stesso che probabilmente ti ha impedito di comprendere il senso profondo delle parole di Pertini. Che, divesamente dalle abitudini dei comici odierni che fanno politica, non sono finite su twitter. Ma rimangono incollate alla storia (quella degna) di questo paese.

Se questo blog fosse stato del M5S, ed io fossi stato il comico che fa politica Beppe Grillo, ti avrei insultato in un video, mandandoti coloratamente a quel paese. Infine, ti avrei seduta stante espulso dal movimento a calci nel sedere. Semplicemente per lesa maestà.

Invece ti ho dato la dimostrazione di cosa sia il senso della democrazia. E di quanto questo senso, evocato ridicolmente dal pifferaio comico, sia lontano dal M5S. Questo blog ti ha dato la libertà che Grillo ti avrebbe volgarmente negato.

Tu, anonimo grillino, rappresenti esattamente il modello di cittadino che ha contribuito a rendere questo paese schiavo di quelle che tu chiami sanguisughe. Grazie al tuo qualunquismo. Al tuo populismo. Al tuo menefreghismo. Alla tua superficialità. Al tuo son tutti uguali.

Mi fa ribrezzo pensare che il mio impegno per migliorare questo paese possa significare lottare anche per uno come te, che sogna solo di precipitare nel fiume, come gli schiavi del pifferaio della favola.

Ma coloro che disprezzano e sputano nel piatto della democrazia, sono gli stessi che la sfruttano in tutte le sue opportunità per distruggerla. Perchè i loro sogni son tanto piccoli, di fronte alla realtà, che preferiscono prendere in prestito i sogni degli altri.

Ma io non ho paura. La democrazia non ha paura. Perchè i copincollisti passeranno, ridicolmente, nello scantinato della storia.

Il futuro, invece, sarà di chi avrà avuto il coraggio di sognarlo. Responsabilmente. In libertà.

[Ave]

Mauro Meazza ha detto...

Certi equivoci capitano quando ci si mette a giocare con l'anonimato. Qui ci stanno tutti pensieri ed idee private, nel senso di personali. Tanto più se si mandano in un commento ad un blog.

Quando invece si vuole intendere privati nel senso di segreti, o non si dicono, perchè appunto li si vuole mantenere tali, oppure si mandano altrove. Nella posta personale. Oppure in un messaggio privato tramite FB.

Ecco che cosa ci si guadagna ad offrire la libertà d'espressione a coloro che sarebbero disposti a negarla altrui.

Problema risolto. Buttato tutto. E dire che ho perso pure tempo a rispondere...

[Ave]

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