giovedì 7 febbraio 2013

Politica. Chi rappresenterà coloro che non sono rappresentati?



I partiti nati ieri dovebbero dare la risposta ai problemi endemici del sistema italiano, ma è giunta l'ora di organizzare una resistenza per arginare il fenomeno dei politici dell'ultima ora. Ingroia, Monti, Berlusconi, Bossi: negli ultimi trenta anni si sono succeduti "fulmini di guerra" dei quali questa repubblica avrebbe potuto fare a meno. Le resistenze locali sono fatte da quel bacino di elettori che non è stato mai rappresentato all'interno della casta politica. Un bacino che racchiude un numero sempre più grande di disoccupati, esodati, cassaintegrati, categorie di svantaggiati, politici locali che non hanno il modo di competere con la casta degli inarrivabili, degli invincibili.

Le strutture dei partiti, dagli anni ottanta in poi, hanno preferito la logica del "barone rampante" al potere democratico e basiliare del gruppo di sezione. Questo è una sfida interna al partito che elude le masse di scalatori sociali, dei raccomandati, degli apparati: sempre più erba cattiva nel campo della progressiva nuova età della politica contemporanea. Chi si identifica nel patrimonio di un territorio ne cura la tutela e ne promuove le tradizioni, includendo l'innovazione come tratto d'unione. Essa non è più vista come argomento di lotta interna alle cariche istitutive, ma linfa essenziale per un ricambio salubre delle idee poste alla base della costituzione italiana.

E' naturale il processo di scarto da parte della società "sana" di quegli elementi scientificamente "fruitori dello status quo" che hanno alimentato l'enorme squilibrio tra i prestatori d'opera nel risanamento ed i procacciatori d'affare, i geni della rendita, i registri contabili della casta. Organizzare la resistenza a questi politici improvvisati significa stare dalla parte dei più deboli, una fetta enormemente tragica della popolazione italiana.

Orma Rapace

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Il pensiero Rapace è da me condiviso in pieno e penso che la vera sfida sia quella descritta in modo molto caldo e sincero del nostro caro Orma.
Il tempo dei Baroni e dei Superuomini di Partito è finito ora bisogna rivendicare le proprie autonomie territoriali e distinguersi dalle idee dello Stato Centrale.
Il nostro Territorio è stato violentato e poi usato come una discarica ed ora nessuno ne vuole più sapere nulla.
Ora a NOI la sfida di cambiare tutto e di rinnovare questa classe Politica per ridare dignità e consapevolezza alla parola stessa..... (POLITICA)
Nico Lauretti

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