mercoledì 6 marzo 2013

Achtung Grillinen!

Gira voce che un discorso di Grillo sarebbe stato ripreso da una vecchia orazione di Hitler. Naturalmente è impossibile. Perchè il santo inquisitore è perfettamente capace di pensare da solo gli spot e gl'insulti che grida con la bava alla bocca. Quando ti lasci guidare dalle sagge mani di un'agenzia di marketing pubblicitario, che ha come obiettivo la manipolazione consapevole del pubblico, tutto è più facile. Non è questa la cosa strana. La cosa strana è che qualcuno sia andato davvero a controllare.

Per dimostrare che, per carità, non è vero. E la prova sarebbe, patetico solo a pensarci, che ci sono alcune parole che non corrispondono. Quanta miserabilità in certi pensieri!

Il problema non è mai stato e mai sarà quello di alcune, singole, parole. La ferita sta nei toni. Nel disprezzo della democrazia. Negl'insulti. Nell'unica capacità dimostrata, che è violenta e distruttiva. Nel considerare tutti gli avversari ugualmente ladri, farabutti, facce da culo e morti che camminano. Quest'orgia di superficialismo. Pressapochismo. Dilettantismo. Qualunquismo. Populismo. Squadrismo verbale. Si unisce al fascismo buono. Alla volontà di abolire i partiti. I sindacati. Alla parodia buffoneggiante della democrazia. Alla cacciata dei movimentini che hanno osato dire (e sopratutto pensare) una cosa diversa da quella del capo.

E dunque non sarà l'assenza di qualche parola ad impedire di pensare ai movimentini come a delle GrillTruppen indottrinate alla salvaguardia della razza più pericolosa di tutte. Quella convinta di essere inesorabilmente buona e perfetta. Superiore. E destinata quindi a governare il mondo.

Gl'indizi aumentano e sono sempre più evidenti. I movimentini non sanno pensare. Non sono stati assemblati per pensare. Ma solo per essere telecomandati da un gruppuscolo di potere. Cosa dire. Cosa fare. Dove guardare. I registi della pantomima hanno raggruppato semplicemente i più arrabbiati. Quelli che dov'erano fino a ieri? quelli che non hanno partecipato a niente. Che si sono sempre tenuti ben nascosti, al riparo, e che, con la loro assenza, hanno contribuito al marciume che adesso invece, a parole, dicono di voler cambiare.

Ma neanche questo, alla prova dei fatti, è risultato vero. Perchè l'essere diventati ago della bilancia nella politica italiana non è stato sufficiente ai movimentini per andare a cambiare le cose che, dicono, andrebbero cambiate subito. Il progetto che s'intravede è purtroppo chiaro. Distruggere tutto. Precipitare l'Italia ben dentro al baratro. Per poi proporsi definitivamente come soluzione unica. Ed imporre un pensiero unico. Un partito unico. Un sindacato unico. Un potere unico. Controllato e gestito dagli esperti della rete.

E' vero. Beppe non ha alcun bisogno di copiare i discorsi di Hitler. Perchè certe lezioni della storia, quando serve, s'imparano a memoria.

[Ave]

«A proposito delle affermazioni di una esponente del gruppo dei "grillini " in Parlamento, Roberta Lombardi, rilevo ancora una volta che i pregiudizi, come quello del " fascismo buono ", sono duri a morire, anche quando confliggono con la realtà storica. Sarei curioso di sapere in che modo e quando il fascismo avrebbe dimostrato un "altissimo senso dello Stato"; parimenti, sarei curioso di sapere quando sarebbe - sempre secondo l'On. Lombardi - cominciata le "degenerazione", se prima o dopo gli incendi delle Case del popolo, le aggressioni, le botte e le purghe a chi veniva considerato antifascista, la marcia su Roma, la progettata occupazione del Parlamento, gli omicidi compiuti già prima che il fascismo salisse al potere; e, magari, se prima o dopo le leggi razziali. Se quella del " fascismo buono" può essere ancora considerata una tesi proponibile, c'è da chiedersi cosa si insegni nelle scuole e su quali fondamenta riposi la cultura di certi esponenti politici»

Carlo Smuraglia - Presidente Nazionale ANPI

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro prof.re, lungi da me considerare risolutiva l'azione del grillo pensiero, ma trattare questo movimento in questo modo non rende giustizia ad un quarto degli elettori che li ha votati.Cerchiamo di accettare sempre le regole della democrazia, e non solo quando fanno piacere al proprio ego, altrimenti cadiamo nello stereotipo sinistro che chi è meglio di me si trucca!!! L'autocrita dovrebbe essere il primo dei nostri pensieri, per aver creato quasi dieci milioni di incazzati neri, a cui abbiamo bruciato il futuro, come dice mio figlio, ed al quale senza ammetterlo direttamente, debbo dare ragione. Per lo meno prendiamo questo momento storico e difficile per la nazione come punto di inizio per la rinascita sociale e culturale, abbandonando gli stereotipi che ci hanno accompagnato in questi 60 anni di "democrazia". Dover scoprire fra qualche tempo che forse avevano ragione sarebbe triste. Aiutiamoli piuttosto con il nostro comportamento e adeguata compostezza ad accettare regole imprenscindibili come l'educazione, il rispetto, l'uguaglianza, la meritocrazia ecc...Eviteremo sicuramente guai peggiori come il ritorno alle contrapposizioni non solo ideologiche ma anche a soluzioni reazionarie/rivoluzionarie già conosciute in passato.Mai come in questo momento io intravedo un populismo identico sia a destra che a sinistra, che ricorda i famosi opposti estremismi che a suo tempo quasi si fusero con pensieri nazi maoisti.
Gerardo

Mauro Meazza ha detto...

Caro Gerardo.

Innanzitutto grazie. Per la qualità e la compostezza dell'intervento. Del quale condivido, diciamo così, la filosofia. Ma del quale non posso condividere gli esiti.

Pur non essendo mai stato tenero con i sinistri, coi quali ho spesso polemizzato accanitamente, non posso esimermi dalla convintissima preoccupazione di fronte a certe manifestazioni folkpubblicitarie.

E proprio pensando al suo (ed a mio) figlio mi (e le) chiedo: sono questi dilettanti allo sbaraglio che ridaranno ai nostri giovani un futuro? Davvero lei si sente sollevato al pensiero che i nostri giovani vivano in un paese direzionato da questi figuri? Lei è riuscito a capire quali sono le risposte che costoro sono in grado di dare ai problemi gravissimi che ci affliggono? Io ho ascoltato solo slogan populisti ed insulti. Ma di risposte neanche l'ombra.

Comunque. Prendendo spunto da alcune sue considerazioni, ho appuntato qualche pensierino che troverà organizzato nel prossimo intervento. Se avesse il desiderio di ragionare in modo più articolato, sarò felice di ospitarla in modo adeguato.

[Ave]

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