giovedì 4 aprile 2013

Anagni. Maestre a dieta, ma per la spending review


Dal Comune giurano che non dipende da loro, ma dal signor Monti. E da quella cosa strana che si chiama spending review. Che, detto in parole povere, per le destre ha sempre significato, ad esempio, chiudere tutti gli ospedali ciociari. Ma mantenere i vitalizi regionali. Fatto sta che il Comune di Anagni sembra aver trovato, finalmente, la quadra. C'erano una volta le variazioni bilancio. Ed i debiti che invece stavano proprio al di fuori, del bilancio, come più volte lamentato dalle opposizioni. Adesso invece possiamo stare tutti più tranquilli. E' iniziato il programma di recupero economico. Occorre risparmiare. Niente sconti per nessuno. O, per meglio dire, niente pasti per le maestre.

Perchè la spending review, qui ad Anagni, ha prodotto il seguente risultato: alle maestre non è più concesso il buono pasto. Come regolarmente prescritto da contratto. Meglio ancora. Dopo attenta analisi della situazione economica si è deciso di pagare il buono pasto solo ad una maestra per classe. Fa niente se, nella stessa classe, lavorano in tre. Una sola mangia. Le altre, fanno dieta.

A memoria non si ricorda un provvedimento del signor Monti in questo senso. Nessuno rammenta un codicillo che preveda di pagare il buono pasto solo ad una maestra, lasciando le altre a stecchetto. Ma le vie della spending review sono infinite, e tutto può essere. Peccato però che i sindacati della scuola non la pensino proprio così. Parlano di decisione ingiustificata ed arbitraria. Protestano che il Comune di Anagni è l'unico in tutta la Ciociaria ad aver varato un provvedimento del genere. E, non contenti, minacciano la denuncia diretta. Ma non si trattava di spending review? Non dipendeva dal signor Monti? Forse che, nel caso, il risparmio dovrebbe toccare solo le nostre maestre? Non sarà forse l'ennesima conferma che, come al solito, la salvezza è oltre Anagni. Sufficiente qualche chilometro, in su oppure in giù, per ritrovarsi in un mondo diverso?

Dev'essere estremamente istruttivo, pei bambini, vedere le loro maestre dividersi francescanamente il classico tozzo di pane. Una mollichina a te. Una crosticina a me. Per non parlare delle minestre. Un cucchiaio per una. Con lo strumento eccedente portato rigorosamente da casa, ovviamente. Perchè un pasto un cucchiaio. E via di questo passo. Una forchettata per una, con un occhio attento affinchè nessuna faccia la furba, avvoltolando in modo più sostanzioso gli spaghetti appiccicati. Per la frutta dovrebbe essere più facile. Mele, pere, arance, banane. Tutto facilmente divisibile. Qualche complicazione solo per le fragole e per i kiwi, forse. Ma chissà se i bambini la vedono, frutta simile.

Quanto mangeranno mai le maestre ed il personale scolastico impegnato nelle attività pomeridiane? Difficile calcolare l'entità di simili risparmi. Migliaia? Milioni di euro? Fa piacere, come al solito, vedere che anche Anagni si adegua alle vergogne nazionali. Quando occorre tagliare qualche spesa per fare un po' di cassa, si guarda immediatamente all'istruzione. Scuole, libri, fotocopie, personale. Ampia possibilità di diversificazione.

Per questo io sogno il giorno. Il giorno in cui tutte le scuole del mondo chiuderanno. Tutti i libri del mondo bruceranno. Tutte le matite. Le penne. I righelli. Le gommine. I colori. I quaderni. Nei secchi. E l'umanità sarà finalmente libera. Di sbranarsi in branchi girovaghi. Di fluttuare da un ramo all'altro. Di grattarsi la testa e spulciarsi con amorevole cura.

Libera di imitare l'animale ch'era stato. Parabola scomparsa di una luce che c'era stata, per un breve tratto. Animale un po' più intelligente. Un po' più complesso. Vestito bene. Eternamente connesso.

Libera d'imitare un sogno di emancipazione. Che non tornerà mai più.

[Ave]

A seguire il comunicato ufficiale dei sindacati della scuola.


COMUNICATO STAMPA

Il Comune di Anagni lede i diritti dei lavoratori della scuola
e opera discriminazione fra essi

Le scriventi OO.SS. denunciano le grave violazione dei diritti contrattuali che sta subendo il personale scolastico in servizio negli Istituti Comprensivi del comune di Anagni.

La Giunta Comunale, con deliberazione n° 33 del 31.01.2013, in assoluto contrasto con le norme contrattuali che prevedono per i docenti ed i collaboratori scolastici in servizio durante l’orario di mensa scolastica la fornitura del pasto gratuito, ha stabilito, in modo del tutto ingiustificato ed arbitrario, che un solo insegnante per classe può usufruire del pasto gratuito.

Tale scelta crea una forte disparità di trattamento tra i lavoratori della scuola e non è giustificata neanche da necessità di finanza pubblica, considerato che il Comune di Anagni è l’unico in tutta la provincia ad aver adottato tale deliberazione.

Nonostante le reiterate richieste di incontro inoltrate dalle scriventi OO.SS. per cercare di risolvere positivamente la vertenza, il Comune tace sulla questione e continua a perseverare nel calpestare legittimi diritti dei lavoratori della scuola che ormai da mesi si vedono negati il pasto.

Le scriventi OO.SS. comunicano che si vedranno costrette, di fronte ad un siffatto comportamento da parte del Comune di Anagni, ad adire le vie legali a tutela dei diritti di tutti i lavoratori degli Istituti Comprensivi di Anagni.

Frosinone, 2 aprile 2013 

      Flc CGIL             CISL Scuola        UIL Scuola                Snals Confsal          Fed.ne Gilda Unams     
F.to L. Mastrosanti    F.to M. Sorge    F.to F. Sciandrone      F.to P.Ruscillo Pio         F.to M. Sgroia 

9 commenti:

Anonimo ha detto...

mbheeee che dire....per 5 maestre lo pago io con il rimborso mai avuto per 2 gg di neve e 3 di elezione pagati e mai rimborsati per il pranzo della materna mai consumato.
la nostra amministrazione dovrebbe vergognarsi.
nico vitk

Anonimo ha detto...

Ma i nomi di chi approva queste cose?
E se causa sará, seguita fra qualche anno da un eventuale ragione, a chi toccherá pagare?

Mauro Ponza ha detto...

Che dire? L'ennesima dimostrazione dell'incapacita amministrativa di questi signori. Come se bastasse una decina di pasti al giorno non pagati per risollevare la drammatica situazione economica in cui versa la città. Proprio per questo bisognerà lavorare per estirpare questa gestione inconcludente che ormai da più di dieci anni attanaglia la nostra città riducendola ad uno stato pietoso. Tutti i cittadini di buona volontà e che hanno a cuore le sorti del paese devono indignarsi davanti a questa e ad altre situazioni generate dal malgoverno di questi individui. E soprattutto ricordarsene una volta dentro l'urna elettorale.

Anonimo ha detto...

Speriamo ora che alcune maestre, di quelle un po'... snob, che criticavano alcune iniziative come raccogliere le firme contro l'aumento delle mense o le proteste per... altro [...] in particolar modo della scuola De Magistris che tanto hanno [...], in special modo quando c'era [...], ora si rendano conto che la loro superficialità e sottomissione non le agevolano nei confronti dalle altre che hanno lavorato solo nell'interesse dei bambini... mi dispiace infatti per le maestre che, invece, si sono sudate e tenute questo lavoro, ingoiando molti rospi e ora... anche questo!

Anonimo ha detto...

Io questa cosa cosa dei buoni pasto non l'ho mai capita! Lavoro da oltre 30 anni e non ho mai goduto del privilegio di avere dei buoni pasto che mi sembra di capire poi al supermercato servono per fare la spesa. Anche se vengono sottratti in busta paga pochi euri per i buoni è sempre un piccolo (?) privilegio. Quello dei buoni pasto è un'altro business messo in piedi dalle finanziarie e dalle banche per alzare soldi.....Come mai nel contratto del commercio, ad esempio, non sono previsti i buoni pasto? Eppure un commesso di negozio potrebbe avere diritto, ma in questo caso i buoni sono a discrezione del datore di lavoro...

Anonimo ha detto...

Oggi leggendo Ciociaria apprendo che sindaco e rispettivo assessore fanno a scaricabarile con lo stato appellandosi alla legge del 2012 che non rimborsa interamente tali buoni pasto in eccesso, giustificano il loro operato affermando di non voler gravare il comune di costi ulteriori dato che devono ancora pagare quelli del 2012!?
Alla luce di ció:
Perché si deve pagare ancora il 2012?
Ma soprattutto, nonostante le tasse portate volutamente al top, non ci sono nemmeno i soldi per pagare dei buoni pasto in piu agli insegnanti?
Ci sono i soldi per pagare gli affitti ai privati ma mancano quelli per ristrutturare strutture pubbliche in disuso, ma in base a quale criterio si spendono i soldi destinati all'istruzione?
Ma qualche mese fa non era stato approvato un bilancio in attivo?
Quanto costano questi buoni pasto?

Mauro Meazza ha detto...

Andiamo con ordine.

Il buono pasto non è un privilegio. Tutti (ripeto: TUTTI) i lavoratori che hanno l'obbligo orario di lavoro a cavallo degli orari destinati al pasto ne avrebbero diritto. Le forme possono essere diverse: mensa oppure buono pasto. Ma dovrebbe essere un diritto riconosciuto per tutti.

In realtà, invece, solo alcuni ce l'hanno nel contratto di categoria. Nel mondo della scuola, ad esempio, ce l'hanno appunto solo maestre e personale dei primi livelli scolastici.

Noialtri, ad esempio, alle superiori, non ne abbiamo diritto neppure quando terminiamo alle 13.30, per poi riprendere alle 14.00.

Non è uno scandalo che qualcuno abbia il buono pasto. E' scandaloso che non ce l'abbiano tutti.

[Ave]

Anonimo ha detto...

Che dovrebbe essere (forse) un diritto per tutti è giusto, quindi è vero che è un privilegio in quanto non tutti ne godono. Rimane il fatto che tutte le persone che conosco li utilizzano quasi esclusivamente per fare la spesa di casa lo rende ancora di più un privilegio. E poi ribadisco che è un sistema messo in piedi da finanziarie ed assicurazioni tanto per raggranellare soldi e per sottrarre risorse al fisco visto che il datore di lavoro che concede i buoni pasto ha diritto agli sgravi fiscali! Inoltre, da ricerche effettuate, spesso il costosostenuto dagli esercenti che accettano i buoni pasto sono ricaricati sui prezzi.......
non discuto sui diritti ma sul sistema che si nasconde dietro certi diritti "conquistati"....

Anonimo ha detto...

Ma come regolamentano la cosa?
Una maestra che svolge il turno pomeridiano 11 -16 ,a me risulta che ha diritto a mangiare.
Io sono maestra e attualmente usufruisco della mensa.
Saluti

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