sabato 14 giugno 2014

«E' TUTTO NUOVO. PAROLA DI GRINGO»

Per capire se la nuova squadra di governo della città possa rappresentare davvero il nuovo che Anagni attende da un quindicennio, sarebbe il caso di soffermarsi sulle primissime mosse compiute dallo sceriffo. Sarebbe il caso di chiedersi, insomma, se le logiche ed i metodi utilizzati per la composizione della giunta siano messaggeri del nuovo oppure no. Ma a girare per la città ed a sentire i commenti, viene voglia di chiedersi dove piffero sia finita quella maggioranza assoluta che ha deciso di mettersi nelle mani di questa gente.



Il cartello elettorale assemblato dal PD era composto da dieci liste. Una ampia platea di galli per un pollaio troppo piccolo, beninteso. Ma la finta ingenuità dell'inesperienza ha radicato nei cittadini la convinzione che lo sceriffo sarebbe stato capace di sciogliere tutti i nodi, rigorosamente politici, grazie all'aiuto dello Spirito Santo. Insomma le acque si sarebbero aperte motu proprio, e tutta la città si sarebbe avviata gioiosamente e festosamente verso il proprio futuro promesso. La realtà, ma sopratutto le facce che si vedono in giro, svelano che questo sogno s'è dissipato in fretta.

Perchè non si capisce bene, in effetti, quali logiche NUOVE e quali metodi NUOVI siano stati adottati per la scelta della giunta. Prendiamo il principio della verginità politica, per rappresentare il nuovo che avanza. Grande promessa dal predellino del camper. E' stata mantenuta? Niente affatto. Il curriculum del signor Tagliaboschi Aurelio è stato considerato il migliore possibile. Anzi. Nel suo caso ha pesato proprio l'aver maturato esperienze politiche. Evidentemente, non s'è trovato nessun ricercatore universitario, in tutto l'universo mondo, capace di gestire il bilancio comunale della città.

Allora spostiamoci sul principio del rispetto della volontà popolare, espressa attraverso il voto. E' stato rispettato? Niente affatto. I cittadini hanno dato una montagna di fiducia a persone che, invece, non hanno ricevuto la stessa fiducia dallo sceriffo. Una pacca sulla spalla, una stretta di mano, e via a preferire altre persone, ritenute più degne di occuparsi dei problemi di Anagni. Forse lo saranno, chissà, ma viene da chiedersi quanto conti, in definitiva, l'opinione espressa dai cittadini, ai quali in fondo si è andati a chiedere fiducia attraverso il voto. Ebbene, giusta o sbagliata che sia tale fiducia i cittadini l'hanno manifestata. Eccome. E lo sceriffo è diventato tale anche grazie all'apporto assai sostanzioso di candidati che quella fiducia l'hanno conquistata anche per lui. Per il suo successo. Il ringraziamento ottenuto da tali persone dev'essere una nuova forma di misticismo: l'annullamento politico in cambio della salvezza dell'anima. Sarà un affare?

Forse, però, s'è voluto rispettare il principio di una giunta esclusivamente, come si dice, tecnica? Con persone pescate tutte dalla famigerata società civile? Ahimè. Neppure questo principio lo sceriffo è stato capace di rispettare. Perchè in giunta troviamo, accanto a persone che si sono ben guardate dal mettere la faccia nelle elezioni, dove avrebbero almeno avuto l'occasione di farsi conoscere, persone che, invece, in virtù di un curriculum stratosferico, si sono presi addirittura 29 voti. Si può ben dirlo. Che con un numero del genere fosse possibile spalancare le porte dell'assessorato non è fantasia. Trattasi invece di miracolo. Che solo questa nuova amministrazione poteva svelare.

Quali sono stati, dunque, i principi NUOVI ai quali lo sceriffo s'è ispirato per la sua squadra di potere? Un po' questo un po' quello, ci pare. Ad insindacabile, seppure legittimo, giudizio. Tò! Non vi pare pericolosamente ed un po' ridicolmente simile al guazzabuglio che questo paese ha conosciuto nell'ultimo quindicennio? Sarebbero queste le novità di metodo e di logiche che avvieranno il nuovo ad Anagni? Chissà come mai, ma sentiamo un brivido correrci lungo la schiena. Anche perchè c'è altro.

C'è, ad esempio, un Tagliaboschi che era il candidato ideale del PD. Presentato dalle alte sfere in pompa magna. Poi scaricato dai suoi stessi compagni. Quindi neppure candidato come consigliere. Infine sostituito nelle liste da un'altra Tagliaboschi, sorella del quale. La quale prende una montagna di voti. Ma l'assessorato viene dato a Tagliaboschi 1. Un gioco di squadra bellissimo e perfettissimo. Della serie: la famiglia è il bene più importante di tutti. Ma, naturalmente, tutto questo non c'entra niente con la politica. Esattamente come la pizzica degli altrini. Si tratta di folklore. Che è l'unica risposta che questa città riesce a dare al disgusto che la politica ha generato nei cittadini. Peccato che a destra manchino di fantasia. Perchè, se certe cose le avessero fatte loro, i tanti pasdaran dell'involuzione si sarebbero scatenati, sul web.

E che dire dell'assessore vicesceriffo Ciprani, col consorte alle sue dirette dipendenze? Certo non avremo difficoltà di comunicazione, dal suo ufficio di responsabile della cultura cittadina a quello della biblioteca Antonio Labriola. Anche in questo caso, come si vede, siamo in presenza del valore fondamentale dell'essere umano: la famiglia.

Infine. Invitiamo tutti a dare un'occhiata al decreto legislativo numero 39, dell'8 aprile 2013. Una legge dello stato. Nuova di zecca, come si vede. Affronta una cosa semplice semplice. Le incompatibilità. Ossia elenca tutti i casi in cui una persona NON può far parte di una giunta comunale. Non perchè non sia sufficientemente simpatica. Ma perchè lo dice la legge. Nel caso specifico, nel decreto si dice che è incompatibile con la sua presenza in una giunta chi è già dirigente in un ente oppure un'altra amministrazione statale. Ora. Questa amministrazione pullula di grandi esperti di legge. Sarebbe carino se qualcuno di loro trovasse il tempo, tra un impegno professionale e l'altro, beninteso, di venire davanti alla città a spiegarci perchè questa legge dello stato non può essere applicata ai nostri casi locali. Tornare in mezzo alle persone, insomma. Un po' come hanno fatto durante la campagna elettorale. Con una piccolissima differenza, in effetti. Là si trattava di promettere.

Adesso, invece, si tratterebbe di mantenere.

[Ave]

2 commenti:

Alessandro Compagno ha detto...

Un augurio di buon lavoro al Prof. Meazza che riapre un importante canale di informazione e di dibattito per la nostra Anagni!

Anonimo ha detto...

Mah, se concorreva il candidato originale del PD, rivinceva Fiorito senza partecipare. Giustamente, in qualche modo, andava ringraziato!

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