martedì 5 agosto 2014

COMUNICATO STAMPA: RIAPRIAMO IL PRONTO SOCCORSO DI ANAGNI


Cosa serve oggi per tamponare la mancanza di gestione di emergenze sanitarie della parte nord della Ciociaria?



Intanto occorre che l’ospedale di Anagni torni al centro delle strategie sanitarie regionali.  La recente apertura del nuovo reparto di dialisi, che rappresenta una vera e propria eccellenza provinciale capace di curare centinaia di pazienti, non risolve il dramma sanitario che questa parte del territorio vive. Occorre ristabilire un livello minimo di gestione dell'emergenza: un pronto soccorso e dei posti letto che siano in grado, quanto meno, di stabilizzare un paziente per poi eventualmente trasferirlo.

La sentenza 6727 del 2011 del Consiglio di Stato afferma che, vista la posizione e il bacino di utenza, l'Ospedale di Anagni non deve essere chiuso. In questi tre  anni di smantellamento la popolazione della parte nord della Ciociaria si è trovata deprivata di servizi  sanitari e costretta ad emigrare verso le strutture di Roma, con un aggravio di spese per le famiglie costrette a veri e propri viaggi della speranza, con una  mobilità passiva che è ormai di circa del 50% della popolazione.

A questo punto è da chiedersi: a chi ha giovato questo smantellamento dell’ospedale di Anagni?

Il trasferimento del personale verso le altre strutture (Frosinone, Alatri), non ha migliorato la sanità provinciale, la struttura è rimasta  aperta e le spese di gestione sono rimaste invariate.  Era stato detto che la chiusura di Anagni sarebbe stata decisiva per le sorti della sanità provinciale, si sarebbe ottenuto perfino il sospirato DEA di secondo livello allo Spaziani di Frosinone, si sarebbe finalmente dato un taglio alla mobilità passiva che costa 250 milioni di euro l'anno alla ASL di Frosinone. Domando: la chiusura dell’ospedale di Anagni è servito  per aumentare posti letto nella sanità privata? Perché sono stati diminuiti i posti nella sanità pubblica e aumentati quelli delle cliniche private?  Eppure era chiaro che, con la chiusura dell’ospedale di Anagni progettato dalla giunta Polverini, saremmo andati al disotto dei LEA e questo avrebbe creato  il caos  nei pronti soccorsi della provincia, che ancora oggi non riescono più  a smaltire gli interventi di emergenza.

Spero che l’incontro che avranno il Sindaco di Anagni Dott. Fausto Bassetta e i sindaci della parte nord della provincia (Acuto, Paliano, Fiuggi, Piglio, Sgurgola, Serrone) con Zingaretti, porti finalmente alla risoluzione della vicenda ospedaliera che dura ormai da troppi anni. Anagni è una città che si trova al centro  di importanti infrastrutture viarie come l’Autostrada, la Casilina, l’Anticolana e ferroviarie quali l’Alta Velocità e la Roma-Cassino-Caserta, oltre ad essere uno dei centri scolastici tra i più importanti della provincia con le sue migliaia di studenti giornalieri. In una realtà del genere non basta una “casa della salute”.

Piero Ammanniti, Anagni, membro dell'Assemblea Provinciale del Partito Democratico lista “Frosinone per Civati”

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