venerdì 8 agosto 2014

«Era meglio quando si stava peggio?»




Prendete una domenica di agosto. Passeggiata sul litorale romano. V'imbattete in un opuscolo pubblicitario della catena CONAD.
Titolo: Prodotti del territorio - Speciale Lazio.












Lo aprite, quell'opuscolo. Lo sfogliate per benino tutto quanto. E scoprite che alla proposta alimentare è collegato il Medioevo, richiamato in continuazione nell'opuscolo. Tant'è che, all'ultima pagina, sono citate per benino le iniziative cultural-turistiche di tre cittadine laziali. Tutte rigorosamente incentrate sul Medioevo. Non verrebbe anche a voi spontaneo cercare il nome della nostra città? Ahimè. Potreste rigirarlo quanto volete, l'opuscolo: Anagni non c'è. Non esiste. Fregata perfino dal celeberrimo "Palio delle contrade" di Canale Monterano (Rm).

Onore e merito alle iniziative cultural-turistico-alimentari delle tre cittadine dell'opuscolo. Disonore e demerito ai nostri super-nominati che, nonostante le tante promesse, son stati capaci di fare nulla per la città. E l'estate oramai se n'è andata, cari miei, e l'occasione persa non ritornerà. Il centro storico, rigorosamente privo di turisti, somiglia ancor più ad un guscio vuoto. Visto che, adesso, grazie ai nuovi mirabili comandamenti, anche per i poveri Cristi che non hanno l'opportunità di abitare in uno dei famosi palazzi storici di piazza Cavour, è diventato assai difficoltoso anche solo arrivare in centro. 

Esiste un altro modo per fare cultura? E per far si che la cultura diventi risorsa turistica? Certo che esiste. Come VitamineK avevamo articolato un progetto strutturato, a proposito del rapporto cultura/turismo, incentrato sul Medioevo e sul teatro. Sulla possibilità che questa città diventasse un centro culturale tutto l'anno, per darle la possibilità d'inventarsi un diverso modello di sviluppo economico, dopo la disfatta dell'industria ed il dissolvimento di un'agricoltura di qualità. Lo sceriffo continua a ripetere di voler puntare proprio sulla cultura e sul turismo, ma a parte ammassare promesse nel gran calderone del facile applauso estemporaneo, questa città non ha cambiato nulla. E' rimasta vuota e chiusa com'era qualche mese fa. E disperatamente incapace di riprogettare il suo sviluppo.

Il futuro esiste solo se si è capaci di sognarlo. A noi, in quest'estate anomala, ci hanno tolto perfino il cinema all'aperto. 

Buone vacanze a tutti voi. Se potete.

[Ave]

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Avevamo un progetto serio,di integrazione etnica con festival di Culture diverse per favorire una valida e duratura integrazione,parlavamo di una Card Anagni che dava ingressi ai musei sconti ai ristoranti itinerari sconti per i mezzi pubblici,avevamo un progetto serio per il centro storico che andava oltre alle transenne ma alla città é piaciuto un altro futuro ,ha preferito scegliere di cambiare non facendo nulla di Culturalmente alternativo
nik

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