mercoledì 4 febbraio 2015

«Tu vuò fà il greco...»




Ma non ce n'avete neanche un po'? Davvero? Proprio niente di niente? Una punticina? Neppure? Invece io ci sto morendo, di curiosità. Eggià. Che si saranno mai potuti dire il vero nuovo europeo, ossia Tsipras, col nostro usato garantito, neodemocraXiano toscanaccio? Voglio dire, che si saranno detti realmente? Perchè mica vi fiderete dei comunicati stampa, eh. Figurarsi. Quelli sono roba buona pei cronachisti.

Chissà. Magari il figlioccio di Berlusconi nelle segrete stanze. Lontano da occhi e, sopratutto, orecchie indiscrete. Potrebbe essersi accomodato in poltrona. E, dopo un sorriso ed un saluto di educazione, potrebbe aver tirato fuori un libro. Anzi, IL libro. Quello appena scritto da Tsipras. Nel quale, tra le altre cose, ad un certo punto ci sono le seguenti parole sul nostro esimio innovatore:

«Renzi presenta un forte dualismo, è come se si trattasse, quasi, potremmo dire, di una personalità scissa». [...] Per metà, in Europa, il suo profilo deve essere quello di un leader che rivendica una prospettiva diversa da quella dell’austerità e del patto di stabilità, visto che stanno strozzando anche l’Italia. «L’altra metà del profilo, tuttavia, è quello di un politico che avanza come un’asfaltatrice, allo scopo di imporre le riforme neoliberiste all’interno del paese, nella riorganizzazione produttiva e la liberalizzazione dell’economia, misure dalle quali, ovviamente, può trarre giovamento solo l’elite con le lobby economiche». [...] «Vedo come estremamente negativo il fatto che mentre Renzi capisce che con questa Europa non si può andare lontano, sembra flirtare con l’idea di adottare l’agenda pesante del neoliberismo, chiedendo in cambio delle facilitazioni per il risanamento dell’economia. Mi auguro di sbagliare e che possa giungere a dei risultati concreti» [da l'Espresso].

Ecco. Io mi sto consumando nella curiosità. Di sapere se il nostro Renzie avrà avuto il coraggio di guardare Tsipras negli occhi e di dirgli, papale papale, che si sta sbagliando di grosso. Che lui in realtà è di sinistra. Eggià. Proprio di sinistra. Come il greco. E che lui, il Matteo, è davvero un innovatore. E' uno che sta svecchiando. Innovando. Riformando. E' uno che combatte contro le lobby. Contro i grandi poteri. Contro i corruttori. Contro gl'intrallazzi. Uno che ama i patti chiari e l'onestà, che odia gl'inciuci, che è cattolico ma anche profondamente laico. Uno del popolo per il popolo, insomma. Ecco. Il Matteo avrà avuto il coraggio di difendere la propria maschera, a tu per tu col vero riformatore della sinistra europea? Ci avrà almeno provato? 

Ahinoi. Mi sa di no. Mi sa proprio che non c'ha neanche provato. Avrà preferito sgusciare via com'è solito fare con noi. Via da qualsiasi cosa che sia, anche vagamente, coerente con la storia del partito che gli è servito, del tutto casualmente, per conquistare il potere personale. Infatti, a leggere bene le cronache dell'incontro, salta fuori che il divin fiorentino ha regalato a Tsipras una cravatta. Come dire: visto che tu sei talmente miserabile che non te la puoi permettere, te la regalo io.

Ma forse è anche un modo, metaforico, per riportare il greco all'ordine. Andare senza cravatta in giro per l'Europa, a parlare coi grandi di questa terra, potrebbe dare l'impressione di volerle cambiare per davvero, le cose. Insomma: la gente potrebbe pensare che Tsipras voglia modificarlo davvero, questo mondo. Non solo a parole o a twittate, come il nostro prescioloso toscano. Meglio la cravatta, allora. Per dirgli che, caro mio, puoi essere di sinistra quanto ti pare. A parole. Ma poi, nei fatti, devi stare dalla parte del potere. Quello vero. Proprio lì, ad aspettarti, troverai il caro amico Matteo.

Rigorosamente con la cravatta. 

[Ave]

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