martedì 21 febbraio 2017

Essere di sinistra è essere liberi

Da tempo mi trovo a dover rispondere ad un vero e proprio dilemma esistenziale e cioè, qual è la Sinistra che vorrei.



Non vi racconto il disagio che provo ad ammettere, per primo a me stesso, che non riesco davvero a capire il senso di questa domanda, ma dico, essere di Sinistra non ha sempre significato lottare per eguali diritti a tutti? Non siamo in fin dei conti tutti uomini cittadini del mondo?

Sono passati molti anni dal giorno in cui ho realizzato di essere Comunista, quando un senso di vergogna mi violentava il Cuore ogni volta che assistevo ad un sopruso, quando ascoltavo idee razziali e razziste dai militanti del Movimento Sociale, quando un pugno chiuso era capace di sovvertire un intero sistema.
Ricordo benissimo la responsabilità che sentivo verso chi, per me, diede la vita, verso coloro che presero botte, che furono etichettati come terroristi della Democrazia, che vennero sbattuti nelle galere e poi dimenticati sotto i passi demolitori del progresso capitalista.

Allora mi chiedo che senso abbia oggi chiedersi che Sinistra dovremmo costruire quanto non esiste una Sinistra diversa da quella con la quale abbiamo iniziato a sognare ed a lottare anni fa.

Oggi il punto non è molto cosa rimettere insieme o cosa dover costruire di nuovo ma credo che la verità si celi nella nostra apatia politica perché la colpa è nostra che ci siamo imborghesiti credendo che tutto sia stato già detto e scritto e che, nelle nostre sedi di Partito, nei Collettivi, nelle Officine Sociali, niente sarebbe potuto cambiare e che la nostra spocchia Culturale dovesse rimanere di nicchia per poi, nel privato delle nostre case, provare invidia verso una società demagogica e dispotica.

Ecco, il problema non è che Sinistra volere o non volere ma chi ne dovrebbe ancora far parte.

Credo profondamente che per rinascere bisognerebbe tornare alle origini, raschiare la terra con le unghie, provare la nobiltà della miseria e ricominciare a guardare il mondo con una prospettiva diversa e che venga dal basso dove gli uomini piangono sangue per ciò che non hanno più, dove c'è solo mancanza, dove non esiste neppure  l'idea dell'assenza, dove nessuno ricorda più cosa significasse sapersi protetti da una ideologia, da una idea profonda per cui lottare ed è proprio la ferma presenza di quell'assenza che ci ha fatto andare avanti e ci ha reso uomini migliori.

Credo che la Sinistra che vorrei non possa esistere in questo misero presente o nel più catastrofico futuro ma credo che uomini migliori possano segnare il giusto percorso, credo che credere nella forza delle idee ci possa salvare, credo che in fondo essere di Sinistra sia essere Liberi.

[ACM2]

3 commenti:

masand ha detto...

I valori espressi nell'articolo, secondo me, non hanno "bandiera", ma sono valori, passatemi il termine, "primari" che devono valere per tutte le forze politiche di un Paese democratico.

Oggi, come ieri (mio padre mi diceva le stesse cose), non c'è più interesse nella politica e chi la esercita non rappresenta chi invece lo dovrebbe essere.

Insomma, una politica non più credibile, dove parlare di destra o di sinistra non ha senso in quel calderone di persone più o meno consce di ciò che sono tenuti a fare.

Brutta storia quando non ci si interessa più di politica perché poi, effettivamente, si perde il significato di quello che dovrebbe essere la destra e la sinistra o qualsiasi ideologia.

In questa ottica direi che si è liberi quando si capisce da che parte stare, quando c'è una parte in cui essere.

Anonimo ha detto...

Ciao Masand, ho letto con attenzione il tuo commento, in effetti è vero, sono bisogni primari di un paese Democratico ma, purtroppo non di tutte le forze Politiche perché in un paese (Democratico) non tutti si esprimo con i sani principi della Democrazia e per restare sui principi espressi nell'articolo, non credo che oggi, tutte le forze politiche abbiano nel DNA queste convinzioni.
A me sembra tangibile e palpabile l'odio che alcuni movimenti cavalcano, c'è una profonda volontà di spaccare il paese approfittando della povertà e la disperazione di molti.
E qui voglio tornare a parlare di Libertà ( sacra come il pane ) ed hai perfettamente ragione , bisognerebbe sapere da che parte stare ma proprio qui che il mio dilemma si fa profondo fino a toccare il Cuore e se la (mia parte) non esistesse più?
Se ( la parte ) per cui ho lottato tutta la vita si sia estinta?
Allora mi sono chiesto; che fare?
Scappare?
Nascondersi nell'oblio dell'ozzio apatico di questo dispotico presente o Resistere, Resistere e Resistere ancora?
Credo sia il tempo di Sovvertire questa inerzia Politica e creare la nostra ( Parte), quella in cui vogliamo stare, quella in cui quei principi sono primari ed Eterei.

ACM2

masand ha detto...

Ciao ACM2,

il fatto di porsi delle domande è indice di interesse in un Paese. Molti queste domane, non se le fanno più. Si va avanti per inerzia, ingoiando (letteralmente) la quotidiana inefficienza politica. Poi, grazie ad alcune persone, sul campo, delle cose ogni tanto vanno anche bene, ma appunto grazie all'operato di alcune persone.

No, sono d'accordo che ormai parlare di destra, sinistra e parti politiche, non ha "quasi" più senso e che ormai molti movimenti non fanno altro che puntare alla "pancia" dell'elettore.

Ma questo discorso che stiamo facendo, lo ha fatto mio padre ai suoi tempi ecc. il che vuol dire che siamo noi come popolo a dover crescere per poter mettere dei rappresentati degni di questo nome.

Vedo tagli all'Istruzione e alla Sanità e già questo basterebbe per fare una "rivolta" politica.

Faccio un esempio banale, "sul campo". Mia madre all'ospedale (pubblico) a colazione aveva la scelta per latte, caffè, tè, cioccolato, un dolcino o un panino, però non le passavano né l'acqua (!!) e né la carta igienica per lo "spending review" dell'ospedale.

Ora, mi dici che senso ha non passarmi l'acqua, ma a colazione darmi una scelta da albergo? Dammi una colazione normale, o latte o caffè, ma passami l'acqua e la carta igienica, che sicuramente ne ho più bisogno e questa era espressamente una scelta politica quando ne parlai con il direttore...

E questo è capitato anche in altre strutture che, ahi me, mia madre ha passato prima di morire ad Anagni, sempre all'ospedale (quando c'era).

Ritornando al discorso, abbiamo la libertà di decidere, gridiamo a gran voce che vogliamo cambiare, per noi, per i nostri figli e per chi verrà dopo. Se non si pensa al futuro NON sia ha un presente...

Informiamoci, mettiamoci in gioco, sbattiamoci anche il grugno se è necessario, ma se rimaniamo nell'apatia che la stessa classe politica oggi anela, ho la netta sensazione che non si andrà da nessuna parte e scappare via non credo che porti a chissà quale svolta, forse solo a rimandare vedendo il vento della classe politica che si sta insinuando nel mondo.

Come ho detto prima, tutti voti e risultati usciti dalla pancia dell'elettore e non dalla testa.

Vogliamo stuzzicare la pancia dell'elettore? Ma che sia allora un cibo politico di qualità e non, come ora, con politica da "asporto"...

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